Visualizzazione post con etichetta architettura verde. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta architettura verde. Mostra tutti i post

domenica 7 ottobre 2012

Rapporto tra infrastrutture e ambiente: appuntamento alla Triennale di Milano

Come già anticipato nel post del 3 ottobre, domani, 8 ottobre 2012 alla Triennale di Milano verrà presentata una mostra di architettura che proporrà anche il progetto "TerrAfrica", un progetto regionale per lo sviluppo sostenibile che si sviluppa su 24 Paesi sub-sahariani.
"L'architettura del mondo" è il titolo della mostra, visitabile dal 9 ottobre al 10 febbraio.
Infrastrutture, mobilità, nuovi paesaggi, sono le tematiche oggetto dell'allestimento che si compone di quattro sezioni di cui una, quella storica, attraversa le altre tre che espongono opere e progetti relativi a ciò che si produce al di fuori del nostro paese, a ciò che stato realizzato o è in corso d'opera in Italia e, infine, a ciò che inizia a presentarsi come un quadro geografico a scala globale al quale le nuove grandi infrastrutture si rapportano.
 La sezione storica, sul Novecento, presenta opere note come i disegni di Le Corbusier per Algeri o quelli di Saarinen per la stazione di Helsinki, ma anche esempi di creazione di spazio pubblico e valore ambientale, come il metro di Mosca. Una sezione è sulla grande ingegneria italiana, in Italia e all'estero, tra gli anni '50 e '70. La sezione dedicata ad opere recenti prodotte al di fuori del nostro paese presenta un catalogo aggiornato di opere, suddivise per temi, alcune delle quali possono costituire un modello per chi come l'Italia deve recuperare un ritardo accumulato nel corso degli ultimi anni. La sezione dedicata al panorama nazionale offre quanto è in corso d'opera o è da poco stato realizzato mettendo in luce, in particolare, alcune situazioni in cui il rapporto tra infrastrutture, architettura, arte, paesaggio, città, ha assunto un ruolo particolare sviluppando esiti interessanti e inediti come testimoniano i casi di Reggio Emilia, Napoli, Perugia, Venezia. Nell'ultima sezione della mostra oggetto dell'attenzione sono colossali opere a difesa delle sabbie o del vento, destinate all'approvvigionamento idrico o energetico ad una circolazione "globale".

mercoledì 3 ottobre 2012

Ministero dell'Ambiente e Banca Mondiale per lo sviluppo sostenibile

Corrado Clini
ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare
Rafforzare la collaborazione operativa tra il ministero dell'Ambiente e la Banca Mondiale intensificando e qualificando i programmi e attuando strategie condivise sul tema dei cambiamenti climatici e dello sviluppo sostenibile. E' questo il risultato del vertice che si e' svolto a Washington nelle scorse ore tra il ministro Corrado Clini e i rappresentati del board della Banca Mondiale.

Clini - rende noto lo stesso ministero - ha incontrato due vicepresidenti della Banca, Rachel Kyte e Cyril Muller, responsabili rispettivamente per lo Sviluppo sostenibile e le Relazioni esterne, il ceo del fondo Gef (Global environment facility), Naoko Ishii, per confermare le priorita' dell'Italia in tema di tutela dell'ambiente e cambiamenti climatici.

Particolare attenzione e' stata dedicata al programma di comunicazione per il cambiamento climatico, "Connect4Climate", un fondo fiduciario promosso dal ministero dell'Ambiente nel 2009, avviato inizialmente come progetto pilota, sviluppatosi nel corso degli anni fino a diventare il programma in cui integrare le attivita' della Banca Mondiale nel settore dei cambiamenti climatici, promuovendo azioni integrate tra settore pubblico e privato. Tra i risultati di maggior rilievo raggiunti finora, la creazione di una comunità globale che comprende piu' di 140 organizzazioni tra cui agenzie delle Nazione Unite, università (Luiss, Yale, Mit e altre), organizzazioni non governative e settore privato, che attraverso Facebook conta oggi su oltre 325.000 utenti.

Azioni specifiche sono state identificate per collaborazioni gia' nei prossimi mesi a partire da 'TerrAfrica', un progetto regionale che si sviluppa su 24 Paesi sub-sahariani. Una mostra sulle attività già in corso su questo progetto verra' presentata alla triennale di architettura di Milano l'8 ottobre sul rapporto tra infrastrutture e ambiente. (ANSA).

venerdì 13 luglio 2012

Protocollo d’intesa per l’edilizia sostenibile

A cavallo tra la settimana di fine marzo e quella di inizio aprile 2012 Federico Grazioli, Presidente di ACCREDIA, l’Ente unico nazionale di accreditamento, e Ugo Cavallera, Presidente di ITACA, l’Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale hanno firmato un Protocollo d’intesa per promuovere le certificazioni rilasciate sotto accreditamento a sostegno delle politiche regionali per la sostenibilità ambientale delle costruzioni. Questa firma getta le basi per la realizzazione di un sistema di certificazione nazionale in materia di sostenibilità ambientale degli edifici prevedendo la definizione di un sistema di certificazione unitario e a carattere volontario, coordinato ed integrato sia con i sistemi regionali, già attivi sul territorio e basati proprio sul Protocollo Itaca, sia con il sistema di normazione tecnica (UNI e CEN). Oggi il Protocollo Itaca è applicato all’edilizia residenziale, industriale e commerciale, mentre in ambito pubblico è uno schema di riferimento per attuare politiche di incentivazione verso l’edilizia sostenibile: Contratti di Quartiere, Regolamenti Edilizi Comunali, Piano Casa, ecc.
L’intesa con ITACA  si inserisce all’interno dell’energica azione che Accredia sta portando avanti in tema di tutela dell’ambiente anche con altre istituzioni, come per esempio con il Ministero dell’Ambiente, per garantire la competenza di chi certifica la conformità agli standard ambientali.

martedì 21 febbraio 2012

Come risparmiare in casa? Incominciando dal riscaldamento

Volete sapere come risparmiare energia e denaro in casa?

