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venerdì 24 agosto 2012

Dal Ministero 5 punti per lo sviluppo sostenibile

Una strategia in 5 punti per lo sviluppo sostenibile dell'Italia. Il ministero dell'Ambiente sul proprio sito pubblica le strategie politiche e misure gia' individuate e in corso di elaborazione. I 5 punti, che il ministro Corrado Clini portera' domani in Cdm nell'ambito del piano crescita discusso dal Governo, sono: la 'decarbonizzazione' dell'economia italiana, la sicurezza del territorio, il recupero e la valorizzazione delle aree industriali dismesse in zone urbane soggette a bonifica, la gestione integrata dei rifiuti e la gestione integrata delle risorse idriche. In particolare per la "decarbonizzazione" dell'economia, oltre a un pedaggio differenziato per gli autoveicoli, tra gli obiettivi, lo sviluppo della filiera nazionale delle tecnologie "verdi", prioritariamente nei settori energetici e della chimica "verde", transizione del sistema energetico nazionale verso sistemi distribuiti di trigenerazione (elettricita', calore e freddo) ad alto rendimento con lo sviluppo contestuale di reti intelligenti locali (smart grids), eco efficienza nell'edilizia, modifica delle modalita' di trasporto di merci e persone a favore di ferrovia e cabotaggio, recupero e valorizzazione dei rifiuti, promozione dell'esportazione di tecnologie "verdi". Per la sicurezza del territorio, Clini individua due obiettivi: prevenzione dei rischi, sulla base di mappe aggiornate della vulnerabilita' e revisione degli usi del territorio in relazione alle mappe di vulnerabilita'. Per il recupero e la valorizzazione delle aree dismesse soggette a bonifica, le misure da discutere prevedono la semplificazione delle procedure in materia di bonifica dei siti inquinanti in aree urbane e prevedono l'estensione progressiva a tutti i Siti di interesse nazionale (Sin) della procedura adottata con l'Accordo di Programma per Porto Marghera.

venerdì 8 giugno 2012

Paolo Scaroni dà il buon esempio: via la cravatta per proteggere l'ambiente

Torna, per il sesto anno di seguito, "Eni si toglie la cravatta". L'iniziativa, giunta alla sesta edizione, è rivolta ai dipendenti della società di Paolo Scaroni e consiste nell'adottare in ufficio un abbigliamento meno rigoroso a vantaggio del risparmio energetico, per consumare meno elettricità con condizionatori e ventilatori e contenere le emissioni dannose. Evitando giacca e cravatta è infatti possibile alzare di 1°C la temperatura negli edifici contribuendo a contenere le emissioni di CO2. Durante l'edizione del 2011 sono state risparmiate 430.000 kWh di energia elettrica, pari a una riduzione del 9,5% dei consumi elettrici per il condizionamento. Il risparmio complessivo durante i giorni dell'iniziativa corrisponde ai consumi elettrici annui per uso domestico di 360 persone. La quantità di CO2 risparmiata equivale a quella prodotta da circa 1350 viaggi A/R in aereo sulla tratta Milano-Roma e a quella emessa da un'auto nuova per compiere 40 volte il giro del mondo.
Dulcis in undus, il denaro risparmiato è stato investito in progetti di sostenibilità.
La pratica di Eni di togliere la cravatta in ufficio, lanciata nel 2007, è diventata modello da seguire anche per altre aziende. Nella fotografia, l'amministratore delegato Paolo Scaroni... senza cravatta.

giovedì 31 maggio 2012

Un km in bici fa guadagnare la società, in macchina la fa perdere

Uno studio danese ha considerato l’impatto economico della mobilità dal punto di vista delle due ruote e delle quattro.
Copenaghen è una delle città più ecosostenibili d’Europa. Visitandola ci si rende conto di quanto l’Italia possa ancora fare in termini di mobilità ciclistica.
Ma in Danimarca si studiano anche gli effetti positivi dell’andare in bici: ciò che è emerso, attraverso complessi calcoli incrociati, è che ogni chilometro percorso in bici porta un guadagno economico netto di 42 centesimi alla società. Mentre se la stessa distanza si percorre in auto genera una perdita di 3 centesimi per tutta la comunità.
Nella complessa equazione sono incluse sicurezza, comfort, turismo, salute e trasporti per tutti i cittadini. Secondo i parametri economici il risparmio, in termini di assicurazioni e salute, inciderebbe notevolmente sul PIL e sulla spesa sanitaria.
Copenaghen è una città con 1 milione e mezzo di abitanti, dove l’80% della popolazione usa la bicicletta e rende quindi in termini economici qualcosa come 200 milioni di euro di risparmio.
Secondo i calcoli ogni persona genera 150 euro di risparmio.
Ecco perché a Copenaghen investono molto di più in piste ciclabili che in strade. Sul medio e lungo periodo è il modo migliore per ridurre la spesa. E in tempi di crisi è un dato importante.

lunedì 10 ottobre 2011

Come prolungare la vita del forno

Una corretta combustione consente di raggiungere alcuni importanti obiettivi:
  • ridurre i consumi di gas,
  • estendere la vita del forno,
  • verificare le emissioni inquinanti,
  • ottenere un prodotto con qualità uniforme e ripetibile.
Per questo l’analisi di combustione è importante. La misura dei valori di Ossigeno, CO e NOx permette di ottimizzare i parametri di combustione dei bruciatori.

Guarda la demo interattiva e scopri di più a questo link.

venerdì 7 ottobre 2011

Presentato il terzo polmone verde di Milano

Martedì è stata inaugurata la prima parte del parco pubblico realizzato da CityLife a Milano.
L'assessore alla Mobilità e all'ambiente di Milano, Pierfrancesco Maran, ha inaugurato la prima fase dell'intervento di verde pubblico realizzato da CityLife. Un intervento che entro il 2015 dovrebbe regalare a Milano il terzo polmone verde dopo parco Sempione e i giardini Montanelli. Un parco da 168mila metri quadri e 16 milioni di investimento privato. Un parterre da oltre 4mila metri quadri di arbusti con 22 nuovi platani e una superficie di intervento da 10.740 metri quadri lungo i viali Belisario, Ezio, Cassiodoro e Berengario.

