Il mese scorso ho scritto di lavazza e oggi scrivo di Illy, un altro caso dic affè sostenibile.
Illycaffè, scrive Ansa, è l'azienda a livello mondiale che più di tutte si distingue per l'impegno di responsabilità socio-ambientale nei confronti dei Paesi coltivatori di caffè, in America Latina, Africa e Asia. E' il risultato di una inchiesta indipendente sui maggiori marchi di caffè al mondo condotta dal consorzio internazionale Icrt (International Consumer Research & Testing), che raggruppa diverse associazioni dei consumatori, tra cui l'italiana Altroconsumo e l'austriaca Konsument.
Icrt ha analizzato le politiche sociali, economiche e ambientali attuate dai principali player del mondo del caffè nelle relazioni con i coltivatori nei Paesi produttori.
Illycaffè ha raggiunto il punteggio più alto in assoluto fra tutti i valutati, in particolare per come l'azienda abbia costruito relazioni dirette con i piccoli coltivatori, inserendoli in attività di formazione volte ad aiutarli a migliorare la qualità del proprio caffè e riconoscendo loro un prezzo profittevole. ''Questo risultato è frutto di un impegno di lunghissima data, un approccio che fa parte del Dna originario dell'azienda, e che viene rinnovato quotidianamente con grande senso di responsabilità - ha commentato Andrea Illy, presidente e ceo di illycaffè -. Crediamo che il caffè svolga un ruolo che va ben oltre il piacere gustativo della bevanda: è espressione della ricchezza delle diverse regioni del mondo e simbolo dell'unione tra diverse culture. In quanto tale, è un modello di riferimento per altre colture e per gli scambi commerciali internazionali.
Ci fa piacere pensare che Illycaffè possa essere un esempio da seguire - ha concluso l'imprenditore friulano - per l'individuazione di buone pratiche nelle relazioni con i Paesi produttori che garantiscano equità nella creazione e distribuzione del valore. Sono circa 25 milioni nel mondo le famiglie coinvolte nella coltivazione del caffè: la responsabilità nei loro confronti delle aziende che operano in questo settore è cruciale''.
venerdì 14 novembre 2014
giovedì 6 novembre 2014
Expo 2015 tra produttività e sostenibilità
"Produrre di più, promuovendo uno sviluppo sostenibile. Questa la sfida che ci attende e che vede protagonista l'agricoltura". sono le parole del presidente della Confagricoltura, Mario Guidi, al convegno 'Ecomondo - Key Energy. Expo 2015 tra produttività e sostenibilità: la visione italiana per nutrire il pianeta', organizzato dalla stessa confederazione.
Nel 2050 - ha ricordato Guidi - la terra ospiterà 9 miliardi di abitanti, il 70% dei quali vivrà nelle città; i consumi alimentari si sposteranno verso le produzioni animali e di conseguenza l'agricoltura dovrà produrre il 60% in più di oggi. A queste sfide, ha proseguito, sarà dedicato l'Expo 2015, "occasione per ribadire che l'agricoltura è essenziale per la crescita e lo sviluppo". Per raggiungere tale scopo, ha spiegato, bisognerà intensificare in modo sostenibile i processi produttivi, aumentare produzione e produttività, stabilizzare i mercati, incentivare modelli di produzione e consumo efficienti e rispettosi dell'ambiente. Sarà dunque indispensabile investire in ricerca e in innovazione: "ogni euro investito oggi in ricerca genererà 10 euro di valore aggiunto entro il 2025, ogni 35 mila euro spesi si genera un posto di lavoro stabile". Proprio in tale direzione, ha ricordato, si muovono le 'reti d'impresa', come quella lanciata lo scorso anno da Confagricoltura - EcoCloud - nata con l'obiettivo di far conoscere i percorsi di sostenibilità già avviati dalle imprese agricole e favorirne la condivisione e lo sviluppo. In sintesi, ha concluso, per vincere la sfida di nutrire il pianeta "occorre puntare su imprese che hanno una valenza economica, competitive ed in grado di stare sul mercato, perché solo incrementando la loro attività, e quindi in prima battuta la produzione e la produttività, si potrà conseguire maggiore crescita e maggiore occupazione"
(fonte Ansa)
Nel 2050 - ha ricordato Guidi - la terra ospiterà 9 miliardi di abitanti, il 70% dei quali vivrà nelle città; i consumi alimentari si sposteranno verso le produzioni animali e di conseguenza l'agricoltura dovrà produrre il 60% in più di oggi. A queste sfide, ha proseguito, sarà dedicato l'Expo 2015, "occasione per ribadire che l'agricoltura è essenziale per la crescita e lo sviluppo". Per raggiungere tale scopo, ha spiegato, bisognerà intensificare in modo sostenibile i processi produttivi, aumentare produzione e produttività, stabilizzare i mercati, incentivare modelli di produzione e consumo efficienti e rispettosi dell'ambiente. Sarà dunque indispensabile investire in ricerca e in innovazione: "ogni euro investito oggi in ricerca genererà 10 euro di valore aggiunto entro il 2025, ogni 35 mila euro spesi si genera un posto di lavoro stabile". Proprio in tale direzione, ha ricordato, si muovono le 'reti d'impresa', come quella lanciata lo scorso anno da Confagricoltura - EcoCloud - nata con l'obiettivo di far conoscere i percorsi di sostenibilità già avviati dalle imprese agricole e favorirne la condivisione e lo sviluppo. In sintesi, ha concluso, per vincere la sfida di nutrire il pianeta "occorre puntare su imprese che hanno una valenza economica, competitive ed in grado di stare sul mercato, perché solo incrementando la loro attività, e quindi in prima battuta la produzione e la produttività, si potrà conseguire maggiore crescita e maggiore occupazione"
(fonte Ansa)
martedì 4 novembre 2014
Il Brunello di Montalcino e il protocollo per la sostenibilità in agricoltura VIVA
Riporto anche oggi un'Ansa su un caso virtuoso nel campo delll'agricoltura sostenibile.
Per il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, il protocollo per la sostenibilità in agricoltura V.I.V.A è da incoraggiare e sostenere nella sua diffusione (già aderiscono Castello Montevibiano Vecchio, F.lli Gancia & Co, Marchesi Antinori, Masi Agricola, Michele Chiarlo, Planeta, Tasca d'Almerita e Venica&Venica).