Per risparmiare occorre prima sapere dove e quanto si consuma.
Questo specchietto fornisce alcune utili indicazioni a riguardo:
  • riscaldamento -> 55%
  • automobile -> 31%
  • acqua (calda) -> 7%
  • apparecchi refrigeranti, lavatrice -> 4%
  • cucina -> 2%
  • illuminazione -> 1%
Sorpresi?
Questi dati ci dicono chiaramente che, escludendo l’automobile, il 79% dei consumi energetici in ambito domestico è dovuto al riscaldamento. Quindi è su questo che dobbiamo concentrare gli sforzi per risparmaire.

Prossimamente scriverò un decalogo di semplici consigli su come risparmiare sul riscaldamento.

venerdì 7 ottobre 2011

Presentato il terzo polmone verde di Milano

Martedì è stata inaugurata la prima parte del parco pubblico realizzato da CityLife a Milano.
L'assessore alla Mobilità e all'ambiente di Milano, Pierfrancesco Maran, ha inaugurato la prima fase dell'intervento di verde pubblico realizzato da CityLife. Un intervento che entro il 2015 dovrebbe regalare a Milano il terzo polmone verde dopo parco Sempione e i giardini Montanelli. Un parco da 168mila metri quadri e 16 milioni di investimento privato. Un parterre da oltre 4mila metri quadri di arbusti con 22 nuovi platani e una superficie di intervento da 10.740 metri quadri lungo i viali Belisario, Ezio, Cassiodoro e Berengario.

"Sono molto contento di presentare questa prima parte di riqualificazione. - ha dichiarato Maran - Il verde e l'impatto zero devono essere la regola degli interventi urbanistici come quello di Citylife. Un intervento che consegnerà in quattro alla città il suo terzo parco per dimensione e nel quale abbiamo chiesto di poter inserire un parco giochi che sia fruibile anche dai bambini disabili".
"Questo è il primo passo di una riqualificazione importante per Milano - ha proseguito Maran - e vi abbiamo investito circa un milione di euro. La riqualificazione comprende anche un parcheggio da 1.800 metri quadri".
Il parco sarà realizzato entro il 2015 da Gustafson Porter, vincitore del bando di concorso internazionale, e sarà una sintesi del paesaggio regionale.
Duemila nuovi alberi assorbiranno oltre 40mila chili all'anno di Co2 e inoltre il quartiere Citylife sarà a impatto zero grazie al teleriscaldamento, all'utilizzo di acqua di falda, di pannelli fotovoltaici e al ricircolo dell'acqua per l'irrigazione.

Leggi il comunicato stampa>>
Leggi il profilo dei progettisti >>
Leggi il concept del progetto >>
Scopri di più sul parco>>

giovedì 22 settembre 2011

La più grande area pedonale di Milano e una delle maggiori in Europa

CityLife, il nuovo quartiere di Milano in costruzione sull'area dell'ex Fiera Campionaria , è la più grande area pedonale di Milano e una delle maggiori in Europa. Nel verde, da percorre a piedi o in bicicletta, senza auto. In superficie, oltre ai percorsi pedonali, si snoda la nuova pista ciclabile che collega il Monte Stella al centro della città, uno dei Raggi Verdi che ridefiniscono la mobilità cittadina su due ruote.

Un sistema di viabilità sotterraneo permette lo spostamento in automobile all’interno del quartiere e il collegamento verso l’esterno. I parcheggi, tutti interrati, sono oltre 7mila e rispondono alle esigenze di residenti, visitatori, e di chi abita i quartieri circostanti. Dai parcheggi residenziali l’accesso alle abitazioni è facile, sicuro ed esclusivo.

La totale pedonalità dell’area rende CityLife in grado di superare progetti all’avanguardia come lo Strøget di Copenhagen o centri storici car-free come quello di Gent, nelle Fiandre.

Scopri più sul progetto, cliccando qui>>

giovedì 1 settembre 2011

A Milano un quartiere a emissioni zero

CityLife, in costruzione sulle aree della ex Fiera Campionaria di Milano, è un quartiere ad emissioni zero: zero caldaie a gas, zero fonti di combustione, zero CO2, zero inquinanti nell’aria.

La risorsa primaria di energia è l’acqua:
da un lato il teleriscaldamento fornito da A2A per il riscaldamento e il raffrescamento nelle torri e per l’acqua calda sanitaria nelle residenze, dall’altro l’utilizzo di pompe di calore alimentate dall’acqua di falda per le stesse esigenze nelle abitazioni. E l’acqua di risulta del sistema di riscaldamento e condizionamento, riciclata, serve per l’irrigazione del parco, delle aree verdi condominiali e per gli scarichi dei servizi igienici.

Tutti gli edifici di CityLife hanno alte prestazioni energetiche, con pannelli fotovoltaici che riducono il consumo energetico necessario per il funzionamento degli impianti. Le Residenze sono certificate in Classe A, per le scelte di alimentazione e gli accorgimenti costruttivi, come l’isolamento termico garantito dai materiali di facciata.

Il profilo ecologico del quartiere è fortemente legato al grande Parco pubblico, terzo polmone verde del centro di Milano. Il Parco di CityLife assorbirà oltre 60mila kg/anno di CO2 e 800 kg/anno di inquinanti atmosferici. L’area ospiterà 2mila nuovi alberi scelti sulla base della loro capacità di migliorare la biodiversità e, integrandosi con i parchi del settore nord-ovest della città, attiverà la più importante rete ecologica di Milano, essenziale per la depurazione e ossigenazione dell’aria e per il riequilibrio ambientale urbano.

Scopri di più sul quartiere a emissioni zero >>

lunedì 7 febbraio 2011

Milano: case di lusso a zero emissioni

Le case di lusso di Milano in costruzione presso il nuovo quartiere CityLife sono dotate di teleriscaldamento: si tratta del primo esempio a Milano in cui l’intero sistema di raffreddamento e riscaldamento viene realizzato a emissioni zero, senza alcun tipo di combustione.
E' A2A Calore & Servizi, la società del gruppo A2A che si occupa di teleriscaldamento, a fornire l’alimentazione energetica.

Giuliano Zuccoli, Presidente del Consiglio di Gestione di A2A ha dichiarato: “Questa importante iniziativa si inquadra nell’ambito del progetto di sviluppo pluriennale del teleriscaldamento che A2A, con il forte sostegno e appoggio dell’amministrazione comunale, ha in corso di realizzazione sul territorio del Comune di Milano. Con questa realizzazione si coniuga al meglio l’esigenza di soddisfare, da un lato i fabbisogni energetici dei nuovi edifici che sorgeranno sull’area ex-Fiera e dall’altro di ottenere il minor impatto ambientale possibile sul territorio.”