"Sono molto contento di presentare questa prima parte di riqualificazione. - ha dichiarato Maran - Il verde e l'impatto zero devono essere la regola degli interventi urbanistici come quello di Citylife. Un intervento che consegnerà in quattro alla città il suo terzo parco per dimensione e nel quale abbiamo chiesto di poter inserire un parco giochi che sia fruibile anche dai bambini disabili".
"Questo è il primo passo di una riqualificazione importante per Milano - ha proseguito Maran - e vi abbiamo investito circa un milione di euro. La riqualificazione comprende anche un parcheggio da 1.800 metri quadri".
Il parco sarà realizzato entro il 2015 da Gustafson Porter, vincitore del bando di concorso internazionale, e sarà una sintesi del paesaggio regionale.
Duemila nuovi alberi assorbiranno oltre 40mila chili all'anno di Co2 e inoltre il quartiere Citylife sarà a impatto zero grazie al teleriscaldamento, all'utilizzo di acqua di falda, di pannelli fotovoltaici e al ricircolo dell'acqua per l'irrigazione.

Leggi il comunicato stampa>>
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Leggi il concept del progetto >>
Scopri di più sul parco>>

giovedì 9 giugno 2011

Eni Award 2011: a Torino i vincitori del premio istituito dalla società di Paolo Scaroni

Gli Eni Award sono un importante premio istituito dalla società guidata da Paolo Scaroni per sviluppare idee innovative per un migliore utilizzo delle fonti energetiche, per promuovere la ricerca sull'ambiente e per valorizzare le nuove generazioni di ricercatori.

Domani a Torino, al Castello del Valentino, alle ore 11, si conclude il ciclo di incontri organizzati per presentare i vincitori.
Dopo le lectio magistralis tenute dai vincitori delle varie sezioni del premio a Roma, Catania e Urbino, Gabor A. Somorjai e Martin Landrø, premio ex aequo Nuove frontiere degli idrocarburi, insieme a Gregory Stephanopoulos, premio Energie rinnovabili e non convenzionali, Jean-Marie Tarascon, premio Protezione dell'ambiente, e i due vincitori del premi Debutto nella ricerca, Simone Gamba e Fabrizio Frontalini, partecipano a un talk show per raccontare le loro ricerche.

All'evento, moderato da Gabriele Beccaria, responsabile di Tuttoscienze, La Stampa, partecipano anche Ezio Pelizzetti, rettore dell'Università degli studi di Torino e Francesco Profumo, rettore del Politecnico di Torino. L'incontro è l'occasione per presentare alla platea, composta anche da studenti delle scuole primarie e del mondo universitario, le ricerche che hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento.

I premiati stimolati dalle domande, sono chiamati a raccontare le loro ricerche e la loro applicazione nella vita quotidiana, per contribuire significativamente a migliorare le modalità di consumo dell'energia.

Somorjai spiega la sua ricerca sulla messa a punto di nuovi catalizzatori utilizzati nei processi di cracking petrolifero, tecnologia chiave per garantire la resa e la qualità dei carburanti, mentre Landrø racconta in cosa consiste lo sviluppo e l'applicazione dell'analisi sismica 4D, che consente di determinare le modifiche cui sono soggetti nel tempo i giacimenti di petrolio e gas e di gestirne lo sviluppo produttivo in modo da incrementare significativamente il fattore di recupero degli idrocarburi.

Gregory Stephanopoulos parla della sua ricerca orientata alla produzione di biocarburanti di seconda generazione, non in competizione con il settore alimentare e Jean Marie Tarascon commenta le sue ricerche volte a sviluppare batterie ad alte prestazioni e di costo contenuto per la diffusione di veicoli elettrici nel settore della mobilità.

Gli "under 30" Simone Gamba e Fabrizio Frontalini, che parlano dei loro studi sull'interpretazione e modellazione del processo di hydrocracking degli idrocarburi e sulla ricerca della specie marina benthic foraminifera, come bio-indicatore di tracce contaminanti in ambiente marino.

L'evento può essere seguito anche in live streaming sulla pagina http://eni.iwebcasting.it/eniaward2011

venerdì 28 gennaio 2011

Animals United: un cartone animato per insegnare la biodiversità

Siete andati al cinema a vedere Animals United?
Il 21 gennaio è uscito il primo cartone animato dedicato alla biodiversità, ispirato al libro per ragazzi “La conferenza degli animali” di Ericj Kastner.

Il film avvicina i bambini ad un tema di grande importanza, la crisi ecologica generata dalle azioni umane, descrivendo le conseguenze che esse provocano sulla vita delle specie animali.
La scena di svolge presso il delta dell’Okavango, dove il lemure Billy e il leone Socrates decidono di cercare l’acqua, avendo atteso invano l’annuale piena essenziale per la vita sul delta. Durante la loro avventura incontrano un gruppo di animali in cerca di una nuova casa perché la loro è stata distrutta dall’inquinamento prodotto dall’uomo.
E così per la prima volta sullo schermo tutti gli animali della Terra decidono di unirsi per difendere un ecosistema sempre più a rischio.

Attraverso i proventi di questo film, Moviemax aiuterà il WWF a salvare le specie animali a rischio estinzione e a sensibilizzare le persone su tematiche importanti quali ad esempio l’inquinamento ambientale, il cambiamento climatico o l’impoverimento delle risorse.

E’ inoltre possibile firmare online la petizione Empower che ha l’obiettivo di fermare la perdita di biodioversità entro il 2020.

mercoledì 15 dicembre 2010

Il menu di Natale inquina. E molto.