Il Consorzio ha appunto organizzato un seminario sul V.I.V.A, insieme all'ente di certificazione DNV GL, a esponenti del Ministero dell'Ambiente del mondo della ricerca e dell'Università. Per ciascuno degli elementi fondamentali nella produzione vitivinicola (ossia ARIA, ACQUA, VIGNETO E TERRITORIO) è stato predisposto un disciplinare tecnico che definisce metodologie di monitoraggio e sistemi di controllo che le aziende devono adottare per mantenere livelli qualitativi in linea con i principi della sostenibilità. Le aziende che rispettano i valori stabiliti dal disciplinare per ciascun parametro possono, dopo verifica di terza parte, fregiarsi dell'etichetta V.I.V.A. direttamente in bottiglia, informando così i consumatori che quello che si apprestano a stappare è un vino sostenibile. "Questo appuntamento vuol essere un contributo fattivo, positivo e concreto al dibattito sul Piano di Indirizzo Territoriale della Toscana, che ha visto alcuni malintesi e forzature sul concetto di sviluppo economico e tutela del paesaggio - ha commentato il presidente del COnsorzio Fabrizio Bindocci. Il territorio di Montalcino è in connubio viscerale ormai da secoli con quello paesaggistico e i suoi produttori lavorano alacremente per preservare e difendere questa terra poiché sanno che la forza della loro economia è data dall'unione di due elementi: il rispetto del territorio e lo sviluppo di un'agricoltura sostenibile. L'essere riusciti nel tempo a mantenere e tutelare questo equilibrio ha fatto sì che crescesse un sistema virtuoso che ha contribuito alla rinascita economica nel rispetto e valorizzazione del paesaggio".
Per il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, il protocollo per la sostenibilità in agricoltura V.I.V.A è da incoraggiare e sostenere nella sua diffusione (già aderiscono Castello Montevibiano Vecchio, F.lli Gancia & Co, Marchesi Antinori, Masi Agricola, Michele Chiarlo, Planeta, Tasca d'Almerita e Venica&Venica).
Il Consorzio ha appunto organizzato un seminario sul V.I.V.A, insieme all'ente di certificazione DNV GL, a esponenti del Ministero dell'Ambiente del mondo della ricerca e dell'Università. Per ciascuno degli elementi fondamentali nella produzione vitivinicola (ossia ARIA, ACQUA, VIGNETO E TERRITORIO) è stato predisposto un disciplinare tecnico che definisce metodologie di monitoraggio e sistemi di controllo che le aziende devono adottare per mantenere livelli qualitativi in linea con i principi della sostenibilità. Le aziende che rispettano i valori stabiliti dal disciplinare per ciascun parametro possono, dopo verifica di terza parte, fregiarsi dell'etichetta V.I.V.A. direttamente in bottiglia, informando così i consumatori che quello che si apprestano a stappare è un vino sostenibile. "Questo appuntamento vuol essere un contributo fattivo, positivo e concreto al dibattito sul Piano di Indirizzo Territoriale della Toscana, che ha visto alcuni malintesi e forzature sul concetto di sviluppo economico e tutela del paesaggio - ha commentato il presidente del COnsorzio Fabrizio Bindocci. Il territorio di Montalcino è in connubio viscerale ormai da secoli con quello paesaggistico e i suoi produttori lavorano alacremente per preservare e difendere questa terra poiché sanno che la forza della loro economia è data dall'unione di due elementi: il rispetto del territorio e lo sviluppo di un'agricoltura sostenibile. L'essere riusciti nel tempo a mantenere e tutelare questo equilibrio ha fatto sì che crescesse un sistema virtuoso che ha contribuito alla rinascita economica nel rispetto e valorizzazione del paesaggio".
mercoledì 22 ottobre 2014
Lavazza e Slow Food per il rispetto dell'ambiente
La collaborazione tra Lavazza e Slow Food - si legge in un comunicato Ansa - inizia con il primo Salone del Gusto, nel 1996: di qui prende il via una lunga storia di progetti comuni. 'The Earth Defenders', il calendario Lavazza per il 2015 che sostiene il progetto '10.000 orti per l'Africa' di Slow Food, suggella un percorso che si basa soprattutto sulla condivisione d'intenti.
Da un lato la filosofia del 'buono, pulito e giusto', che ha guidato il movimento di Carlo Petrini fin dalle sue origini; dall'altro Lavazza e il suo impegno nella ricerca della qualità, di una produzione sostenibile e rispettosa dell'ambiente. Due strade che si sono incrociate spesso, a cominciare dall'appuntamento con il Salone del Gusto, di cui Lavazza è partner dalla prima edizione.
Condiviso dall'associazione braidese e dal gruppo industriale torinese è anche l'investimento sulla formazione: Lavazza ha inaugurato dieci anni fa il suo Training Center, la prima scuola rivolta agli operatori che lavorano nel mondo del caffé, oggi sede didattica del Master sul Caffè dell'Università di Scienze Gastronomiche, fondata da Slow Food.
E sono destinate ai migliori studenti del Master di Cucina popolare italiana di qualità e del Master in the Slow Art of Italian Cuisine le due borse di studio che Lavazza mette a disposizione tutti gli anni per la Scuola di Cucina di Pollenzo.
Da un lato la filosofia del 'buono, pulito e giusto', che ha guidato il movimento di Carlo Petrini fin dalle sue origini; dall'altro Lavazza e il suo impegno nella ricerca della qualità, di una produzione sostenibile e rispettosa dell'ambiente. Due strade che si sono incrociate spesso, a cominciare dall'appuntamento con il Salone del Gusto, di cui Lavazza è partner dalla prima edizione.
Condiviso dall'associazione braidese e dal gruppo industriale torinese è anche l'investimento sulla formazione: Lavazza ha inaugurato dieci anni fa il suo Training Center, la prima scuola rivolta agli operatori che lavorano nel mondo del caffé, oggi sede didattica del Master sul Caffè dell'Università di Scienze Gastronomiche, fondata da Slow Food.
E sono destinate ai migliori studenti del Master di Cucina popolare italiana di qualità e del Master in the Slow Art of Italian Cuisine le due borse di studio che Lavazza mette a disposizione tutti gli anni per la Scuola di Cucina di Pollenzo.
Etichette:
agricoltura,
educazione ambientale
giovedì 18 settembre 2014
La sostenibilità in agricoltura, per un mondo senza fame
La sostenibilità in agricoltura sarà uno dei temi chiave di "The Future of Science. Per un mondo senza fame", il ciclo di conferenze scientifiche internazionali organizzate dalla Fondazione Umberto Veronesi al via oggi a Venezia.
La rassegna affronterà il tema in linea con il dibattito al centro di Expo2015 'Nutrire il pianeta, energia per la vita', ponendosi come momento di confronto tra i protagonisti della comunità scientifica internazionale sulle principali sfide per la lotta alla fame. ''Secondo l'Onu, la popolazione mondiale è in crescita esponenziale, tanto da aumentare di due miliardi di unità nei prossimi 40 anni. In questo contesto - sostiene Agrofarma, l'Associazione nazionale imprese agrofarmaci di Federchimica - risulta indispensabile far luce sul ruolo degli agrofarmaci in agricoltura, le medicine per le piante che consentono di ottenere raccolti sani e abbondanti, preservando allo stesso tempo la salute dell'uomo e dell'ambiente''.