L’acqua calda è fornita da A2A tramite un collegamento con la rete di teleriscaldamento proveniente dal termovalorizzatore Amsa di Figino - Silla 2, dove si attua il recupero energetico di calore pulito a partire dal calore residuo recuperato dall’impianto.

Questa realizzazione tecnologica consente di ridurre al minimo l’impatto ambientale sul territorio, riducendo a zero le emissioni inquinanti locali (polveri, ossidi di azoto, CO2 etc), di evitare l’installazione di caldaie convenzionali a gas, eliminando completamente tutti i camini e di garantire una maggior sicurezza di esercizio degli impianti.

“Con questa soluzione - continua Zuccoli - si soddisfa l’esigenza di CityLife di realizzare edifici con elevate prestazioni ambientali con il miglior rendimento energetico possibile al fine della certificazione energetica dei nuovi immobili.”
(da Cambiamenti climatici: Case di lusso e a emissioni zero a Milano CityLife)

Per saperne di più sul quartiere a emissioni zero, leggi qui >>

lunedì 10 gennaio 2011

Milano avrà un nuovo parco pubblico

Milano avrà un nuovo parco pubblico, nel quartiere di CityLife. L'intervento di verde urbano costituirà il terzo parco di Milano per dimensioni, dopo Parco Sempione e i Giardini Pubblici di Porta Venezia.

Ad aggiudicarsi il concorso internazionale di progettazione sono stati gli studi Gustafson Porter (Regno Unito) in gruppo con !Melk, One Works, con un progetto dal titolo Un parco fra le montagne e la pianura.

Al secondo posto si è classificato lo studio Proap (Portogallo) con il progetto Il meglio dei due mondi, e al terzo Atelier Girot (Svizzera), con il progetto Radura.
Gli altri gruppi di progettazione che hanno partecipato sono: Agence TER (Francia); Erika Skabar (Italia); Latitude nord (Francia); Latz + Partner (Germania) e Rainer Schmidt Landschaftsarchitekten (Germania). I soggetti invitati a partecipare al concorso erano stati individuati a luglio 2010, attraverso una selezione condotta congiuntamente dal Comune di Milano e da CityLife tra oltre 70 candidati, espressione delle eccellenze nel campo della progettazione di parchi a livello internazionale. Gli otto progetti sono stati esposti all’Urban Center dal 28 ottobre al 5 dicembre e la mostra ha registrato oltre 20.000 visitatori.
Duemila nuovi alberi assorbiranno oltre 40mila chili all'anno di Co2 e inoltre il quartiere Citylife sarà a impatto zero grazie al teleriscaldamento, all'utilizzo di acqua di falda, di pannelli fotovoltaici e al ricircolo dell'acqua per l'irrigazione.

Per saperne di più:
Leggi il comunicato stampa >>
Guarda le immagini della premiazione >>
Leggi il profilo del vincitore >>
Leggi il concept del progetto >>

giovedì 28 ottobre 2010

Lombardia: un territorio da tutelare

Tutelare le tipicità del territorio, rilanciare il turismo e favorire la riscoperta delle bellezze naturali di cui la Lombardia è ricca. Sono queste le principali richieste presentate all'assessore ai Sistemi verdi e Paesaggio della Regione Lombardia Alessandro Colucci, in occasione della terza tappa degli Stati generali dedicata ai Parchi montani (Orobie bergamasche e Colli di Bergamo, Alto Garda, Grigna settentrionale, Adamello e Orobie valtellinesi). La Lombardia vanta caratteristiche che la rendono un "unicum" nello scenario mondiale: è il punto più a nord del mondo dove si producono i capperi, ma è anche il luogo dove crescono piante e fiori come i limoni, l'agave e la stella alpina.

E' l'unica regione italiana che può vantare, proprio all'interno di uno di questi Parchi (quello delle Orobie bergamasche) una vera e propria Cattedrale vegetale interamente costruita con legno, chiodi e corde secondo l'antica arte dell'intreccio. Una cattedrale a 5 navate e 42 colonne costruita con 1.800 pali di abete, 600 rami di castagno, 6 mila metri di rami di nocciolo e 42 piante ai piedi del Monte Arera a Oltre Il Colle (Bg) a 1.200 metri di altitudine, realizzata da Giuliano Mauri, artista di fama internazionale.

"Regione Lombardia - ha detto l'assessore Colucci - vuole creare un collegamento tra le aree protette, per fare in modo che tutti i Lombardi possano conoscerle e diventarne così orgogliosi e soprattutto testimoni. La Lombardia offre possibilità diverse e fantastiche che spesso sono poco conosciute. E, proprio per fare in modo che tutti possano conoscere le nostre eccellenze, è quanto mai necessario lavorare insieme ascoltando il territorio".
"Tutto questo ovviamente - ha concluso Colucci - deve essere fatto avendo sempre ben presente che la salvaguardia dell'ambiente deve rimanere la priorità".

(Lombardia Notizie)

mercoledì 29 settembre 2010

Le 10 cose da sapere sulle lampadine a risparmio energetico

Paola Guidi, su Il Sole 24 Ore, ci svela le dieci cose da sapere sulle lampadine a risparmio energetico, che dal primo settembre, per volere dell'Unione Europea, hanno definitivamente rimpiazzato le vecchie lampadine elettriche a incandescenza.

1) 2016 addio vecchia lampadina
Da qui sino al 2016 le lampadine ad incandescenza e anche quelle alogene ad alto consumo dovranno scomparire del tutto, dai negozi e, in teoria, dalle case. Per alcune incandescenti il divieto di venderle è dilazionato sino al 2012 ma in ogni caso le sole lampadine da usare sono quelle fluorescenti a risparmio energetico e le alogene ad alta efficienza, già pronte sugli scaffali dei negozi da diverso tempo e quelle a Led (ancora sperimentali).

2) Grande, grandissimo risparmio
Quello sulla bolletta domestica è intorno ai 20 euro l'anno, mentre i risparmi "collettivi" europei in termini di minori emissioni di Co2 dovrebbero aggirarsi intorno ai 10 miliardi euro con un taglio della CO2 di ben 38 milioni di tonnellate non più immesse nell'atmosfera.