Menu di Natale: sai quanto inquina?
Molto, se si portano in tavola cibi esotici che vengono da lontano.

Finti “lussi” messi in una lista nera da Coldiretti, che traduce il loro impatto in numeri: un chilo di albicocche australiane – nella top ten dei prodotti esotici serviti sulla tavola delle feste – solo per il trasporto brucia 9,4 chili di petrolio e libera 29,3 chili di anidride carbonica. Un chilo di ciliegie del Cile per giungere sulle tavole italiane deve percorrere quasi 12mila chilometri con un consumo di 6,9 chili di petrolio e l'emissione di 21,6 chili di anidride carbonica. Stessa storia per i mirtilli che vengono dall'Argentina e devono volare oltre 11mila chilometri, consumando di 6,4 kg di petrolio e liberando 20,1 chili Co2. Tra i prodotti più diffusi che rischiano di "inquinare il Natale" ci sono anche le angurie del Brasile, le more dal Messico (che segnano un aumento delle importazioni peri al 6100%) , gli asparagi dal Perù, i meloni dal Guadalupe e i fagiolini dall'Egitto.

Veri nemici dell’ecomenù, possono essere rimpiazzati da mele, pere, mandarini, arance, kiwi e melograni. Da utilizzare senza produrre troppi scarti, nel nome delle tre R più sostenibili del pianeta: Riciclo, Riuso, Riparo.

Qualche idea rubata all’agenda della nonna? Tenere le bucce del mandarino da buttare sulle braci del camino (o della griglia) per profumare tutta la casa con un effetto aromaterapico tonificate e rilassante; non buttare le arance ammaccate: basta infilare nella loro buccia qualche chiodo di garofano e pezzo di cannella per trasformarle in un delizioso profumatore naturale per gli armadi.

(da atelierdelriciclo.org)

lunedì 1 novembre 2010

Cartucce per stampanti: anche esaurite hanno un valore

Le cartucce per stampanti esaurite, che non possono più essere ricaricate, valgono ancora!

Presso i punti vendita Eco Store, catena italiana di negozi in franchising di cartucce per stampanti rigenerate e compatibili, toner rigenerati e carta per stampanti, le cartucce per stampanti esauste possono infatti essere smaltite negli Eco Point.

Gli Eco Point sono veri e propri centri di raccolta presso il quale portare e smaltire le cartucce per stampanti vuote. Sono facilmente identificabili grazie al pannello con il logo di Legambiente all’interno dei negozi di cartucce per stampanti Eco Store.

Conferendo le cartucce negli Eco Point, oltre alla soddisfazione di
dare valore alle cartucce per stampanti vuote e evitare che vengano disperse nell’ambiente, si viene anche premiati:

* Per le cartucce per stampanti ink-jet rigenerabili con 1 euro.

* Per le cartucce per stampanti non rigenerabili con una salvietta per il monitor del PC.

L’iniziativa è sviluppata in collaborazione con Legambiente.

Il rapporto con Legambiente nasce nel 2005 con la sponsorizzazione dell’edizione italiana di Clean Up the World, “Puliamo il mondo”. Da allora l’associazione sponsorizza Eco Store nei progetti legati alla sostenibilità ambientale, alla volontà di produrre meno rifiuti possibile e di smaltirne correttamente il più possibile.

Eco Store, da sempre attenta al processo di rigenerazione delle cartucce per stampanti esauste, mette in campo ogni anno, nuove azioni volte al riuso e al corretto smaltimento dei vuoti.

Nei negozi Eco Store, infatti, i clienti hanno diverse possibilità per dare valore alle cartucce vuote e evitare che vengano disperse nell’ambiente.

* Le cartucce per stampanti che non si possono ricaricare possono essere smaltite nell’Eco Point.

* Le cartucce per stampanti ricaricabili possono essere riutilizzate fino a 5 volte, ricaricandole con l'innovativo sistema professionale Ink Evolution.

* Sono disponibili infine Kit di ricarica per cartucce per stampanti ink jet che consentono, con meno di 3 euro, la ricarica “fai da te” delle cartucce a getto d’inchiostro.

Maggiori informazioni su www.ecostore.it.

venerdì 1 ottobre 2010

Regione Lombardia: tre bandi per la mobilità sostenibile

In scadenza tre bandi della Regione Lombardia relativi ad agevolazioni per la mobilità sostenibile.

Interventi per favorire la mobilità ciclistica - Bando 2010

Scadenza: 11 ottobre 2010
La Regione ha approvato il nuovo bando "Interventi per favorire lo sviluppo della mobilità ciclistica - bando 2010" per l'assegnazione di cofinanziamenti. Il bando è destinato a Province, Comuni, Parchi, Comunità Montane e RFI e FerrovieNord in seguito a intese con gli Enti precedenti.
Qui i dettagli

Contributi ai cittadini per la sostituzione e la trasformazione di veicoli inquinanti
Scadenza: 15 ottobre 2010
Il bando mette a disposizione incentivi finalizzati alla sostituzione di mezzi inquinanti con veicoli a minore impatto ambientale o alla loro trasformazione. L'incentivo è di 3.000 euro per l'acquisto di autoveicoli di categoria M1 di nuova immatricolazione di classe Euro 4 o superiore delle tipologie: elettrica, ibrida, metano/gpl, bifuel, benzina (con emissione di CO2 inferiore ai 140 g/km).
Qui i dettagli

Contributi per la sostituzione di autoveicoli "leggeri" destinati al trasporto di merci
Scadenza: 15 ottobre 2010
La Giunta Regionale ha disposto l'assegnazione di contributi rivolti alle imprese per la sostituzione degli autoveicoli inquinanti destinati al trasporto merci di categoria N1 , ai fini dell'acquisto di veicoli di nuova immatricolazione, di pari categoria, a minori emissioni. Il finanziamento è pari a 5.000.000 euro.
Qui i dettagli

mercoledì 29 settembre 2010

Le 10 cose da sapere sulle lampadine a risparmio energetico

Paola Guidi, su Il Sole 24 Ore, ci svela le dieci cose da sapere sulle lampadine a risparmio energetico, che dal primo settembre, per volere dell'Unione Europea, hanno definitivamente rimpiazzato le vecchie lampadine elettriche a incandescenza.