''L'Expo di Milano sarà l'occasione per rispondere alla sfida del secolo: sfamare il pianeta in maniera sostenibile - ha detto Chiara Tonelli, docente di Genetica all'Università degli studi di Milano e Presidente della Commissione scientifica della Fondazione Umberto Veronesi -. La ricerca e l'innovazione in agricoltura sono fondamentali per vincere questa sfida. Il miglioramento genetico, le biotecnologie, l'agricoltura di precisione e gli agrofarmaci sono infatti indispensabili per incrementare la produzione alimentare, garantendo raccolti migliori, quantitativamente soddisfacenti e a prezzi accessibili''. (fonte Ansa).
La rassegna affronterà il tema in linea con il dibattito al centro di Expo2015 'Nutrire il pianeta, energia per la vita', ponendosi come momento di confronto tra i protagonisti della comunità scientifica internazionale sulle principali sfide per la lotta alla fame. ''Secondo l'Onu, la popolazione mondiale è in crescita esponenziale, tanto da aumentare di due miliardi di unità nei prossimi 40 anni. In questo contesto - sostiene Agrofarma, l'Associazione nazionale imprese agrofarmaci di Federchimica - risulta indispensabile far luce sul ruolo degli agrofarmaci in agricoltura, le medicine per le piante che consentono di ottenere raccolti sani e abbondanti, preservando allo stesso tempo la salute dell'uomo e dell'ambiente''.
''L'Expo di Milano sarà l'occasione per rispondere alla sfida del secolo: sfamare il pianeta in maniera sostenibile - ha detto Chiara Tonelli, docente di Genetica all'Università degli studi di Milano e Presidente della Commissione scientifica della Fondazione Umberto Veronesi -. La ricerca e l'innovazione in agricoltura sono fondamentali per vincere questa sfida. Il miglioramento genetico, le biotecnologie, l'agricoltura di precisione e gli agrofarmaci sono infatti indispensabili per incrementare la produzione alimentare, garantendo raccolti migliori, quantitativamente soddisfacenti e a prezzi accessibili''. (fonte Ansa).
venerdì 8 marzo 2013
Design per la sostenibilità urbana al Politecnico di Milano
Presso il Politecnico di Milano ha sede il laboratorio internazionale multidisciplinare di design IMM per la sostenibilità urbana.
"Si tratta di una di quelle eccellenze italiane - scrive Infobuildenergia - che il nostro sistema universitario riesce ancora ad esprimere nonostante i momenti di difficoltà e che sta attirando l'attenzione di diversi centri di ricerca nel mondo.
Il progetto è nato con l'obiettivo di affrontare i temi di sviluppo sostenibile e risparmio energetico a livello non di singolo edificio, ma su scala urbana, utilizzando una metodologia innovativa, che è stata accreditata a livello internazionale e più volte premiata proprio per la capacità di affrontare in modo nuovo uno dei temi centrali della nostra epoca.
La metodologia è basata su un processo specifico che ha l'obiettivo principale di migliorare la performance energetica dei CAS, complex adaptive systems, ovvero dei sistemi complessi in grado di adattarsi, cambiare ed evolversi in seguito all'esperienza. L'approccio del laboratorio è fondamentalmente olistico, analizza le relazioni tra la morfologia urbana e i consumi energetici, la città è dunque considerata come un Sistema in continuo movimento dinamico, in grado di riadattarsi".
La linea guida del Laboratorio IMM, che si rivolge principalmente a designer e decision makers, è il principio secondo cui il design urbano può avere effetti diretti sulla qualità dell'ambiente, migliorare le performance energetiche, così come la qualità delle nostre vite, rendendo il nostro futuro più sostenibile.
Il laboratorio è composto da un team multidisciplinare ed internazionale.
Sul sito dedicato http://www.immdesignlab.com sono visibili alcuni progetti svolti applicando questa metodologia per varie amministrazioni e municipalità di primo piano (Barcellona, Timisoara) o svolti in collaborazioni con università straniere (Gold Coast, Australia)."
| Uno dei casi studio di IMM |
Il progetto è nato con l'obiettivo di affrontare i temi di sviluppo sostenibile e risparmio energetico a livello non di singolo edificio, ma su scala urbana, utilizzando una metodologia innovativa, che è stata accreditata a livello internazionale e più volte premiata proprio per la capacità di affrontare in modo nuovo uno dei temi centrali della nostra epoca.
La metodologia è basata su un processo specifico che ha l'obiettivo principale di migliorare la performance energetica dei CAS, complex adaptive systems, ovvero dei sistemi complessi in grado di adattarsi, cambiare ed evolversi in seguito all'esperienza. L'approccio del laboratorio è fondamentalmente olistico, analizza le relazioni tra la morfologia urbana e i consumi energetici, la città è dunque considerata come un Sistema in continuo movimento dinamico, in grado di riadattarsi".
La linea guida del Laboratorio IMM, che si rivolge principalmente a designer e decision makers, è il principio secondo cui il design urbano può avere effetti diretti sulla qualità dell'ambiente, migliorare le performance energetiche, così come la qualità delle nostre vite, rendendo il nostro futuro più sostenibile.
Il laboratorio è composto da un team multidisciplinare ed internazionale.
Sul sito dedicato http://www.immdesignlab.com sono visibili alcuni progetti svolti applicando questa metodologia per varie amministrazioni e municipalità di primo piano (Barcellona, Timisoara) o svolti in collaborazioni con università straniere (Gold Coast, Australia)."