Il passaggio alle sorgenti luminose ad alto risparmio energetico presenta però qualche piccolo inconveniente da conoscere ed eventualmente da rimediare.

3) Le nuove lampadine danno meno luce
Si, è vero, la luce delle lampadine fluorescenti di qualsiasi tipo non è la stessa intensa e morbida delle incandescenti, ma più fredda e poco adatta per esempio agli effetti "architetturali". Basterà usare le alogene ad alta efficienza per avere splendidi risultati.

4) E meno calore
Si, perché solo il 5% dell'elettricità consumata dalle lampadine a incandescenza diventa luce, il resto si trasforma in calore. Tanto che d'inverno ne bastano 3-4 per alzare la temperatura mentre d'estate causano un piccolo aumento nei consnumi dei condizionatori….In Francia e in Germania invece è già stato messo in bilancio un piccolo aumento dei consumi invernali nel momento in cui tutte le lampadine a incandescenza saranno sostituite con quelle nuove.

5) Contengono mercurio
Si, a differenza delle incandescenti, e vanno smaltite con sistemi appositi (niente discariche, niente piattaforme ecologiche comunali). Quando una lampadina fluorescente si spacca il mercurio altamente volatile si diffonde immediatamente nell'ambiente e di conseguenza gli esperti raccomandano di ventilare il locale per circa 30 minuti. E di non toccare con le mani nude i frammenti. E' possibile acquistare lampadine fluorescenti con appositi "rivestimenti" antirottura.

6) E le radiazioni elettromagnetiche?
Sempre meno ma comunque gli esperti consigliano di tenere la fluorescente lontana dalla testa o di sostituirla con l'alogena a risparmio energetico.

7) Non per tutti gli usi
Dove occorre dare una luce direzionale, indirizzata su punti e superfici delimitate, dove occorre un'intensità luminosa elevata, le fluorescenti non sono l'ideale. In cucina sul piano di lavoro e di cottura per esempio occorre un'alogena atta a illuminare i dettagli e gli angoli meno in vista per evitare gli incidenti. In bagno, per operazioni che richiedono precisione e attenzione come la rasatura o il trucco, o per avere una illuminazione gradevole, niente lampadine fluorescenti, nemmeno quelle a luce cosiddetta "calda".

8) Dove vanno bene?
In tutti gli altri ambienti e in particolare nei corridoi, nelle scale, in cantina, in garage…perché possono funzionare continuativamente con minimi consumi; anzi, meno accensioni e spegnimenti hanno più durano e meno consumano. E anche all'esterno ma solo se non sono a rischio rottura o se hanno una schermatura protettiva.

9) Cosa usare dove non arriva l'elettricità?
Si possono applicare apposite strisce elettroluminescenti. Esistono pannelli di questo tipo, sottili, incollabili su pareti, mobili, scale e ovunque sia necessario: diventano vere e proprie sculture luminose.

10) Il futuro è il led
Non subito perché i Led costano ancora molto e non sono adatti per illuminare intensamente un ambiente, una superficie, uno spazio nel senso vero del termine. Nel giro di pochissimi anni però arriverà una versione a Led molto forte e soprattutto davvero "ecologica": niente mercurio, niente radiazioni elettromagnetiche, consumi infinitesimali ed effetti architetturali straordinari.

venerdì 10 aprile 2009

Sviluppo e risparmio energetico in Iran

Da oggi il Museo Nazionale d’Arte Orientale (Roma) ospita la mostra «Architettura sostenibile. L’altopiano iranico fonte di civiltà e ispirazione», evento dedicato agli scambi culturali tra l’Italia e l’Iran che, con l’intenzione di ampliare e consolidare l’amicizia tra i due popoli, mira ad incentivare lo sviluppo sostenibile e il risparmio energetico, mediante lo studio e la reinterpretazione in chiave contemporanea degli efficienti espedienti architettonici e dei materiali naturali tipici delle costruzioni di questa particolare zona dell’Iran. L’esposizione, curata dall’architetto Stefano Russo, si propone di indagare l’architettura e l’urbanistica tradizionale persiana, alla scoperta degli accorgimenti che l’uomo nei secoli ha ideato per creare edifici confortevoli e infrastrutture funzionali in un territorio particolarmente difficile dal punto di vista climatico. Tra queste particolari tecniche costruttive è necessario ricordare l’uso degli iwan (ambienti coperti che si aprono verso l’esterno o su un cortile) e dei porticati per creare ambienti esterni ombreggiati e freschi; la costruzione di cortili interni con giardini, vasche e fontane per raffreddare e umidificare l’aria circostante; l’utilizzo delle torri a vento (badghir) come espediente per il raffrescamento naturale degli edifici e di speciali «ambienti frigorifero»; la creazione di cisterne idriche ventilate; la fabbricazione di mulini ad acqua e a vento; i geniali fabbricati per la produzione e la conservazione del ghiaccio; l’utilizzo di canali sotterranei (qanat) per l’approvvigionamento dell’acqua; infine la realizzazione di fabbricati costruiti in terra cruda, un ottimo isolante naturale. Attraverso foto, piante e disegni esplicativi viene illustrata un’architettura antica, ma oggi più che mai attuale dal punto di vista della sostenibilità e bioclimaticità. La manifestazionesi è aperta ieri mattina con un convegno sull’architettura sostenibile iraniana. Sono intervenuti l’architetto Amedeo Schiattarella, Presidente dell'Ordine degli Architetti di Roma e Provincia, il professor Ahmad Sebt Hosseini dell’Università di Tehran e il professor Mohammad Taghi Rezayee Hariri, esperto di bioarchitettura. (da IlGiornale.it)

domenica 5 aprile 2009

“Con il sole riscalderò Novara"