1) 2016 addio vecchia lampadina
Da qui sino al 2016 le lampadine ad incandescenza e anche quelle alogene ad alto consumo dovranno scomparire del tutto, dai negozi e, in teoria, dalle case. Per alcune incandescenti il divieto di venderle è dilazionato sino al 2012 ma in ogni caso le sole lampadine da usare sono quelle fluorescenti a risparmio energetico e le alogene ad alta efficienza, già pronte sugli scaffali dei negozi da diverso tempo e quelle a Led (ancora sperimentali).

2) Grande, grandissimo risparmio
Quello sulla bolletta domestica è intorno ai 20 euro l'anno, mentre i risparmi "collettivi" europei in termini di minori emissioni di Co2 dovrebbero aggirarsi intorno ai 10 miliardi euro con un taglio della CO2 di ben 38 milioni di tonnellate non più immesse nell'atmosfera.

Il passaggio alle sorgenti luminose ad alto risparmio energetico presenta però qualche piccolo inconveniente da conoscere ed eventualmente da rimediare.

3) Le nuove lampadine danno meno luce
Si, è vero, la luce delle lampadine fluorescenti di qualsiasi tipo non è la stessa intensa e morbida delle incandescenti, ma più fredda e poco adatta per esempio agli effetti "architetturali". Basterà usare le alogene ad alta efficienza per avere splendidi risultati.

4) E meno calore
Si, perché solo il 5% dell'elettricità consumata dalle lampadine a incandescenza diventa luce, il resto si trasforma in calore. Tanto che d'inverno ne bastano 3-4 per alzare la temperatura mentre d'estate causano un piccolo aumento nei consnumi dei condizionatori….In Francia e in Germania invece è già stato messo in bilancio un piccolo aumento dei consumi invernali nel momento in cui tutte le lampadine a incandescenza saranno sostituite con quelle nuove.

5) Contengono mercurio
Si, a differenza delle incandescenti, e vanno smaltite con sistemi appositi (niente discariche, niente piattaforme ecologiche comunali). Quando una lampadina fluorescente si spacca il mercurio altamente volatile si diffonde immediatamente nell'ambiente e di conseguenza gli esperti raccomandano di ventilare il locale per circa 30 minuti. E di non toccare con le mani nude i frammenti. E' possibile acquistare lampadine fluorescenti con appositi "rivestimenti" antirottura.

6) E le radiazioni elettromagnetiche?
Sempre meno ma comunque gli esperti consigliano di tenere la fluorescente lontana dalla testa o di sostituirla con l'alogena a risparmio energetico.

7) Non per tutti gli usi
Dove occorre dare una luce direzionale, indirizzata su punti e superfici delimitate, dove occorre un'intensità luminosa elevata, le fluorescenti non sono l'ideale. In cucina sul piano di lavoro e di cottura per esempio occorre un'alogena atta a illuminare i dettagli e gli angoli meno in vista per evitare gli incidenti. In bagno, per operazioni che richiedono precisione e attenzione come la rasatura o il trucco, o per avere una illuminazione gradevole, niente lampadine fluorescenti, nemmeno quelle a luce cosiddetta "calda".

8) Dove vanno bene?
In tutti gli altri ambienti e in particolare nei corridoi, nelle scale, in cantina, in garage…perché possono funzionare continuativamente con minimi consumi; anzi, meno accensioni e spegnimenti hanno più durano e meno consumano. E anche all'esterno ma solo se non sono a rischio rottura o se hanno una schermatura protettiva.

9) Cosa usare dove non arriva l'elettricità?
Si possono applicare apposite strisce elettroluminescenti. Esistono pannelli di questo tipo, sottili, incollabili su pareti, mobili, scale e ovunque sia necessario: diventano vere e proprie sculture luminose.

10) Il futuro è il led
Non subito perché i Led costano ancora molto e non sono adatti per illuminare intensamente un ambiente, una superficie, uno spazio nel senso vero del termine. Nel giro di pochissimi anni però arriverà una versione a Led molto forte e soprattutto davvero "ecologica": niente mercurio, niente radiazioni elettromagnetiche, consumi infinitesimali ed effetti architetturali straordinari.

martedì 15 giugno 2010

Con Alleanza Toro, l'assicurazione amica dell'ambiente

Notizia dal blog assicurazioniebanche.blogspot.com:

Dopo tanto parlare del nuovo board di Generali, con Cesare Geronzi presidente, ecco una nuova notizia sul gruppo assicurativo, stavolta a tema ecologico.
Alleanza Toro, in collaborazione con Legambiente ha deciso infatti di dare il suo contributo alla salvaguardia del Pianeta con il progetto "Toro eco casa".

Dal 18 maggio 2010 al 18 ottobre 2010, per ogni polizza assicurativa acquistata verrà piantato un albero nelle varie città italiane.

L’amministratore delegato di Alleanza Toro Luigi de Puppi ha così commentato la decisione:
"Il cambiamento climatico, i danni causati dall’inquinamento, la necessità di gestire in modo più responsabile le risorse naturali, sono problematiche che rendono sempre più viva la volontà di agire a favore dell’ambiente, e Alleanza Toro, crede fortemente nello sviluppo delle energie rinnovabili, convinta che la salvaguardia dell’ambiente sia una scelta irrinunciabile per costruire un futuro migliore, come dimostrano i nostri prodotti nati dalla crescente domanda del mercato per questo tipo di coperture assicurative e per tutelare chi si riconosce in questi valori"

venerdì 3 aprile 2009

Ma il carbone pulito è davvero pulito?