venerdì 25 gennaio 2013
Premio impresa ambiente: sul podio gli eco-imprenditori
Un prestigioso riconoscimento per tutte quelle aziende che, attraverso le loro idee, hanno concorso ad ampliare e sviluppare le prospettive della sostenibilità. Fare business e rispettare l'ambiente da oggi è ancora più smart. E' una tale priorità per tutti, che in Italia hanno ideato una competizione che mette in lizza le migliori performance green. Migliore Gestione, miglior Prodotto, miglior Processo o Tecnologia e migliore Cooperazione Internazionale: queste le categorie di partecipazione al "Premio Impresa Ambiente", dedicato allo sviluppo ecosostenibile. A selezionare i vincitori un'apposita giuria, composta da esponenti del mondo della conoscenza, dell'imprenditoria e delle Istituzioni, che il 13 dicembre ha assegnato i premi, consegnati direttamente dal ministro per l'Ambiente Corrado Clini. Cinque i vincitori. La categoria "Miglior Gestione" è stata vinta da Renner Italia Spa di Minerbio, (Bologna), "per aver realizzato un progetto incentivante di contenimento dei consumi energetici che ridistribuisce ai dipendenti in busta paga il 50% dei risparmi ottenuti". Nella categoria "Miglior Prodotto" la giuria ha assegnato il riconoscimento a Saluzzo Yarns del Gruppo Sinterama di Saluzzo (Cuneo) "per la produzione tecnologicamente innovativa di fili di poliestere di alta qualità, con un ampio numero di applicazioni tessili, realizzati da bottiglie di plastica riciclata trattata unicamente con processi meccanici (non chimici)". Il premio per il "Miglior processo/tecnologia" è andato a Solveko Spa di Fidenza (Parma) "per aver sviluppato un processo per il recupero e lo smaltimento dei solventi impiegati nei processi produttivi" che consente una riduzione del consumo idrico e un risparmio economico. Si è affermata per la "Migliore Cooperazione Internazionale", la Cooperativa I.So.La. di Torino "per aver promosso, insieme all'OnG RE.TE., l'utilizzo di macchinari e tecnologie italiane per la produzione di paste alimentari e farine, lo sviluppo di coltivazioni bio di cereali tradizionali e l'incremento della produzione certificata in Bosnia-Erzegovina attraverso gli agricoltori locali". Il quinto riconoscimento previsto dalla competizione, il "Premio Speciale Giovane Imprenditore", riservato agli under 40, è stato conferito ad Antonella Lyoi, della Eco-repair SpA di Pescara "per un sistema di saldatura della plastica che molecolarizza le parti da unire e garantisce una saldatura perfetta, durevole e a tenuta stagna". Alle imprese italiane vincitrici sarà concessa una visibilità di respiro internazionale. I premiati verranno infatti ammessi di diritto all'"European Business Awards for the Environment", importante riconoscimento lanciato nel 1987, che mette in luce le aziende più innovative del continente, attuatrici di strategie nell'ambito delle "politiche verdi". L'autorevole premio, promosso dalla Commissione Europea (Direzione Generale Ambiente), è destinato a quelle imprese fortemente impegnate a preservare, da un lato, il benessere presente e futuro del nostro ecosistema e, dall'altro, offrire innovazione sostenibile. L'obiettivo è coniugare fattibilità economica, innovazione, ecologia. Il concetto risponde anche alla strategia elaborata con "Europa 2020" e recentemente adottata dalla Commissione, per la promozione di un'economia intelligente, sostenibile e solidale.
Etichette:
educazione ambientale,
energie rinnovabili,
risparmio energetico
mercoledì 16 gennaio 2013
Il Gse inaugura la nuova pagina: conto energia termico
Conto energia termico, il Gestore dei servizi energetici si sta preparando per lanciare una nuova sezione dedicata al nuovo sistema di incentivi dedicato al settore. Il conto termico, intorodotto dal decreto del 28/12/2012 e pubblicato poi in Gazzetta Ufficiale il 2 gennaio del 2013, ha messo ha disposizione 900 milioni di euro. Di questa somma, 700 sono destinati al settore privato e i restanti 200 alle Pubbliche Amministrazioni. Tutto questo per incentivare, da una parte gli interventi per incrementare l’efficienza energetica, e dall’altra quelli per la produzione di energia termica derivante da fonti rinnovabili. Gli interventi incentivabili, per fare un esempio, si riferiscono sia all’efficientamento dell’involucro di edifici esistenti, sia alla sostituzione di impianti esistenti per la climatizzazione invernale con impianti a più alta efficienza oppure alla nuova installazione di impianti alimentati a fonti rinnovabili. Per richiedere gli incentivi le pubbliche amministrazioni e i soggetti privati dovranno utilizzare il sistema telematico che a breve sarà messo a disposizione dal Gse, con in quale si potrà presentare la richiesta. Per accedere agli incentivi, sarà necessario avvalersi dello strumento del finanziamento tramite terzi, di un contratto di rendimento energetico o di un servizio energia. Successivamente, sarà il Gestore dei servizi energetici a provvedere all’assegnazione, erogazione e revoca degli incentivi secondo le modalità e le tempistiche che verranno specificate nelle Regole applicative che saranno pubblicate dal GSE entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto, circa tra due mesi.
lunedì 14 gennaio 2013
Gas naturale liquefatto: Eni firma accordo con Corea del Sud e Giappone
![]() |
| Paolo Scaroni, ad di Eni |
In base a questo accordo, primo contratto di acquisto congiunto tra Giappone e Corea del Sud, i carichi di gas naturale liquefatto saranno approvvigionati dal portafoglio globale del gruppo guidato da Paolo Scaroni e saranno consegnati in Corea del Sud o in Giappone in base alle esigenze di allocazione dei due acquirenti, aumentando quindi la flessibilità e la sicurezza del loro approvvigionamento di gas.
L'accordo si aggiunge al contratto firmato l'anno scorso per la vendita di 49 carichi di gas naturale liquefatto per il mercato giapponese, corrispondenti a 3,3 milioni di tonnellate, e consente a Eni di rafforzare ulteriormente la sua presenza nel mercato gas naturale liquefatto in Asia.
venerdì 11 gennaio 2013
L'unica via per il futuro sembra essere la sostenibilità
«Dobbiamo trovare i mezzi per la felicità umana in modi che non comportino il consumare, consumare, consumare; sembra l'unica cosa che riusciamo a fare». Zygmunt Bauman, sociologo polacco, dalle pagine di greenreport lanciava così il suo allarme sulla natura della crisi che stiamo vivendo e sulle possibilità che ci vengono offerte per uscirne. «La società dei consumi è ostile, avversa alla sostenibilità: stiamo consumando troppo, esaurendo le nostre risorse naturali, e la crisi del debito è proprio la conseguenza dell'orgia del consumo». Eppure l'unica via da percorrere sembra proprio questa, quella della sostenibilità.
Bauman torna dunque a parlarne durante la tavola rotonda Una umanità smarrita in cerca del suo futuro, organizzata dall'associazione Greenaccord Onlus in collaborazione con Fnsi e Associazione stampa romana e con il contributo della Provincia di Roma. Mercoledì prossimo, alle ore 11, presso la Sala "Walter Tobagi" della Fnsi di Corso Vittorio Emanuele 349 a Roma, si terrà l'incontro che sarà l'occasione per parlare di limiti del modello di sviluppo, crisi ecologica, cause della disgregazione sociale e prospettive per il futuro: un confronto tra Bauman, il filosofo italiano Aldo Masullo, e Monsignor Vincenzo Paglia, segretario del Pontificio Consiglio per la famiglia. Modera l'incontro Monica Peruzzi, giornalista Sky.