Con un milione di presenze sono la comunità più popolosa d'Italia. Sono i romeni, sovente nell'occhio del ciclone dell'opinione pubblica. A volte, odiati. Altre ancora, derisi. Spesso, sfruttati. I recenti episodi di cronaca nera non hanno fatto altro che acuire il sentimento di ostilità. Ma la realtà disegna uno scenario ben diverso. Secondo gli ultimi dati elaborati dall'Osservatorio sull'Immigrazione della Regione Piemonte, negli 81 Comuni della provincia di Novara, i romeni censiti sono esattamente 2647. I dati rilevano una distribuzione sul territorio novarese eterogenea, ma con la massiccia presenza proprio nella città di San Gaudenzio, esattamente 729. Dai rilievi statistici forniti dalla Camera di Commercio di Novara emerge quanto sia crescente lo spirito imprenditoriale dei romeni: sono circa 258 quelli capaci di fondare dal nulla aziende, soprattutto medio-piccole. A farla da padrone è il settore dell'edilizia (167), a seguire quello manifatturiero (20) e poi quello relativo alle attività immobiliari e del noleggio (14). Florian, ad esempio, è un piccolo imprenditore romeno di 42 anni. Da 10 vive e lavora nella provincia di Novara. A Bucarest si laurea in ingegneria edile durante la feroce e sanguinaria dittatura di Ceausescu: la morte del dittatore comunista acuisce i già gravi problemi sociali ed economici del Paese. Florian è costretto ad arrangiarsi in un grosso magazzino di generi alimentari. Arriva nella città di San Gaudenzio perché, da qualche anno, ci sono alcuni suoi amici. Il suo inserimento nel tessuto connettivo, nonostante le difficoltà derivanti dalla lingua, è più che positivo. Non lamenta discriminazioni né per sé né per la moglie i due figli, uno dei quali nato proprio in Italia. I problemi sorgono, però, a livello burocratico e amministrativo. Florian afferma infatti che «la mancanza della figura di un rappresentante multi-lingue in Comune capace di comunicare causa, spesso e volentieri, intoppi».Il suo desiderio è quello di diventare un imprenditore edile. Le banche non gli concedono prestiti, ma lui non demorde. Appena giunto a Novara lavora, quindi, come manovale per conto di in un'impresa di costruzioni, poi decide di rischiare e mettersi in proprio. «Il mio intento - spiega Florian - è quello di allargare, se possibile, le dimensioni della mia azienda. Oggi, soprattutto nei periodi primaverili-estivi, l'impresa che dirigo conta 6 operai. In prospettiva, però, mi piacerebbe non solo avere un numero di dipendenti ancora maggiore, ma investire nell'energia solare perché, nell'occuparmi del consolidamento statico dei fabbricati antichi, ho scoperto che gran parte degli edifici hanno superfici sui tetti, capaci di ospitare pannelli fotovoltaici». (Da La Stampa)

Che cosa fanno i grandi gruppi petroliferi per l’ambiente. Questo è quello che l’Eni, su iniziativa dell’amministratore delegato Paolo Scaroni, dichiara di fare ogni anno.

venerdì 27 marzo 2009

Geometri, l'ambiente prima di tutto

L'Assemblea dei Presidenti e Consiglieri dei Collegi dei Geometri e Geometri laureati si riunirà il 2 aprile nell'ambito della «Ecopolis 2009» presso la Fiera di Roma. La manifestazione è dedicata al tema della città sostenibile. In questo ambito si svolgerà la tavola rotonda che vedrà la partecipazione di George Wolfgang Reinberg, architetto esperto in bioarchitettura, Norbert Lantschner – Direttore Casaclima, on. Angelo Alessandri (Presidente VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati), on. Ermete Realacci (Responsabile Ambiente del PD), Fausto Amadasi - Presidente Cassa Italiana Geometri, Fausto Savoldi - Presidente CNGeGL, Francesco Mazzoccoli – Direttore Geocentro/Magazine, Moderatore sarà Daniela Vergara - Giornalista del TG2.La tavola rotonda evidenzierà le attenzioni dei geometri all'ambiente ed al territorio con argomenti relativi alla natura urbana, al design urbano ed al rispetto dell'ambiente per quanto stabilito dalle nuove competenze del tecnico dell'edilizia, territorio ed ambiente, ed al risparmio energetico e certificazione su cui i geometri sono in prima linea fin dall'entrata in vigore della Legge n. 10/1991. George Wolfgang Reinberg, titolare dello studio di architettura in Vienna, ha progettato edifici sostenibili curando gli aspetti ecologici ed energetici. Il suo intervento alla tavola rotonda tratterà l'esigenza di porre estrema attenzione ai materiali, al sito e soprattutto alla necessità di tutelare l'ambiente e la salute delle persone che vivranno nell'edificio oggetto di intervento edilizio. Tali principi, alla base di ogni passo del progetto e della sua realizzazione, caratterizzano gli interventi dell'architetto pubblicati su numerose riviste di architettura in molti Paesi in Europa, in Messico ed in Giappone. Secondo Norbert Lantschner – Direttore di «Casaclima», gli edifici dissipano circa la metà dell'energia globale effettivamente consumata. Si continua ad agire in modo non programmato nonostante che le tecnologie per costruire abitazioni più parsimoniose dal punto di vista energetico siano già disponibili da molto tempo. Inoltre, grazie al risanamento energetico, negli edifici esistenti è possibile ridurre fino all'80% le emissioni di anidride carbonica prodotte dal riscaldamento e dai sistemi di produzione dell'acqua calda. Sarà approfondito il tema dello sviluppo attento al futuro ed illustrerà il progetto di soluzioni edilizie in grado di conciliare pienamente equità sociale, attenzione ecologica ed efficienza energetica mediante sistemi collaudati ed estremamente innovativi. Con l'obiettivo di «rottamare il petrolio» l'on. Ermete Realacci presenterà il disegno di legge di iniziativa di trenta deputati del Partito Democratico volto a disciplinare le urgenti misure per la minimizzazione della dipendenza energetica dal petrolio e la riduzione delle emissioni di Co2. Il DL prevede la delega al Governo per il coordinamento e la semplificazione delle disposizioni in materia di risparmio energetico e di uso delle fonti rinnovabili. L'iniziativa parlamentare vuole accelerare il passaggio verso un sistema energetico affrancato dalla dipendenza dagli onerosi ed inquinanti combustibili fossili.Sulla qualità della progettazione per gli edifici, la proposta di Legge che sarà illustrata dall'on. Angelo Alessandri, della Lega Nord, è finalizzata ad assicurare il risparmio energetico contestualmente alla tutela dell'ambiente interessato dagli interventi edilizi. La nuova normativa, di semplificazione e di maggiore rigore, costituisce un ulteriore passo avanti verso il benessere dei fruitori dei fabbricati in termini di maggiore economia sui consumi energetici e, soprattutto, di maggior benessere per chi li abita. Tanto da coniugare la certificazione energetica con la sostenibilità ambientale ed il benessere dei fruitori. Un nuovo marchio denominato «qualità casa» da applicare prioritariamente agli edifici residenziali anche un forte valore di orientamento del mercato immobiliare e delle locazioni.I lavori assembleari continueranno con gli interventi e l'ulteriore dibattito dei Presidenti e Consiglieri di Collegio. (Da Italia Oggi)

giovedì 26 marzo 2009

Ecco il “villaggio ecologico”

