Riporto anche oggi un'Ansa su un caso virtuoso nel campo delll'agricoltura sostenibile.
Per il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, il protocollo per la sostenibilità in agricoltura V.I.V.A è da incoraggiare e sostenere nella sua diffusione (già aderiscono Castello Montevibiano Vecchio, F.lli Gancia & Co, Marchesi Antinori, Masi Agricola, Michele Chiarlo, Planeta, Tasca d'Almerita e Venica&Venica).
Il Consorzio ha appunto organizzato un seminario sul V.I.V.A, insieme all'ente di certificazione DNV GL, a esponenti del Ministero dell'Ambiente del mondo della ricerca e dell'Università. Per ciascuno degli elementi fondamentali nella produzione vitivinicola (ossia ARIA, ACQUA, VIGNETO E TERRITORIO) è stato predisposto un disciplinare tecnico che definisce metodologie di monitoraggio e sistemi di controllo che le aziende devono adottare per mantenere livelli qualitativi in linea con i principi della sostenibilità. Le aziende che rispettano i valori stabiliti dal disciplinare per ciascun parametro possono, dopo verifica di terza parte, fregiarsi dell'etichetta V.I.V.A. direttamente in bottiglia, informando così i consumatori che quello che si apprestano a stappare è un vino sostenibile. "Questo appuntamento vuol essere un contributo fattivo, positivo e concreto al dibattito sul Piano di Indirizzo Territoriale della Toscana, che ha visto alcuni malintesi e forzature sul concetto di sviluppo economico e tutela del paesaggio - ha commentato il presidente del COnsorzio Fabrizio Bindocci. Il territorio di Montalcino è in connubio viscerale ormai da secoli con quello paesaggistico e i suoi produttori lavorano alacremente per preservare e difendere questa terra poiché sanno che la forza della loro economia è data dall'unione di due elementi: il rispetto del territorio e lo sviluppo di un'agricoltura sostenibile. L'essere riusciti nel tempo a mantenere e tutelare questo equilibrio ha fatto sì che crescesse un sistema virtuoso che ha contribuito alla rinascita economica nel rispetto e valorizzazione del paesaggio".
martedì 4 novembre 2014
mercoledì 22 ottobre 2014
Lavazza e Slow Food per il rispetto dell'ambiente
La collaborazione tra Lavazza e Slow Food - si legge in un comunicato Ansa - inizia con il primo Salone del Gusto, nel 1996: di qui prende il via una lunga storia di progetti comuni. 'The Earth Defenders', il calendario Lavazza per il 2015 che sostiene il progetto '10.000 orti per l'Africa' di Slow Food, suggella un percorso che si basa soprattutto sulla condivisione d'intenti.
Da un lato la filosofia del 'buono, pulito e giusto', che ha guidato il movimento di Carlo Petrini fin dalle sue origini; dall'altro Lavazza e il suo impegno nella ricerca della qualità, di una produzione sostenibile e rispettosa dell'ambiente. Due strade che si sono incrociate spesso, a cominciare dall'appuntamento con il Salone del Gusto, di cui Lavazza è partner dalla prima edizione.
Condiviso dall'associazione braidese e dal gruppo industriale torinese è anche l'investimento sulla formazione: Lavazza ha inaugurato dieci anni fa il suo Training Center, la prima scuola rivolta agli operatori che lavorano nel mondo del caffé, oggi sede didattica del Master sul Caffè dell'Università di Scienze Gastronomiche, fondata da Slow Food.
E sono destinate ai migliori studenti del Master di Cucina popolare italiana di qualità e del Master in the Slow Art of Italian Cuisine le due borse di studio che Lavazza mette a disposizione tutti gli anni per la Scuola di Cucina di Pollenzo.
Da un lato la filosofia del 'buono, pulito e giusto', che ha guidato il movimento di Carlo Petrini fin dalle sue origini; dall'altro Lavazza e il suo impegno nella ricerca della qualità, di una produzione sostenibile e rispettosa dell'ambiente. Due strade che si sono incrociate spesso, a cominciare dall'appuntamento con il Salone del Gusto, di cui Lavazza è partner dalla prima edizione.