«Una crisi climatica disastrosa ancora non trova risposte politiche convincenti. Gli ecologi considerano il pianeta in marcia verso la 6° estinzione di massa, causata dall'azione incauta dell'uomo. Una crisi anche sociale poiché i sette miliardi di abitanti della terra si muovono in un modello di consumo crescente e insostenibile col rischio della scarsità di cibo e materie prime. Le previsioni degli scienziati creano solo allarmi di breve durata, sui quali prevale una irrazionale negazione nell'inerzia quotidiana spiega Andrea Masullo, economista ecologico e direttore del Comitato scientifico di Greenaccord, in una nota dell'associazione - Siamo certi che l'incontro con Bauman contribuirà a rispondere a una domanda cruciale: siamo pronti a mettere in discussione il modello di sviluppo che ha portato gran parte dell'umanità a un benessere senza precedenti ma che sta ormai compromettendo la possibilità per le nuove generazioni di vivere il proprio futuro?».
Bauman torna dunque a parlarne durante la tavola rotonda Una umanità smarrita in cerca del suo futuro, organizzata dall'associazione Greenaccord Onlus in collaborazione con Fnsi e Associazione stampa romana e con il contributo della Provincia di Roma. Mercoledì prossimo, alle ore 11, presso la Sala "Walter Tobagi" della Fnsi di Corso Vittorio Emanuele 349 a Roma, si terrà l'incontro che sarà l'occasione per parlare di limiti del modello di sviluppo, crisi ecologica, cause della disgregazione sociale e prospettive per il futuro: un confronto tra Bauman, il filosofo italiano Aldo Masullo, e Monsignor Vincenzo Paglia, segretario del Pontificio Consiglio per la famiglia. Modera l'incontro Monica Peruzzi, giornalista Sky.«Una crisi climatica disastrosa ancora non trova risposte politiche convincenti. Gli ecologi considerano il pianeta in marcia verso la 6° estinzione di massa, causata dall'azione incauta dell'uomo. Una crisi anche sociale poiché i sette miliardi di abitanti della terra si muovono in un modello di consumo crescente e insostenibile col rischio della scarsità di cibo e materie prime. Le previsioni degli scienziati creano solo allarmi di breve durata, sui quali prevale una irrazionale negazione nell'inerzia quotidiana spiega Andrea Masullo, economista ecologico e direttore del Comitato scientifico di Greenaccord, in una nota dell'associazione - Siamo certi che l'incontro con Bauman contribuirà a rispondere a una domanda cruciale: siamo pronti a mettere in discussione il modello di sviluppo che ha portato gran parte dell'umanità a un benessere senza precedenti ma che sta ormai compromettendo la possibilità per le nuove generazioni di vivere il proprio futuro?».
martedì 8 gennaio 2013
Eni ed Enel, insieme per le auto elettriche
Enel ed Eni hanno firmato l’intesa sulla possibilità di installare le colonnine Enel (in particolare la EnelFast da 43kw) nelle stazioni di servizio della società a cui fa capo Paolo Scaroni.
Questo accordo potrebbe rovesciare gli equilibri internazionali per quanto concerne la diffusione e l’impiego dell’auto elettrica. Se le ultime stime vedevano l'Italia in coda rispetto al resto d’Europa, l’accordo tra Eni ed Enel potrebbe dare una sferzata all’economia domestica.Sarà possibile ricaricare le auto in mezzora. Se poi si pensa al numero di stazioni che Eni possiede sul territorio italiano (4.700 di cui 127 negli assi autostradali), si comprende immediatamente la potenzialità di sviluppo di un accordo di questo tipo.
"Con questo accordo si dà nuovo impulso alla disponibilità della ricarica, un fattore determinante per gli automobilisti nella scelta di qualsiasi tipo di auto", spiega Fulvio Conti, amministratore delegato di Enel. Questo accordo, insomma, consentirà di sviluppare sempre più sia la tecnologia che i servizi.
La prima installazione è prevista a marzo, probabilmente in Emilia Romagna.
Questo accordo potrebbe rovesciare gli equilibri internazionali per quanto concerne la diffusione e l’impiego dell’auto elettrica. Se le ultime stime vedevano l'Italia in coda rispetto al resto d’Europa, l’accordo tra Eni ed Enel potrebbe dare una sferzata all’economia domestica.Sarà possibile ricaricare le auto in mezzora. Se poi si pensa al numero di stazioni che Eni possiede sul territorio italiano (4.700 di cui 127 negli assi autostradali), si comprende immediatamente la potenzialità di sviluppo di un accordo di questo tipo.
"Con questo accordo si dà nuovo impulso alla disponibilità della ricarica, un fattore determinante per gli automobilisti nella scelta di qualsiasi tipo di auto", spiega Fulvio Conti, amministratore delegato di Enel. Questo accordo, insomma, consentirà di sviluppare sempre più sia la tecnologia che i servizi.
La prima installazione è prevista a marzo, probabilmente in Emilia Romagna.
Etichette:
enel,
eni,
mobilità sostenibile,
paolo scaroni
martedì 23 ottobre 2012
Energie rinnovabili tra gli obiettivi al 2020 di Ikea
Consumare meno energia e acqua e ridurre i rifiuti; puntare all'indipendenza energetica grazie alle rinnovabili; creare ambienti di lavoro accoglienti e positivi. Questi, in sintesi, gli obiettivi da realizzare entro il 2020 elencati nella strategia per la sostenibilità "People & Planet Positive" del gruppo Ikea. ''Vogliamo creare una vita quotidiana migliore per la maggioranza delle persone. Ma 'migliore' vuol dire anche più sostenibile. Da molti anni perseguiamo questo obiettivo e abbiamo già fatto molto. Ora siamo pronti al grande passo. People & Planet Positive ci permetterà di trasformare il nostro business e di avere un impatto positivo sul pianeta'', dichiara Mikael Ohlsson, presidente e Ceo del gruppo. La strategia prevede l'offerta di prodotti e soluzioni che consentano ai clienti di risparmiare consumando meno energia e acqua e riducendo i rifiuti, a partire dai Led che durano 20 anni e consumano fino all'85% di elettricità in meno, fino agli elettrodomestici più efficienti ed economici e le soluzioni per aumentare la raccolta differenziata. Il gruppo punta poi a produrre energia rinnovabile per soddisfare il fabbisogno di negozi ed edifici Ikea grazie a un investimento di 1,5 miliardi di euro in impianti eolici e fotovoltaici, migliorando almeno del 20% l'efficienza energetica delle attività e incoraggiando i fornitori a fare lo stesso. L'assortimento includerà prodotti sempre più sostenibili e realizzati con materiali rinnovabili, riciclabili o riciclati, anche negli imballaggi. Altro obiettivo, favorire la creazione di buoni ambienti di lavoro in tutta la supply chain del gruppo, impegnandosi anche nella tutela dei diritti umani. ''La sostenibilità non è un lusso: dev'essere alla portata di tutti. Abbiamo oltre 770 milioni di visitatori nei nostri negozi. I clienti ci danno la straordinaria opportunità di realizzare i loro sogni con prodotti belli e convenienti, che aiutano a risparmiare sulle bollette riducendo i consumi di elettricità e acqua e limitando la produzione di rifiuti. Con People & Planet Positive ci assumeremo maggiori responsabilità nei prossimi anni, in ogni anello della catena di fornitura, ad esempio utilizzando solo energia rinnovabile per alimentare i nostri edifici e lottando per la difesa dei diritti dell'infanzia'', aggiunge Steve Howard, Chief Sustainability Officer del gruppo.