Il villaggio ecologico, quello che sorgerà al Ronzone nell’area ex Bargero, verrà presentato domani alle 21 al salone Tartara dal Comune, nell’ambito del più generale progetto che riguarda Ronzone - Eternot, che tratterà le principali tappe della trasformazione del quartiere da prettamente industriale a residenziale. I finanziamenti derivano da Stato e Regione e ammontano a circa 5 milioni e 827 mila euro. Sono stati suddivisi in progetti diversi, denominati «Ronzone.edu» che comprende la struttura della scuola materna e asilo nido che sta realizzando l’impresa Capra all’ex Piemontese oltre a quote di edilizia sperimentale; «Ribaltamento ecologico» che prevede opere di urbanizzazione con la riqualificazione di via XX Settembre e il villaggio ecologico appunto. Prevede 66 nuovi alloggi (42 dei quali finanziabili con fondi dei contratti di quartiere) divisi in 5 lotti, affidati ad Atc, imprese Geos e Capra che già hanno firmato l’atto definitivo di acquisto delle aree e le cooperative Ginestra e Unicapi, che devono ancora terminare l’iter d’acquisto. Queste ultime infatti avranno un incontro quanto prima con il Comune perchè hanno chiesto di fissare termini meno perentori per l’avvio e la fine del cantiere, vista la situazione di crisi economica attuale. Non vorrebbero che i maggiori costi ricadessero sui soci. Il villaggio ecologico rappresenta la vera novità che vedrà l’avvio nel 2009 e terminerà nel 2012: verranno realizzati 5 edifici residenziali plurifamiliari con edilizia sperimentale (coibentazioni in pannelli di fibra cellulosica, vetri riflettenti basso-emissivi, serre solari, impianti fotovoltaici, vasche recupero acque meteoriche, caldaie biocombustibili e materiali ecologici). Quelli realizzati da Atc, Unicapi e Geos sono finanziati con risorse di Stato e Regione, mentre il Comune darà un contributo alla realizzazione dei due edifici di cooperativa Ginestra e Capra, oltre al piano colore degli edifici privati di via XX Settembre. La cifra a disposizione per il villaggio è di 3 milioni e 496 mila euro (330 mila per il rifacimento di via XX Settembre e 2 milioni di euro per la scuola materna-asilo nido), con un totale di 5 milioni e 827 mila euro circa a fronte di un costo di 9 milioni e 490 mila.«E’ importante l’incontro di domani - commenta l’assessore all’Urbanistica, Riccardo Coppo - per arrivare a un recupero del quartiere condiviso, coinvolgendo i cittadini in un progetto che corrisponda alle esigenze degli abitanti e dell’intera città». (Da La Stampa)

L’energia responsabile secondo Paolo Scaroni, ad dell’Eni

giovedì 19 marzo 2009

Un omaggio all’architettura sostenibile di Renzo Piano

Chi meglio di Renzo Piano, architetto italiano famoso in tutto il mondo, può indicare la retta via dell’architettura verde del futuro? E la direzione del maestro è quella di sviluppare tecnologie amiche da fonti rinnovabili, che rendono energeticamente indipendente, favorendo una cultura del risparmio energetico. La perfetta sintesi di tutto ciò è il Museo di Scienze Naturali di San Francisco, nel bel mezzo del Golden Gate Park, opera dell’architetto italiano. Un esempio di come anche durante l’America di Bush contraria al protocollo di Kyoto, c’era un’America che “cercava di mettere la natura al centro delle cose”, come dice Renzo Piano in una lettera inviata all’amico Beppe Grillo. Il progetto di Renzo Piano è diventato realtà il 27 settembre 2008: il nuovo edificio ecocompatibile che combina centro di ricerca, museo di storia naturale, acquario e planetario, con all’interno 20 milioni di specie animali e vegetali, è stato inaugurato con il volo di 30 mila farfalle, metafore viventi della leggerezza e della trasparenza. E l’America ha applaudito l’architetto che persegue l’utopia di una bellezza ecologica. Oltre all’elogio del Time il progetto ha ricevuto anche il Platinum Award, cioè il massimo livello nel sistema di valutazione americano della qualità energetico-ambientale degli edifici. E’ lo stesso Renzo Piano ad illustrare il fantastico edificio del Museo americano. “L’idea di un tetto vivo, animato, che respira e dialoga con la natura circostante, su cui sono piantate 1,7 milioni di pianticelle autoctone della California, scelte tra le più resistenti alla siccità, l’ho ripresa da consuetudini antiche delle nostre campagne, delle nostre montagne. La massa di terra e lo strato di vegetazione sopra i tetti di notte accumula umidità, e diventa un isolante termico quando arriva il sole e il calore del giorno”. Il principio della flora e della fauna autoctone è quello che permette al tetto vivente di assolvere non solo alla funzione isolante e salvaenergia che un manto verde può assicurare, ma anche quella di risparmiare sulla manutenzione, non necessitando né di irrigazione né di fertilizzazione, e di supporto al ripristino dell’habitat locale. (da Yeslife.it)

giovedì 12 marzo 2009

Piano casa, bonus risparmio energetico per chi ristruttura?