Condiviso dall'associazione braidese e dal gruppo industriale torinese è anche l'investimento sulla formazione: Lavazza ha inaugurato dieci anni fa il suo Training Center, la prima scuola rivolta agli operatori che lavorano nel mondo del caffé, oggi sede didattica del Master sul Caffè dell'Università di Scienze Gastronomiche, fondata da Slow Food.
E sono destinate ai migliori studenti del Master di Cucina popolare italiana di qualità e del Master in the Slow Art of Italian Cuisine le due borse di studio che Lavazza mette a disposizione tutti gli anni per la Scuola di Cucina di Pollenzo.
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giovedì 18 settembre 2014
La sostenibilità in agricoltura, per un mondo senza fame
La sostenibilità in agricoltura sarà uno dei temi chiave di "The Future of Science. Per un mondo senza fame", il ciclo di conferenze scientifiche internazionali organizzate dalla Fondazione Umberto Veronesi al via oggi a Venezia.
La rassegna affronterà il tema in linea con il dibattito al centro di Expo2015 'Nutrire il pianeta, energia per la vita', ponendosi come momento di confronto tra i protagonisti della comunità scientifica internazionale sulle principali sfide per la lotta alla fame. ''Secondo l'Onu, la popolazione mondiale è in crescita esponenziale, tanto da aumentare di due miliardi di unità nei prossimi 40 anni. In questo contesto - sostiene Agrofarma, l'Associazione nazionale imprese agrofarmaci di Federchimica - risulta indispensabile far luce sul ruolo degli agrofarmaci in agricoltura, le medicine per le piante che consentono di ottenere raccolti sani e abbondanti, preservando allo stesso tempo la salute dell'uomo e dell'ambiente''.
''L'Expo di Milano sarà l'occasione per rispondere alla sfida del secolo: sfamare il pianeta in maniera sostenibile - ha detto Chiara Tonelli, docente di Genetica all'Università degli studi di Milano e Presidente della Commissione scientifica della Fondazione Umberto Veronesi -. La ricerca e l'innovazione in agricoltura sono fondamentali per vincere questa sfida. Il miglioramento genetico, le biotecnologie, l'agricoltura di precisione e gli agrofarmaci sono infatti indispensabili per incrementare la produzione alimentare, garantendo raccolti migliori, quantitativamente soddisfacenti e a prezzi accessibili''. (fonte Ansa).
La rassegna affronterà il tema in linea con il dibattito al centro di Expo2015 'Nutrire il pianeta, energia per la vita', ponendosi come momento di confronto tra i protagonisti della comunità scientifica internazionale sulle principali sfide per la lotta alla fame. ''Secondo l'Onu, la popolazione mondiale è in crescita esponenziale, tanto da aumentare di due miliardi di unità nei prossimi 40 anni. In questo contesto - sostiene Agrofarma, l'Associazione nazionale imprese agrofarmaci di Federchimica - risulta indispensabile far luce sul ruolo degli agrofarmaci in agricoltura, le medicine per le piante che consentono di ottenere raccolti sani e abbondanti, preservando allo stesso tempo la salute dell'uomo e dell'ambiente''.
''L'Expo di Milano sarà l'occasione per rispondere alla sfida del secolo: sfamare il pianeta in maniera sostenibile - ha detto Chiara Tonelli, docente di Genetica all'Università degli studi di Milano e Presidente della Commissione scientifica della Fondazione Umberto Veronesi -. La ricerca e l'innovazione in agricoltura sono fondamentali per vincere questa sfida. Il miglioramento genetico, le biotecnologie, l'agricoltura di precisione e gli agrofarmaci sono infatti indispensabili per incrementare la produzione alimentare, garantendo raccolti migliori, quantitativamente soddisfacenti e a prezzi accessibili''. (fonte Ansa).
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