Il carbone è protagonista di un’operazione di Greenwash (le operazioni con cui si crea un’immagine verde) davvero intensa. Si sta cercando di “lavarlo” per trasformarlo in “carbone pulito” così da poter continuare ad utilizzarlo come combustibile rientrando nelle “fonti di energia rinnovabili e assimilate”. Un’operazione in corso sia in Italia che all’estero. Negli Usa la Americans for balanced energy choices ha cambiato nome in Coalition for clean coal electricity, pagando l’agenzia pubblicitaria R&R partners 35 milioni di dollari per promuovere il “carbone pulito”. Anche a Londra è avvenuto più o meno lo stesso: la Coal research centre è diventata Clean coal centre. Quello che onestamente bisognerebbe però dire è che il carbone pulito non esiste, o meglio che non è così pulito quanto si voglia far credere. Il carbone è il combustibile fossile più inquinante, responsabile del 41% delle emissioni di gas serra antropiche, e contribuisce a riscaldamento globale, deforestazione, distruzione di interi ecosistemi, malattie respiratorie, piogge acide, inaridimento dei terreni, inquinamento delle acque. I miglioramenti che la tecnologia darebbe trasformandolo in “carbone pulito” non sono certo clamorosi ma l’utilizzo sta crescendo anche in Italia. Non c’è dubbio che le emissioni di una centrale di nuovo tipo siano inferiori a quelle di un vecchio impianto (si riducono polveri, anidride solforosa e ossidi di azoto). Ma la CO2 viene abbattuta solo del 18% e le altre sostanze tossiche da cui viene lavato avranno un’altra destinazione, spostando il problema. Come viene spiegato anche in un Dossier di Legambiente, per ogni kWh di energia elettrica prodotto da una centrale a carbone, anche se dotata delle più moderne tecnologie, vengono prodotte non meno di 770 grammi di CO2, più di qualsiasi altra fonte. A parità di energia generata, una centrale a gas naturale a ciclo combinato emette circa la metà della CO2 (ancora meno da cogenerazione), e anche una centrale a olio combustibile di vecchia generazione fa meglio fermandosi a 700 grammi di CO2 per kWh. (Da Yeslife.it)

martedì 31 marzo 2009

«Ambienta, obiettivo a 250 milioni»

Energie alternative. Parla il Ceo Nino Tronchetti Provera: il fondo chiuderà la raccolta il prossimo agosto
A un anno dalla partenza gli investitori hanno versato 160 milioni. Ambienta Sgr ha chiuso il primo esercizio a break even, ha completato il team e ha raggiunto una raccolta del fondo a 160 milioni di euro. A un anno dalla nascita del fondo di private equity, che investe nei settori delle energie rinnovabili, dell'efficienza energetica e dell'inquinamento, Nino Tronchetti Provera, amministratore delegato della Sgr, fa il punto della situazione. «La società ha concluso il suo primo anno a break even e consideriamo questo già un buon risultato. Inoltre in questo periodo abbiamo completato il team con due professionalità di qualità: Valeria Ceccarelli con 11 anni di esperienza nell'investment banking di Morgan Stanley e Claudio De Donato con esperienza di più di 12 anni nelle divisioni Oil&Gas e Chimica di Royal Dutch Shell Si è concluso il periodo di raccolta del fondo?Il fund raising si chiuderà il prossimo agosto. L'obiettivo è quello di raggiungere i 250 milioni. Attualmente siamo arrivati a 160 milioni e continuiamo a ricevere manifestazioni di interesse da parte di investitori italiani e stranieri. Fra i nostri investitori ha deciso di raddoppiare il proprio committment Inarcassa e probabilmente qualcun altro potrebbe seguire questo esempio.In controtendenza con l'atteggiamento degli investitori in questi ultimi mesi...Le aziende in cui investiamo hanno un andamento in controtendenza rispetto al contesto economico dell'ultimo anno. Abbiamo già investito in Italiana Pellets nel settore delle biomasse e in Icq Holding nel comparto delle energie rinnovabili. Le due aziende che controlliamo sonopassate da 53 a 87 dipendenti dal 2006 al 2008 ed è prevista un ulteriore crescita a 175 dipendenti in totale al 2010.Cosa la fa essere così ottimista sui comparti a cui guardate?L'ottimismo deriva dal fatto che è un settore in crescita. A questo aggiungiamo piani che vanno da quello di Obama, molto incentrato sugli incentivi al settore ambientale e ancor più in questa direzione vanno quello coreano e quello cinese. Questo ha inevitabilmente ricadute sul settore a livello internazionale. Sono quindi settori anche in grado di creare occupazione. Inoltre credo che possano esserci buone opportunità d'investimento a seguito della discesa dei prezzi. È un peccato però che l'Italia in questo ambito sia ancora ai blocchi di partenza anche se le aperture di lunedì ci fanno sentire ottimisti.Che dossier state esaminando?Abbiamo visto più di 500 dossier ad oggi e ne abbiamo analizzati 200. Stiamo guardando in particolare a società che operano nell'efficienza energetica, nei veicoli elettrici, nei rifiuti e nel reciclo e stiamo riaprendo il capitolo delle tecnologie per le rinnovabili.Non ci sono problemi con il mercato del debito per fare investimenti in questo momento?Il mercato del debito è più selettivo e più caro. Noi non basiamo le acquisizioni sul debito, ma sono piuttosto le nostre controllate che usano il project financing e in questo settore non manca la disponibilità delle banche a prendere in considerazione i progetti. (Dal Sole 24 Ore)