(Adnkronos)
(Adnkronos)
venerdì 12 ottobre 2012
Valerio Natalizia nuovo vice-presidente di ANIE Energia
Valerio Natalizia, direttore generale e amministratore delegato di SMA
Italia, è stato eletto vice presidente di ANIE Energia e rappresentante
per il fotovoltaico nella Giunta di Federazione ANIE. Classe 1974 e
laurea in Ingegneria, Valerio Natalizia vanta una lunga esperienza e
ruoli di grande prestigio nell'industria italiana delle energie
rinnovabili. Natalizia e' infatti dal 2011 Presidente di ANIE- GIFI, il
Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane aderente a Confindustria ANIE, e
dal 2005 alla guida di SMA Italia, la filiale italiana del primo
produttore mondiale di inverter, SMA Solar Technology AG. ''Credo che la
mia nomina confermi la crescente importanza del fotovoltaico nella
produzione energetica nazionale e rappresenti un ulteriore passo verso
la completa integrazione e partecipazione del settore nel sistema
elettrico nazionale.'' ha dichiarato Valerio Natalizia. ''La mia
presenza all'interno del consiglio direttivo di ANIE-Energia denota un
forte cambiamento nella percezione delle energie rinnovabili in generale
e del fotovoltaico in particolare: a oggi il fotovoltaico contribuisce
al 5,48% della produzione elettrica nazionale con quasi 16 GWp di
potenza installata. Portare avanti questa tendenza, con l'obiettivo di
una piena competitivita' del settore fotovoltaico in un mercato
energetico libero e integrato a livello comunitario, e' una delle mie
priorita' in questa nuova avventura
(da Cambiamenti Climatici)
(da Cambiamenti Climatici)
lunedì 8 ottobre 2012
Salvatore Sardo: la ricerca sulle rinnovabili è fondamentale
Salvatore Sardo, alla presentazione della Eni Chair in Energy Markets (vd post del 28 settembre), ha parlato di come la collaborazione con il mondo accademico e le attività di ricerca e sviluppo
siano fondamentali per la crescita del business nel settore oil & gas.
"Nel campo della ricerca e dello sviluppoEni possiede un portafoglio brevettuale complessivo di circa 8.000 brevetti e domande di brevetto,
che proteggono oltre 1.000 invenzioni, frutto delle attività di ricerca
svolte all’interno della società, sia in campo core sia nel settore
delle energie rinnovabili" ha spiegato Salvatore Sardo.
"Su questi temi nel Centro Ricerche per le Energie non Convenzionali Eni-Donegani di Novara circa 150 tra ricercatori, tecnici e staff si applicano - anche in collaborazione con Università e centri di ricerca italiani, europei e statunitensi – e studiano nuove opportunità per l'utilizzo su larga scala dell'energia solare e delle biomasse, che Eni ritiene rappresentino le fonti rinnovabili con maggiori potenzialità di utilizzo sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico."
Da non dimenticare poi l'Eni Award, "che, con una dotazione annuale di 850.000 €, premia le più avanzate ricerche nei campi del migliore utilizzo delle fonti energetiche, della protezione ambientale e della valorizzazione delle energie rinnovabili."
Salvatore Sardo ha infine citato le nomerose collaborazioni di Eni con il mondo accademico, "per sviluppare un efficace network nazionale e internazionale con le Università di eccellenza". "La maggior parte delle collaborazioni con il mondo accademico (complessivamente circa 400 tra Italia ed estero) riguarda progetti di ricerca per l’innovazione tecnologica nel settore oil & gas, l’ambiente e le energie rinnovabili."
Il testo integrale dell'intervento di Salvatore Sardo è scaricabile dal sito Eni >>.
| Salvatore Sardo |
"Su questi temi nel Centro Ricerche per le Energie non Convenzionali Eni-Donegani di Novara circa 150 tra ricercatori, tecnici e staff si applicano - anche in collaborazione con Università e centri di ricerca italiani, europei e statunitensi – e studiano nuove opportunità per l'utilizzo su larga scala dell'energia solare e delle biomasse, che Eni ritiene rappresentino le fonti rinnovabili con maggiori potenzialità di utilizzo sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico."
Da non dimenticare poi l'Eni Award, "che, con una dotazione annuale di 850.000 €, premia le più avanzate ricerche nei campi del migliore utilizzo delle fonti energetiche, della protezione ambientale e della valorizzazione delle energie rinnovabili."
Salvatore Sardo ha infine citato le nomerose collaborazioni di Eni con il mondo accademico, "per sviluppare un efficace network nazionale e internazionale con le Università di eccellenza". "La maggior parte delle collaborazioni con il mondo accademico (complessivamente circa 400 tra Italia ed estero) riguarda progetti di ricerca per l’innovazione tecnologica nel settore oil & gas, l’ambiente e le energie rinnovabili."
Il testo integrale dell'intervento di Salvatore Sardo è scaricabile dal sito Eni >>.
Etichette:
biocombustibili,
biomasse,
educazione ambientale,
energie rinnovabili,
eni,
Salvatore Sardo
domenica 7 ottobre 2012
Rapporto tra infrastrutture e ambiente: appuntamento alla Triennale di Milano
Come già anticipato nel post del 3 ottobre, domani, 8 ottobre 2012 alla Triennale di Milano verrà presentata una mostra di architettura che proporrà anche il progetto "TerrAfrica", un progetto regionale per lo sviluppo sostenibile che si sviluppa su 24 Paesi
sub-sahariani.
"L'architettura del mondo" è il titolo della mostra, visitabile dal 9 ottobre al 10 febbraio.
Infrastrutture, mobilità, nuovi paesaggi, sono le tematiche oggetto dell'allestimento che si compone di quattro sezioni di cui una, quella storica, attraversa le altre tre che espongono opere e progetti relativi a ciò che si produce al di fuori del nostro paese, a ciò che stato realizzato o è in corso d'opera in Italia e, infine, a ciò che inizia a presentarsi come un quadro geografico a scala globale al quale le nuove grandi infrastrutture si rapportano.