Il piano casa che sarà approvato venerdì dal Cdm, sarà contenuto in una legge quadro. Gli obiettivi: un milione di nuovi proprietari e 5-6mila nuove case popolari. Nel piano è prevista una semplificazione delle procedure per ristrutturare la casa che sono sostituite da perizie giurate
Roma - Un milione di nuovi proprietari e cinquemila nuove case popolari. Questi sono alcuni degli obiettivi, a quanto apprende l’Adnkronos, che l’esecutivo intende realizzare attraverso il piano casa da 550 milioni che avrà il via libera domani dalla Conferenza Unificata.
Gli alloggi popolari Gli alloggi popolari interessati dal piano casa dovrebbero essere 5mila, ma potrebbero salire a 6mila le abitazioni interesta dal piano considerando anche interventi di ricostruzione. A riscattare l’immobile in cui vive potrebbe essere un milione di persone che oggi vive nelle case popolari. Per quanto riguarda invece il piano casa che sarà approvato venerdì dal Consiglio dei ministri, dovrebbe essere contenuto in una legge quadro di circa 30 cartelle.
Le procedure di ristrutturazione Nel piano sarebbe prevista una semplificazione delle procedure per ristrutturare la casa che saranno sostituite da perizie giurate. Inoltre, gli edifici esistenti potranno ampliare fino al 20% le cubature, mentre per gli edifici di oltre 20 anni l’aumento potrà arrivare al 30%, per chi adotterà criteri di edilizia ecologica e risparmio energetico. Infine il capitolo imposte: il contributo da versare subirà una sforbiciata del 20% che dovrebbe salire al 60% per le case destinate ad abitazione principale del proprietario o dei parenti, fino al terzo grado. (da il Giornale)

venerdì 27 febbraio 2009

La presentazione di Energethica alla Fiera diventa uno spot contro il nucleare

Parte il 5 marzo per tre giorni presso la Fiera del Mare di Genova la quarta edizione di Energethica, il Salone dell'energia rinnovabile e sostenibile. Dove con Energia rinnovabile e sostenibile si intendono quasi tutte le fonti di energia alternativa al petrolio e al combustibile fossile. Quasi tutte, in quanto dagli organizzatori del Salone sono state considerate come tali gli impianti solari, i parchi eolici, le centrali idro-elettriche, i moderni impianti a biomassa, biogas e quelli geotermici, nonché le celle a combustibile ad idogeno. Ma non il nucleare. All'interno del salone sarà infatti organizzato un apposito convegno («Economia, società e sicurezza: il costo del nucleare» 7 marzo ore 10) per dibattere sul nucleare, con una impostazione volta a questo unico obiettivo: «supportare le riserve sinora sottintese con argomentazioni che trascendono quelle ambientali ed etiche». In poche parole, mostrare come la scelta del Governo di tornare al nucleare sia sbagliata in quanto - si legge su tutti i comunicati - «a nostro avviso distrarrebbe dalla microgenerazione distribuita» ovvero «danneggerebbe i piccoli produttori, ridurrebbe i posti di lavoro e favorirebbe i rischi di incidenti bellici/terroristici». Netta la presa di posizione anche di Legambiente, con la sua campagna «Per il clima contro il nucleare» e delle Istituzioni a voce di Franco Zunino, assessore all'Ambiente della Regione Liguria: «La scelta del Nucleare è sbagliatissima da parte del Governo. Nucleare è fonte né rinnovabile, né pulita. Noi non la vogliamo, vogliamo solo energie rinnovabili pulite e questo ribadiremo durante Energethica».Non solo il NO al Nucleare; svariati altri temi che saranno toccati durante la tre giorni del Salone: dai cosiddetti «impianti domotici» (ovvero agli impianti ed efficienza energetica, in particolare con un controllo oculato della produzione di energia elettrica e termica), alle agro-energie (attività di produzione energetica da ambito agricolo); dalle bioarchitettura, ai trasporti, per arrivare anche ad un tema che tocca Genova da vicino, come quello dell'ottimizzazione energetica dei porti. Gli espositori esteri passeranno dall'8% della scorsa edizione al 22% di quest'anno: a fianco di Germania, Austria, Inghilterra e USA, si avranno anche gli stand di Paesi Bassi, Grecia Cina e India. L'internazionalizzazione del Salone - sottolineano gli organizzatori - è dovuta ad una scelta precisa: quella di fare di Energethica una esposizione non solo tecnica ma anche culturale. Per il programma dettagliato consultare il sito www.energethica.it. (Da Il Giornale)

