martedì 3 febbraio 2009

Fede, energia solare e riciclo. Ecco la parrocchia ecologica

Pannelli solari, materiali speciali, pozzi per recuperare l'acqua piovana. La generosità dei parrocchiani, scrive il Corriere della Sera

Una parrocchia ecologica, sostenibile, autonoma e «creativa» quella di don Giorgio Dall'Oglio. Non solo: la comunità di Colle Aperto, quartiere a nord di Mantova, mette in moto anche l'economia e crea aggregazione sociale. Cosa sempre più difficile, al giorno d'oggi.Partiamo dal tetto dell'oratorio, dove 42 pannelli solari, installati dal giugno 2008 sulla terrazza del salone polivalente, lavorano ininterrottamente e finora hanno prodotto migliaia di kilowatt di energia. Adesso il cielo è coperto, ma il sole estivo e autunnale dello scorso anno lascia ben sperare don Giorgio, prete dall'animo squisitamente manageriale, ma ancorato alle cose semplici che offre la natura, che lì, dove esercita il suo lavoro di parroco, sembra davvero bastare a se stessa.Con tutta probabilità i 59 mila euro di investimento saranno davvero ben spesi e copriranno abbondantemente il fabbisogno energetico di chiesa e parrocchia. Otto famiglie hanno finanziato l'opera, con la prospettiva della restituzione dell'intero importo in dieci anni all'interesse del 4 per cento. La parrocchia di Colle Aperto però nasconde e rivela molte altre singolari iniziative. L'acqua piovana, ad esempio, viene interamente raccolta in pozzetti — fino a 1.500 litri di capacità — e viene riciclata per innaffiare il giardino e le piante, numerosissime, sparse nel piazzale del sagrato, nella chiesa dedicata a San Ruffino e a San Giovanni Bono, e nell'oratorio. Lo stesso giardino, estremamente curato, è un ecosistema perfetto: due capre, donate da aziende e proprietari locali, da maggio a settembre consumano il fieno ricavato dall'erba tagliata e concimano gli alberi, divertendo i bambini del quartiere che le possono avvicinare lungo il recinto. La forza della parrocchia di Colle Aperto però è anche il riciclaggio di materiali e insieme l'utilizzo intelligente delle donazioni dei fedeli. Con il marmo regalato dalla ditta che ha fornato il materiale per la costruzione della chiesa, il sagrato è stato rivestito con 300 piastre di mosaico, accurate riproduzioni di simboli religiosi, un lavoro artistico che ha impegnato bambini e anziani.Quattro finestre in alluminio, anch'esse frutto di una donazione, sono state adattate alla struttura dell'oratorio, i banchi della chiesa sono stati restaurati da un «team» di parrocchiani falegnami, con il solo costo delle vernici. Niente soldi per sostituire la grande vetrata dell'abside: meglio la carta velina, ben tesa in una ragnatela geometrica in ferro, e facilmente restaurabile. Il risultato, è ottimo, come lo sono le riproduzioni di icone religiose donate alla chiesa da alcuni fedeli, artisti per hobby.Una sfida, quella della parrocchia di Colle Aperto, lanciata al consumismo della nostra società da un parroco semplice, e colta con entusiasmo dai suoi 1.850 fedeli.

lunedì 2 febbraio 2009

Riserva Tevere-Farfa, trent'anni di parchi e civiltà

Trent'anni fa, con la legge n. 21 del 4 aprile 1979, fu istituita la «Riserva naturale Tevere-Farfa ». La prima riserva naturale regionale d'Italia che comprende parte dei territori dei comuni di Nazzano e Torrita Tiberina, a pochi chilometri da Roma.La definizione di questa protezione pubblica deve molto al caso. A metà degli anni Cinquanta, l'Enel costruì uno sbarramento sul fiume Tevere, poco più a valle della confluenza con il torrente Farfa. A monte della diga, l'acqua formò una sorta di lago di circa 300 ettari che quasi immediatamente divenne rifugio di un gran numero di specie di uccelli che vi si fermavano nelle loro migrazioni. Involontariamente, l'uomo aveva fatto un favore alla natura e ha pensato bene di avvantaggiarsene, tutelandola.Questa sensibilità, nel tempo, ha prodotto molto altro. Oggi nel Lazio vi sono tre parchi nazionali, undici parchi regionali, dieci riserve naturali statali, ventinove riserve naturali regionali, due aree marittime, diciannove aree protette e cinque zone umide. Tutte insieme tutelano circa l'11% del territorio regionale. Un grande tesoro. Non dissimile per valore storico, culturale e per valore economico, all'immenso patrimonio di siti archeologici, artistici e monumentali.Un patrimonio fatto di diversità biologica, di paesaggi, fiumi, foreste e laghi e di antiche e solide tradizioni che costituiscono una «riserva» culturale di pregio. Sul piano della cultura agroalimentare, della tutela della natura, delle potenzialità energetiche.Per il trentennale l'Agenzia regionale parchi (Arp), tra le altre iniziative, ha pubblicato un volume disponibile in libreria dal titolo «Natura in campo» (editore Palombi) in cui si tratta di natura e di prodotti enogastronomici che, sul mercato, circolano con un marchio di qualità: «Natura in campo» appunto.Un bel passo avanti su un percorso che oggi è praticato da chi si impegna nello sviluppo sostenibile, nella vendita diretta, nella costituzione di gruppi di acquisto e nella definizione di una identità costruita non contro altri ma come premessa per una relazione proficua con altri soggetti, altre culture, altre esperienze. (dal Corriere della Sera)

Che cosa fanno i grandi gruppi petroliferi per l’ambiente. Questo è quello che l’Eni, ad esempio, su iniziativa dell’amministratore delegato Paolo Scaroni, dichiara di fare ogni anno.

Le rotatorie rendono la mobilità più sostenibile

Negli ultimi tempi tutti ci stiamo rendendo conto di come molti incroci stradali delle nostre città stiano cambiando. La costruzione di rotatorie è pratica sempre più diffusa nei nostri centri urbani, ma pensate che secondo un inchiesta del numero di dicembre del mensile Quattoruote, molte di queste realizzazioni sono fuorilegge. Il motivo per cui sorgono cosi’ tante rotatorie sta nel fatto che esse sono state pensate per ridurre i conflitti del traffico (come ad esempio la svolta a sinistra) che sono frequenti cause di incidenti negli incroci tradizionali. Guardate le immagini qui sotto: negli incroci tradizionali ci sono 32 punti critic i(disegnati in rosso) dove le automobili intersecano le loro traiettorie, quindi generando possibili e rischiosi incidenti, mentre con l’implementazione di una rotatoria i punti critici si riducono a solo 8. (da yeslife.it)