La sezione storica, sul Novecento, presenta opere note come i disegni di Le Corbusier per Algeri o quelli di Saarinen per la stazione di Helsinki, ma anche esempi di creazione di spazio pubblico e valore ambientale, come il metro di Mosca. Una sezione è sulla grande ingegneria italiana, in Italia e all'estero, tra gli anni '50 e '70. La sezione dedicata ad opere recenti prodotte al di fuori del nostro paese presenta un catalogo aggiornato di opere, suddivise per temi, alcune delle quali possono costituire un modello per chi come l'Italia deve recuperare un ritardo accumulato nel corso degli ultimi anni. La sezione dedicata al panorama nazionale offre quanto è in corso d'opera o è da poco stato realizzato mettendo in luce, in particolare, alcune situazioni in cui il rapporto tra infrastrutture, architettura, arte, paesaggio, città, ha assunto un ruolo particolare sviluppando esiti interessanti e inediti come testimoniano i casi di Reggio Emilia, Napoli, Perugia, Venezia. Nell'ultima sezione della mostra oggetto dell'attenzione sono colossali opere a difesa delle sabbie o del vento, destinate all'approvvigionamento idrico o energetico ad una circolazione "globale".
"L'architettura del mondo" è il titolo della mostra, visitabile dal 9 ottobre al 10 febbraio.
Infrastrutture, mobilità, nuovi paesaggi, sono le tematiche oggetto dell'allestimento che si compone di quattro sezioni di cui una, quella storica, attraversa le altre tre che espongono opere e progetti relativi a ciò che si produce al di fuori del nostro paese, a ciò che stato realizzato o è in corso d'opera in Italia e, infine, a ciò che inizia a presentarsi come un quadro geografico a scala globale al quale le nuove grandi infrastrutture si rapportano.
La sezione storica, sul Novecento, presenta opere note come i disegni di Le Corbusier per Algeri o quelli di Saarinen per la stazione di Helsinki, ma anche esempi di creazione di spazio pubblico e valore ambientale, come il metro di Mosca. Una sezione è sulla grande ingegneria italiana, in Italia e all'estero, tra gli anni '50 e '70. La sezione dedicata ad opere recenti prodotte al di fuori del nostro paese presenta un catalogo aggiornato di opere, suddivise per temi, alcune delle quali possono costituire un modello per chi come l'Italia deve recuperare un ritardo accumulato nel corso degli ultimi anni. La sezione dedicata al panorama nazionale offre quanto è in corso d'opera o è da poco stato realizzato mettendo in luce, in particolare, alcune situazioni in cui il rapporto tra infrastrutture, architettura, arte, paesaggio, città, ha assunto un ruolo particolare sviluppando esiti interessanti e inediti come testimoniano i casi di Reggio Emilia, Napoli, Perugia, Venezia. Nell'ultima sezione della mostra oggetto dell'attenzione sono colossali opere a difesa delle sabbie o del vento, destinate all'approvvigionamento idrico o energetico ad una circolazione "globale".
mercoledì 3 ottobre 2012
Ministero dell'Ambiente e Banca Mondiale per lo sviluppo sostenibile
![]() |
| Corrado Clini ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare |
Clini - rende noto lo stesso ministero - ha incontrato due vicepresidenti della Banca, Rachel Kyte e Cyril Muller, responsabili rispettivamente per lo Sviluppo sostenibile e le Relazioni esterne, il ceo del fondo Gef (Global environment facility), Naoko Ishii, per confermare le priorita' dell'Italia in tema di tutela dell'ambiente e cambiamenti climatici.
Particolare attenzione e' stata dedicata al programma di comunicazione per il cambiamento climatico, "Connect4Climate", un fondo fiduciario promosso dal ministero dell'Ambiente nel 2009, avviato inizialmente come progetto pilota, sviluppatosi nel corso degli anni fino a diventare il programma in cui integrare le attivita' della Banca Mondiale nel settore dei cambiamenti climatici, promuovendo azioni integrate tra settore pubblico e privato. Tra i risultati di maggior rilievo raggiunti finora, la creazione di una comunità globale che comprende piu' di 140 organizzazioni tra cui agenzie delle Nazione Unite, università (Luiss, Yale, Mit e altre), organizzazioni non governative e settore privato, che attraverso Facebook conta oggi su oltre 325.000 utenti.
Azioni specifiche sono state identificate per collaborazioni gia' nei prossimi mesi a partire da 'TerrAfrica', un progetto regionale che si sviluppa su 24 Paesi sub-sahariani. Una mostra sulle attività già in corso su questo progetto verra' presentata alla triennale di architettura di Milano l'8 ottobre sul rapporto tra infrastrutture e ambiente. (ANSA).
martedì 2 ottobre 2012
Salvatore Sardo di Eni: 60 mld investimenti tra 2012 e 2015
Salvatore Sardo, Chief Corporate Operations Officer di Eni, è intervenuto ieri alla lectio inauguralis della Eni Chair in Energy Markets con uno speech dal titolo “Lo sviluppo del know-how e la collaborazione con il mondo accademico a supporto della crescita del business di Eni”.
Durante il suo discorso, Sardo ha annunciato che nel quadriennio 2012-2015 Eni prevede investimenti per ben 59,6 miliardi di euro, "più del 75% dei quali sarà destinato alle attività upstream". Salvatore Sardo ha inoltre sottolineato che, gli investimenti previsti "consentiranno di espandere la produzione di idrocarburi nel periodo 2012-2015 a un tasso di incremento medio annuo di oltre il 3%".
Durante il suo discorso, Sardo ha annunciato che nel quadriennio 2012-2015 Eni prevede investimenti per ben 59,6 miliardi di euro, "più del 75% dei quali sarà destinato alle attività upstream". Salvatore Sardo ha inoltre sottolineato che, gli investimenti previsti "consentiranno di espandere la produzione di idrocarburi nel periodo 2012-2015 a un tasso di incremento medio annuo di oltre il 3%".
Etichette:
eni,
gas,
petrolio,
Salvatore Sardo
venerdì 28 settembre 2012
Jonathan Stern, Salvatore Sardo e Guido Bortoni e Michele Polo presentano l'Eni Chair in Energy Markets
Nasce all’Università Bocconi di Milano, in collaborazione con Eni, un nuovo corso dedicato all'energia: l'Eni Chair in Energy Markets.
Si tratta di una cattedra intitolata e permanente, con l’obiettivo di rafforzare l’attività di studio e analisi del mercato dell’energia, trattata sia in ambito didattico che in ambito di ricerca.
Grazie a questo corso, Eni (partner strategico dell’ateneo dal 2007) potrà beneficare di un dialogo continuo, privilegiato e sempre più qualificato nell’ambito dell’energia e di altre aree ad essa collegate. La cattedra è assegnata al Professor Michele Polo direttore del centro di ricerca in economia e politica dell’energia e dell’ambiente della Bocconi (Iefe) e Prorettore per l’Organizzazione Interna dell’Università Bocconi.