giovedì 19 febbraio 2009

Rifiuti sottozero, da Napoli proposta per cambiare

Mila Andrade vantava il titolo di miglior insegnante delle Filippine, ora è in pensione, ha problemi respiratori. Si affatica e un po' si emoziona mentre racconta la sua storia: «Le aule della scuola si affacciano su un enorme svincolo autostradale dove passano milioni di veicoli. Vivo in un piccolo centro troppo vicino a Manila. Le automobili e i gas tossici della capitale mi hanno fatto ammalare. Poi ho scoperto che anche i gessetti che si usano in classe sono contaminati». Mila fa parte della delegazione filippina all'Incontro internazionale Rifiuti Zero, cominciato ieri a Napoli presso l'istituto Casanova. Rappresenta le associazioni che lavorano nelle comunità ma c'è anche il presidente della commissione Ambiente di Manila e la presidente della commissione per la pianificazione. «Nel nostra paese non è solo l'aria a essere contaminata - prosegue Mila - ma anche il suolo e le acque. Sono i fertilizzanti chimici prodotti dalle multinazionali e le monoculture a riso che stanno desertificando il paese, arrivando a inquinare anche il mare. Allora mi batto perché si utilizzino concimi naturali, stesso rendimento e nessun danno alla salute». Le scorie tossiche lasciate dalla Nato dopo l'abbandono delle basi hanno giocato un ruolo? «Non lo so. Erano in una zona isolata - precisa - il governo non vuole che se ne parli», e con le dita si chiude le labbra. Azzeramento dei rifiuti ma anche sostenibilità ambientale delle produzioni e responsabilità sociale del modello produttivo, questo il modello Rifiuti Zero come raccontano le storie testimoniate.La giornata d'apertura è dedicata alla definizione di un protocollo da adottare in ogni paese, in Europa ma anche nel resto del mondo. Sono i due membri della delegazione inglese a correggere ossessivamente punteggiatura e grammatica. Tutti d'accordo, invece, per un cambiamento del paradigma produttivo: basta usa e getta e spazio alla riparazione e riutilizzo degli oggetti. «A San Francisco - racconta Tania Levy - abbiamo introdotto la norma per cui chi produce contenitori non rinnovabili deve paga una tassa per il loro smaltimento». Le divergenze maggiori arrivano dalla definizione del ruolo delle imprese nell'affermazione delle pratiche Rifiuti Zero. Rick Anthony, protagonista dell'ecoconversione di Los Angeles, batte sul ruolo del mercato: se non c'è business, sia pure sostenibile, non c'è futuro per le buone pratiche, spiega, quindi bisogna convincere le imprese e poi lasciare a loro il compito di indirizzare, comandare il processo. Il verbo utilizzato, to lead, non va giù al rappresentate tedesco: in Europa le popolazioni, le imprese e le istituzioni competenti devono giocare un ruolo, ma a guidare il processo non può esserci il mercato. Mario Avoletto, provenendo dalla Rete campana, aggiunge un ulteriore carico di sfiducia chiedendo sistemi di controllo per le popolazioni. Nodi linguistici e filosofie politiche differenti emergono dietro ogni disputa nominale intorno al documento da sottoscrivere. Per la sintesi c'è tempo fino a domani, quando verrà presentata ufficialmente la bozza sui Principi per le comunità Rifiuti Zero.Il pomeriggio sono gli italiani a occupare la scena. La Rete nazionale presenta la campagna per la restituzione dei Cip6, circa il 7% della bolletta Enel sborsato per finanziare le fonti energetiche alternative finito, invece, nelle tasche dei petrolieri e dei costruttori di inceneritori: «Solo con i soldi pubblici questi impianti producono profitto - racconta Rossano Ercolini - togliendo il fieno speriamo di bloccarne la diffusione. Ma è anche uno strumento per sensibilizzare l'opinione pubblica. Stiamo parlando di 40 miliardi di euro». Il governo Berlusconi, sfruttando la crisi rifiuti napoletana, ha reintrodotto i Cip6 per Campania e Sicilia, nonostante il decreto legislativo 387 del 2003, che ha recepito la normativa europea, vieti di considerare "assimilabili" sistemi come gli inceneritori. Da oggi basterà presentarsi al Casanova con una bolletta Enel, un documento e firmare la delega, per partecipare alla causa contro il maggiore gestore italiano.La Rete locale, invece, ha cominciato ieri a introdurre il disastro campano: l'apertura forzata della discarica di Chiaiano da parte di Bertolaso fornisce un ottimo esempio per raccontare come scelte disastrose debbano essere imposte con l'uso della forza. Ma ieri è anche cominciata la discussione su un piano rifiuti alternativo che il movimento campano, guidato dall'architetta Paola Nugnes, ha messo a punto. Raccolta differenziata porta a porta al 65% entro il 2010 è il primo obiettivo, «un obiettivo praticabile - racconta ancora Mario Avoletto - come dimostrano gli esperimenti che abbiamo messo in atto nei quartieri napoletani di Ponticelli, Bagnoli e ai Colli Aminei, dove abbiamo raggiunto il 70% in due settimane e poi la conversione dei sette cdr in impianti per il trattamento a freddo: «Con un buon livello di separazione dell'immondizia si ottiene un compost di qualità da utilizzare nel territorio, devastato dagli sversamenti legali e illegali. Alla fine del processo si recupera il 90% dei rifiuti, la frazione restante diventa materiale inerte per l'edilizia, come accade già a Vadelago, in provincia di Treviso». Il piano verrà consegnato sabato al prefetto, nella veste di rappresentate del governo. «Bertolaso - conclude Mario - per noi non è più un interlocutore credibile, dovrebbe solo dimettersi». (Dal Manifesto)

lunedì 16 febbraio 2009

Genova, soluzioni sostenibili

Genova si prepara a ospitare la quarta edizione di «Energethica», Salone dell'energia rinnovabile e sostenibile in programma dal 5 al 7 marzo in Fiera. Tra le maggiori novità di questa edizione c’è Acquaethica, un’area dedicata all’utilizzo sostenibile e al risparmio dell’acqua. Acquaethica vuole fornire spunti di riflessione sulle tecniche di gestione e sul risparmio delle risorse idriche nei vari impieghi (industriale, civile, comunale, agricolo) e affrontare le nuove frontiere del tema watergy. Approfittando delle sinergie offerte da Energethica, Acquaethica metterà a disposizione dei visitatori un’area dimostrativa dedicata ai best praxis nel risparmio idrico con focus su edilizia e uso privato. Grazie ai tanti partner tecnici, sarà inoltre accompagnata da un convegno e interventi specifici per il pubblico in un’Isola delle Idee dedicata. Ritorna, ampliata, l’area dedicata all’edilizia sostenibile con il Cantiere Ecocasa, spazio dimostrativo del progetto Casa Ecologica in fase di realizzazione ad Albenga, concentrandosi, oltre che sugli aspetti strutturali della costruzione, anche su particolari di ambienti interni che presentano aspetti di innovazione, seguendo le tre macro aree energia - acqua - rifiuti. Per il settore della domotica ci si soffermerà invece sul tema della contabilizzazione del calore come mezzo di risparmio energetico nei condomini con riscaldamento centralizzato o teleriscaldati. Un ulteriore nuovo focus sarà l’area dedicata alle bioenergie, coordinata nei contenuti grazie alla collaborazione dell’Università di Genova. Nell'Area Mobilità saranno presentati e messi a confronto veicoli tradizionali ed elettrici, con la possibilità di prove pratiche nell'area test drive esterna. Da segnalare infine che presso lo stand dell'Università di Genova sarà possibile approfondire le linee guida per la concessione del marchio «Energethica». L' obiettivo della creazione del «Marchio di qualità energethica», sviluppato dal Thermochemical Power Group (Dimset) dell' Università è quello di potere contrassegnare con un simbolo di valore etico-energetico i progetti, gli impianti ed i componenti relativi all'energia oltre che le metodologie di utilizzo, trasporto e vendita dell ' energia stessa. L'acquisizione del marchio Energethica si ottiene presentando una relazione tecnica in grado di riassumere ed evidenziare gli aspetti peculiari che qualificano un'iniziativa come rispondente ai canoni ed ai criteri stabiliti dalle linee guida relative. (da "Finanza & Mercati)