venerdì 27 marzo 2009

Geometri, l'ambiente prima di tutto

L'Assemblea dei Presidenti e Consiglieri dei Collegi dei Geometri e Geometri laureati si riunirà il 2 aprile nell'ambito della «Ecopolis 2009» presso la Fiera di Roma. La manifestazione è dedicata al tema della città sostenibile. In questo ambito si svolgerà la tavola rotonda che vedrà la partecipazione di George Wolfgang Reinberg, architetto esperto in bioarchitettura, Norbert Lantschner – Direttore Casaclima, on. Angelo Alessandri (Presidente VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati), on. Ermete Realacci (Responsabile Ambiente del PD), Fausto Amadasi - Presidente Cassa Italiana Geometri, Fausto Savoldi - Presidente CNGeGL, Francesco Mazzoccoli – Direttore Geocentro/Magazine, Moderatore sarà Daniela Vergara - Giornalista del TG2.La tavola rotonda evidenzierà le attenzioni dei geometri all'ambiente ed al territorio con argomenti relativi alla natura urbana, al design urbano ed al rispetto dell'ambiente per quanto stabilito dalle nuove competenze del tecnico dell'edilizia, territorio ed ambiente, ed al risparmio energetico e certificazione su cui i geometri sono in prima linea fin dall'entrata in vigore della Legge n. 10/1991. George Wolfgang Reinberg, titolare dello studio di architettura in Vienna, ha progettato edifici sostenibili curando gli aspetti ecologici ed energetici. Il suo intervento alla tavola rotonda tratterà l'esigenza di porre estrema attenzione ai materiali, al sito e soprattutto alla necessità di tutelare l'ambiente e la salute delle persone che vivranno nell'edificio oggetto di intervento edilizio. Tali principi, alla base di ogni passo del progetto e della sua realizzazione, caratterizzano gli interventi dell'architetto pubblicati su numerose riviste di architettura in molti Paesi in Europa, in Messico ed in Giappone. Secondo Norbert Lantschner – Direttore di «Casaclima», gli edifici dissipano circa la metà dell'energia globale effettivamente consumata. Si continua ad agire in modo non programmato nonostante che le tecnologie per costruire abitazioni più parsimoniose dal punto di vista energetico siano già disponibili da molto tempo. Inoltre, grazie al risanamento energetico, negli edifici esistenti è possibile ridurre fino all'80% le emissioni di anidride carbonica prodotte dal riscaldamento e dai sistemi di produzione dell'acqua calda. Sarà approfondito il tema dello sviluppo attento al futuro ed illustrerà il progetto di soluzioni edilizie in grado di conciliare pienamente equità sociale, attenzione ecologica ed efficienza energetica mediante sistemi collaudati ed estremamente innovativi. Con l'obiettivo di «rottamare il petrolio» l'on. Ermete Realacci presenterà il disegno di legge di iniziativa di trenta deputati del Partito Democratico volto a disciplinare le urgenti misure per la minimizzazione della dipendenza energetica dal petrolio e la riduzione delle emissioni di Co2. Il DL prevede la delega al Governo per il coordinamento e la semplificazione delle disposizioni in materia di risparmio energetico e di uso delle fonti rinnovabili. L'iniziativa parlamentare vuole accelerare il passaggio verso un sistema energetico affrancato dalla dipendenza dagli onerosi ed inquinanti combustibili fossili.Sulla qualità della progettazione per gli edifici, la proposta di Legge che sarà illustrata dall'on. Angelo Alessandri, della Lega Nord, è finalizzata ad assicurare il risparmio energetico contestualmente alla tutela dell'ambiente interessato dagli interventi edilizi. La nuova normativa, di semplificazione e di maggiore rigore, costituisce un ulteriore passo avanti verso il benessere dei fruitori dei fabbricati in termini di maggiore economia sui consumi energetici e, soprattutto, di maggior benessere per chi li abita. Tanto da coniugare la certificazione energetica con la sostenibilità ambientale ed il benessere dei fruitori. Un nuovo marchio denominato «qualità casa» da applicare prioritariamente agli edifici residenziali anche un forte valore di orientamento del mercato immobiliare e delle locazioni.I lavori assembleari continueranno con gli interventi e l'ulteriore dibattito dei Presidenti e Consiglieri di Collegio. (Da Italia Oggi)

giovedì 19 marzo 2009

«Entro il 2050 azzerate le emissioni di Co2»

L'Unione europea «deve supportare l'industria elettrica europea nel suo sforzo per ridurre le emissioni inquinanti: noi siamo pronti a fare la nostra parte». È l'appello lanciato dall'amministratore delegato dell'Enel Fulvio Conti a Bruxelles ai margini dell'incontro con i top manager delle più importanti aziende elettriche europee, alla vigilia del vertice europeo che si aprirà oggi a Bruxelles. L'impegno preso dalle aziende europee del settore, associate in Eurolectric, e sottoscritto da 61 amministratori delegati (tra i quali anche Giovanni Milani per Eni Power), è di non emettere più CO2 entro il 2050 con l'energia da loro prodotta,ricorrendo alle rinnovabili, al nucleare e al cosiddetto "carbone pulito". La dichiarazione sottolinea che, «per sostituire i vecchi impianti, sviluppare la rete elettrica, soddisfare la domanda del mercato in crescita e rispettare gli obiettivi ambientali, il settore dovrà investire 1.800 miliardi di euro entro il 2030». Per raggiungere l'obiettivo le imprese comunitarie dell'elettricità chiedono però a Bruxelles e ai Governi Ue di fissare regole non distorsive del mercato e di sostenere in par-ticolare, la ricerca e lo sviluppo di impianti per la cattura e il sequestro del CO2. Proprio il progetto sperimentale di questo tipo a Porto Tolle dell'Enel figura, con fondi attribuiti per 100 milioni, nella lista dei progetti finanziabili con un pacchetto di 5 miliardi per il rilancio dell'economia, oggi all'esame dei capi di Stato e di Governo europei.Conti ha sottolineato l'importanza del contributo europeo per il progetto in provincia di Rovigo, che ha già ottenuto in via libera dalla regione Veneto e ora attende il visto governativo. «Si tratta di uno degli impianti prototipo di cui tutti beneficeranno – ha spiegato Conti –. I costi sono molto elevati e per questo credo sia corretto che ci siano finanziamenti da parte dell'Ue. Renderebbero tutto più rapido e ci incentiverebbero ad andare avanti ». Per quanto riguarda la funzione delle tariffe elettriche nello stimolare la ripresa economica l'a.d.di Enel ha indicato che l'opinione pubblica esagera nel valutare l'incidenza delle bollette dell'elettricità sul bilancio familiare: «Si tratta di una quota modesta, ogni giorno una famiglia media italiana spende un euro al giorno». Conti ha infine ribattuto alle dichiarazione dell'ad di Ansaldo Energia, Giuseppe Zampini, in merito a un possibile rischio di " colonizzazione"a seguito dell'accordo tra l'Enel e la francese Edf sul nucleare in Italia. «Nel nucleare c'è spazio per tutti. – ha replicato Conti – Mi sembra esagerato sostenere questa posizione». (Da Il sole 24 Ore)