L'Eni Chair in Energy Markets sarà presentata lunedì 1 ottobre, alle ore 11,30, presso l’Aula Magna della Bocconi (via Gobbi 5 a Milano) con un Lectio Inauguralis dal titolo "The Evolution of Natural Gas Markets in Europe" tenuta da:
Jonathan Stern, chairman Natural Gas Research Programme e Senior Research Fellow, Oxford Institute for Energy Studies, University of Oxford
Salvatore Sardo, chief corporate operations officer Eni
Guido Bortoni, presidente Autorità per l'energia elettrica e il gas
Michele Polo, Eni Chair in Energy Markets, Università Bocconi
Si tratta di una cattedra intitolata e permanente, con l’obiettivo di rafforzare l’attività di studio e analisi del mercato dell’energia, trattata sia in ambito didattico che in ambito di ricerca.
Grazie a questo corso, Eni (partner strategico dell’ateneo dal 2007) potrà beneficare di un dialogo continuo, privilegiato e sempre più qualificato nell’ambito dell’energia e di altre aree ad essa collegate. La cattedra è assegnata al Professor Michele Polo direttore del centro di ricerca in economia e politica dell’energia e dell’ambiente della Bocconi (Iefe) e Prorettore per l’Organizzazione Interna dell’Università Bocconi.
| Salvatore Sardo rappresenta Eni alla Lectio Inauguralis |
Jonathan Stern, chairman Natural Gas Research Programme e Senior Research Fellow, Oxford Institute for Energy Studies, University of Oxford
Salvatore Sardo, chief corporate operations officer Eni
Guido Bortoni, presidente Autorità per l'energia elettrica e il gas
Michele Polo, Eni Chair in Energy Markets, Università Bocconi
giovedì 13 settembre 2012
L'Umbria mette in rete le aree protette
Lo sport come occasione per richiamare l'attenzione su parchi e aree naturali protette e sul tema della conservazione della biodiversita'. E' questo l'obiettivo del progetto della Regione Umbria "Parchi Attivi" che, realizzato dagli assessorati all'Ambiente e al Turismo della Regione e dal consorzio Itaca, unisce promozione turistica e attenzione verso le aree che necessitano di un'attenta valorizzazione soprattutto rispetto alla sostenibilita'.
"Vogliamo proporre ai tour operator e a tutti gli amanti della natura un pacchetto turistico innovativo - dichiara Paolo Papa, dirigente dell'ufficio Parchi e Aree Protette della Regione - Grazie all'ausilio di un portale web e di tutte le possibilita' offerte dai social media marketing sara' possibile, infatti, scoprire in tempo reale la fitta rete di eventi e manifestazioni che animano i parchi e, quindi, viverli in maniera diversa". Si tratta, aggiunge Papa, "di mettere in rete i sette parchi regionali piu' uno nazionale e far si che ogni parco si specializzi in un determinato sport a seconda della propria vocazione e in relazione alla propria struttura".
Escursioni, trekking, ippoturismo, voli in deltaplano, nordik walking, vela, rafting fino al tarzaning, ma anche degustazioni a base di prodotti tipi locali e seminari, e' quanto prevede la fase operativa del progetto. In un momento successivo, infatti, uno specifico vademecum descrivera' non solo la flora e la fauna caratterizzanti il territorio considerato, ma anche le azioni preventive utili per la salvaguardia degli ecosistemi attraversati durante lo svolgimento delle specifiche attivita'.
"Vogliamo proporre ai tour operator e a tutti gli amanti della natura un pacchetto turistico innovativo - dichiara Paolo Papa, dirigente dell'ufficio Parchi e Aree Protette della Regione - Grazie all'ausilio di un portale web e di tutte le possibilita' offerte dai social media marketing sara' possibile, infatti, scoprire in tempo reale la fitta rete di eventi e manifestazioni che animano i parchi e, quindi, viverli in maniera diversa". Si tratta, aggiunge Papa, "di mettere in rete i sette parchi regionali piu' uno nazionale e far si che ogni parco si specializzi in un determinato sport a seconda della propria vocazione e in relazione alla propria struttura".
Escursioni, trekking, ippoturismo, voli in deltaplano, nordik walking, vela, rafting fino al tarzaning, ma anche degustazioni a base di prodotti tipi locali e seminari, e' quanto prevede la fase operativa del progetto. In un momento successivo, infatti, uno specifico vademecum descrivera' non solo la flora e la fauna caratterizzanti il territorio considerato, ma anche le azioni preventive utili per la salvaguardia degli ecosistemi attraversati durante lo svolgimento delle specifiche attivita'.
venerdì 24 agosto 2012
Dal Ministero 5 punti per lo sviluppo sostenibile
Una strategia in 5 punti per lo sviluppo sostenibile dell'Italia. Il ministero dell'Ambiente sul proprio sito pubblica le strategie politiche e misure gia' individuate e in corso di elaborazione. I 5 punti, che il ministro Corrado Clini portera' domani in Cdm nell'ambito del piano crescita discusso dal Governo, sono: la 'decarbonizzazione' dell'economia italiana, la sicurezza del territorio, il recupero e la valorizzazione delle aree industriali dismesse in zone urbane soggette a bonifica, la gestione integrata dei rifiuti e la gestione integrata delle risorse idriche. In particolare per la "decarbonizzazione" dell'economia, oltre a un pedaggio differenziato per gli autoveicoli, tra gli obiettivi, lo sviluppo della filiera nazionale delle tecnologie "verdi", prioritariamente nei settori energetici e della chimica "verde", transizione del sistema energetico nazionale verso sistemi distribuiti di trigenerazione (elettricita', calore e freddo) ad alto rendimento con lo sviluppo contestuale di reti intelligenti locali (smart grids), eco efficienza nell'edilizia, modifica delle modalita' di trasporto di merci e persone a favore di ferrovia e cabotaggio, recupero e valorizzazione dei rifiuti, promozione dell'esportazione di tecnologie "verdi". Per la sicurezza del territorio, Clini individua due obiettivi: prevenzione dei rischi, sulla base di mappe aggiornate della vulnerabilita' e revisione degli usi del territorio in relazione alle mappe di vulnerabilita'. Per il recupero e la valorizzazione delle aree dismesse soggette a bonifica, le misure da discutere prevedono la semplificazione delle procedure in materia di bonifica dei siti inquinanti in aree urbane e prevedono l'estensione progressiva a tutti i Siti di interesse nazionale (Sin) della procedura adottata con l'Accordo di Programma per Porto Marghera.
Etichette:
energie rinnovabili,
inquinamento,
mobilità sostenibile
Iscriviti a:
Post (Atom)