L’energia responsabile secondo Paolo Scaroni, l'amministratore delegato dell’Eni

venerdì 13 marzo 2009

Mobilità sostenibile, strade intelligenti e motori elettrici così l´Italia riparte

L´innovazione resta sempre il grande elemento strategico per l´industria di ogni paese. Nei momenti di crisi come in quelli di crescita e sviluppo. E così investire su imprese che puntano all´eccellenza e alla qualità vuol dire credere nel futuro dell´imprenditoria. Quali sono allora i progetti con cui l´industria proverà a ripartire nel campo dell´ambiente e della mobilità? Quali le prossime sfide del made in Italy? I 22 progetti più interessanti (selezionati su 439 presentati) sono stati premiati e finanziati nell´ambito del programma "Industria 2015" e verranno realizzati nei prossimi anni da diversi consorzi, composti in tutto da 250 imprese e 100 centri di ricerca. Di questi progetti si parlerà a "ManiFutura Festival" che riunirà a Pisa dal 17 al 21 marzo il mondo dell´impresa, dell´università e delle politica per discutere il futuro dell´industria in tempo di crisi. La mobilità sostenibile è il tema fondamentale di questi progetti che vanno dal vaporetto ecologico ai treni flessibili, dal car sharing alla carrozza ferroviaria a due piani, dagli autobus urbani ibridi all´elettronica che gestisce il traffico. Proprio di questo si occupa il progetto "Easy Rider", primo classificato della lista e che coinvolge diversi centri di ricerca italiani di cui è capofila la Magneti Marelli (di cui fanno parte tra le altre il centro ricerche Fiat, Anas, ST Microelectronics e Art). Si tratta della realizzazione di un sistema per l´integrazione di infrastrutture stradali, veicoli e servizi per il miglioramento dell´infomobilità e della sicurezza stradale. La parte più interessante riguarda i segnali stradali intelligenti, in grado di trasmettere informazioni all´automobilista insieme al monitoraggio del profilo stradale da comunicare in tempo reale ai veicoli in transito.Ancora la mobilità urbana è al centro del progetto Piaggio con un veicolo a due ruote di nuova generazione, ecocompatibile e sicuro, basato comunque sul netto vantaggio che danno proprio le due ruote sulle quattro. Considerazioni rafforzate scientificamente da una serie di ricerche - la più recente delle quali effettuata a Parigi dalla ADEME-Agence de l´Environnement et de la Maîtrise de l´Energie su un percorso di 30 km tra la banlieue e il Musée d´Orsay in differenti condizioni di traffico. Risultato: con scooter e moto il tempo di viaggio si riduce del 50 per cento, fino al 65 per cento il risparmio di carburante, e fino al 75 per cento l´abbattimento delle emissioni di CO2. Ancora meglio si potrà fare con l´alimentazione ibrida (ovvero due motori, uno a benzina e l´altro elettrico) che il gruppo Piaggio sta già sperimentando sull´MP3.E tanto per rimanere nel campo dell´ibrido ecco l´altro progetto chiamato "Vision", il più curioso e affascinante. È firmato Fincantieri e prevede la realizzazione di un vaporetto ibrido per Venezia. Obiettivo? Naturalmente il rispetto dell´ambiente e il comfort dei passeggeri. Perché anche i vaporetti, come le automobili, in futuro dovranno essere costruiti per abbattere, fino ad eliminarle, le varie forme di inquinamento. E quindi anche in questo caso via con le motorizzazioni ibride, poi con l´energia solare e infine con l´idrogeno. Il tutto aspettando il 2015. (da Repubblica)

Sfida ecologica, l’evento "produrrà" un bosco

E’ una sfida anche questa. Decisamente inedita: un evento automobilistico in chiave «ecologica» che contribuirà al rimboschimento di oltre 50 mila metri di bosco.Sembra un controsenso coniugare, nella stessa direzione, auto - quasi sempre sul banco degli imputati quando si parla di inquinamento - e difesa dell’ambiente. Ma è la sfida che affronta, quest’anno, la Mac Events di Genova, società organizzatrice della rievocazione della Milano-Sanremo. «E’ una mission che vogliamo applicare anche ai nostri prossimi impegni motoristici - dicono alla Mac Events - La Milano-Sanremo sarà “certificata” a impatto zero da Lifegate, società che diffonde e sostiene progetti, valori ecocompatibili e rispetto dell’uomo e dell’ambiente». Come? «Convertendo - dicono gli organizzatori - in chiave ecosostenibile e di risparmio energetico tutti i nostri interventi». In base al protocollo di Kyoto è stato calcolato che la Milano-Sanremo comporterà un emissione di CO2 (anidride carbonica) per 263816 kg. Cui corrispondono 51700 metri quadrati di foresta. Ecco allora che Mac Events, con i risparmi energetici che riuscirà a fare, ripianterà 51700 metri quadrati di bosco in Costarica. Come avverranno i risparmi? In tanti modi: riducendo l’utilizzo di materiali cartacei con l’uso della posta elettronica; stampando i materiali promozionali sui carta riciclata; utilizzando tessuti ecosostenibili; rinunciando, ove possibile, a materiale plastico per scopi promozionali; scelta di fornitori che limitano il consumo di CO2; promuovendo il car-pooling (utilizzo in comune di auto) per lo spostamento dei partecipanti; impiego di vetture a basso impatto ambientale per lo staff; catering con prodotti di origine locale acquistati nel raggio di 100 km; utilizzo di detersivi a basso impatto ambientale; smaltimento differenziato dei rifiuti. (Da La Stampa)

Ecco come le grandi aziende dichiarano di volere sensibilizzare le giovani generazioni sui comportamenti eco sostenibili. Il caso dell’Eni, guidato dall’ad Paolo Scaroni

mercoledì 11 marzo 2009

La Puglia andrà a idrogeno

La Puglia e’ pronta per realizzare la prima rete in Italia di distributori di idrogeno per i veicoli. Dopo l’esperienza toscana, con l’idrogenodotto urbano di Arezzo e il distributore di idrogeno Agip, la regione pugliese si appresta a seguirne l’esempio ecologico facendo le cose in grande. La notizia è trapelata dalla presentazione di Energethica 2009, il salone dell’energia rinnovabile e sostenibile in programma dal 5 al 7 marzo alla Fiera di Genova. Dopo l’accordo di programma, siglato il 10 aprile dello scorso anno, tra la Regione Puglia ed il Ministero dell’ambiente, che prevedeva uno stanziamento di 5 milioni di euro per sei distributori nelle sei province pugliesi, il progetto aveva avuto una battuta di arresto. Ora invece ci sarebbero le condizioni per ripartire creando la più grande rete di distributori di idrogeno d’Italia, derivante da energie rinnovabili e non da metano. Il momento per una svolta in direzione rinnovabile è molto favorevole, per due motivi: - in primo luogo la profonda crisi dell’auto che impone una riconversione ecologica, con l’utilizzo di energie rinnovabili, diminuendo gradualmente la dipendenza dal petrolio; - in secondo luogo il regolamento dell’Unione Europea approvato il 4 febbraio, che prevede l’omologazione delle auto a idrogeno su tutto il territorio europeo entro due anni. Secondo il fisico Nicola Conenna, padre del progetto pugliese nonché presidente dell’Università dell’Idrogeno H2U, “l’energia radiante proveniente dal sole e’ la fonte energetica alla quale facciamo riferimento per la produzione di idrogeno – sottolinea Conenna - non inquina ed e’ garantita per 3-4 miliardi di anni’’. L’industria automobilistica è in grado di produrre motori elettrici senza alcun problema ma, probabilmente, si passerà attraverso una fase transitoria, che garantirà una minore efficienza, con l’utilizzo dell’idrometano: una miscela di metano e idrogeno che consentirebbe di alimentare l’attuale parco circolante di auto a metano (circa 500 mila veicoli). Ma le prospettive per l’uso dell’idrogeno non si limitano al settore auto. Il progetto di Conenna prevede anche l’utilizzo di motori ad idrogeno sulle imbarcazioni da diporto. Questa sarebbe anche una grande opportunità di risparmio per i pescherecci, in un settore come quello della pesca che, nell’estate del 2008, era stato messo in ginocchio dal caro petrolio. La scelta intrapresa dalla Puglia ha anche un forte significato nazionale perché equivale, indirettamente, ad un chiaro niet agli investimenti destinati all’energia nucleare che, in base all’accordo tra il governo e il presidente francese Sarkozy, vedranno la luce non prima del 2020. Il governatore della Puglia, Nichi Vendola, ha infatti dichiarato la sua regione off-limits per qualsiasi ipotesi nucleare, sottolineando come il piano energetico ambientale sia incompatibile con qualsiasi fonte nucleare. Il no alle centrali ed ai siti di stoccaggio delle scorie nucleari va ricordato che non è una posizione limitata alla sola Puglia, dato che tutte le Regioni hanno formalizzato, con atto ufficiale nella Commissione Ambiente, la propria contrarietà all’opzione nucleare. Probabilmente accompagnare il proprio no al nucleare con scelte di politiche energetiche sostenibili per le comunità, seguendo l’esempio della Puglia, potrebbe contribuire a far ragionare su come possano esistere delle alternative. Valide. (da Yeslife.it)

martedì 10 marzo 2009

Rivoluzione verde anche per la Cina

Tra i 150 e i 200 miliardi di euro ogni anno per i prossimi vent'anni.È il prezzo della rivoluzione verde in Cina, sostengono gli analisti di McKinsey. Un cambiamento radicale che passa attraverso le energie alternative, le auto elettriche, gli impianti per la depurazione industriale o la trasformazione in senso ecologico delle abitazioni. Tutti tasselli, questi, che possono aiutare l'ex Celeste Impero a togliersi la maglia di Paese tra i più inquinati e inquinanti del mondo: nel 2007 le sue emissioni di CO2 sono state superiori a quelle degli Stati Uniti.Intervento per intervento, MCKinsey elenca le iniziative che la Cina dovrebbe prendere nei prossimi vent'anni: alcuni sono consigli, altre sono invece decisioni già nell'agenda di Pechino. Uno studio- disponibile gratuitamente online - molto tecnico, interessante per chi vuole fare affari verdi con la Cina.China's Green Revolution. (da Il Sole 24 Ore)