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giovedì 15 luglio 2010

Nuova edizione del Premio Innovazione Amica dell'Ambiente

"Green Life, dai territori la costruzione dell'economia del futuro”. Questo il tema dell’edizione 2010 del Premio all'Innovazione Amica dell'Ambiente, promosso da Legambiente e Confindustria nell'ambito della Campagna SEE - Sustainable Energy Europe. Pubblicato il bando di iscrizione: il premio è rivolto alle imprese, alle amministrazioni pubbliche, ma anche ai centri di ricerca, ai liberi professionisti e alle associazioni di cittadini che producono beni o erogano servizi. Quest'anno riflettori puntati sulle eco-innovazioni di prodotto, di processo e di sistema che partano dalla ricerca di modelli di sviluppo in grado di preservare il capitale naturale, dalla cura e valorizzazione dei territori italiani, nel rispetto della legalità e con il coinvolgimento e la collaborazione di tutti gli interlocutori.

I vincitori avranno diritto all'uso del logo ‘Innovazione Amica dell'Ambiente’, la lampadina dalla foglia verde affiancata al ‘Cigno’ di Legambiente sulla comunicazione legata all'innovazione premiata, per la durata di un anno. Inoltre da quest'anno, Legambiente in collaborazione e con il supporto di META Group diventa Partner ufficiale del Cleantech Open Competition, concorso internazionale aperto alle innovazioni tecnologiche eco-sostenibili. Tra i candidati al Premio all'Innovazione Amica dell'Ambiente, verranno individuate quelle aziende le cui innovazioni, ritenute compatibili con i criteri espressi dal concorso californiano, potranno partecipare all'edizione 2010 del Cleantech Open. Sul sito www.premioinnovazione.legambiente.org è possibile scaricare il bando e consultare le schede tecniche degli oltre 1200 progetti candidati nelle passate edizioni. Le domande di partecipazione e le schede tecniche devono essere compilate direttamente online. Le iscrizioni sono aperte fino al 24 settembre 2010. Fanno eccezione le innovazioni che concorrono al tema ‘Abitare Sostenibile’ per le quali si accoglieranno le domande di partecipazione fino al 22 ottobre 2010.
(da http://efficienzaenergetica2008.blogspot.com)

martedì 15 giugno 2010

Con Alleanza Toro, l'assicurazione amica dell'ambiente

Notizia dal blog assicurazioniebanche.blogspot.com:

Dopo tanto parlare del nuovo board di Generali, con Cesare Geronzi presidente, ecco una nuova notizia sul gruppo assicurativo, stavolta a tema ecologico.
Alleanza Toro, in collaborazione con Legambiente ha deciso infatti di dare il suo contributo alla salvaguardia del Pianeta con il progetto "Toro eco casa".

Dal 18 maggio 2010 al 18 ottobre 2010, per ogni polizza assicurativa acquistata verrà piantato un albero nelle varie città italiane.

L’amministratore delegato di Alleanza Toro Luigi de Puppi ha così commentato la decisione:
"Il cambiamento climatico, i danni causati dall’inquinamento, la necessità di gestire in modo più responsabile le risorse naturali, sono problematiche che rendono sempre più viva la volontà di agire a favore dell’ambiente, e Alleanza Toro, crede fortemente nello sviluppo delle energie rinnovabili, convinta che la salvaguardia dell’ambiente sia una scelta irrinunciabile per costruire un futuro migliore, come dimostrano i nostri prodotti nati dalla crescente domanda del mercato per questo tipo di coperture assicurative e per tutelare chi si riconosce in questi valori"

venerdì 3 aprile 2009

Ma il carbone pulito è davvero pulito?

Il carbone è protagonista di un’operazione di Greenwash (le operazioni con cui si crea un’immagine verde) davvero intensa. Si sta cercando di “lavarlo” per trasformarlo in “carbone pulito” così da poter continuare ad utilizzarlo come combustibile rientrando nelle “fonti di energia rinnovabili e assimilate”. Un’operazione in corso sia in Italia che all’estero. Negli Usa la Americans for balanced energy choices ha cambiato nome in Coalition for clean coal electricity, pagando l’agenzia pubblicitaria R&R partners 35 milioni di dollari per promuovere il “carbone pulito”. Anche a Londra è avvenuto più o meno lo stesso: la Coal research centre è diventata Clean coal centre. Quello che onestamente bisognerebbe però dire è che il carbone pulito non esiste, o meglio che non è così pulito quanto si voglia far credere. Il carbone è il combustibile fossile più inquinante, responsabile del 41% delle emissioni di gas serra antropiche, e contribuisce a riscaldamento globale, deforestazione, distruzione di interi ecosistemi, malattie respiratorie, piogge acide, inaridimento dei terreni, inquinamento delle acque. I miglioramenti che la tecnologia darebbe trasformandolo in “carbone pulito” non sono certo clamorosi ma l’utilizzo sta crescendo anche in Italia. Non c’è dubbio che le emissioni di una centrale di nuovo tipo siano inferiori a quelle di un vecchio impianto (si riducono polveri, anidride solforosa e ossidi di azoto). Ma la CO2 viene abbattuta solo del 18% e le altre sostanze tossiche da cui viene lavato avranno un’altra destinazione, spostando il problema. Come viene spiegato anche in un Dossier di Legambiente, per ogni kWh di energia elettrica prodotto da una centrale a carbone, anche se dotata delle più moderne tecnologie, vengono prodotte non meno di 770 grammi di CO2, più di qualsiasi altra fonte. A parità di energia generata, una centrale a gas naturale a ciclo combinato emette circa la metà della CO2 (ancora meno da cogenerazione), e anche una centrale a olio combustibile di vecchia generazione fa meglio fermandosi a 700 grammi di CO2 per kWh. (Da Yeslife.it)

lunedì 30 marzo 2009

Eni e Legambiente, progetto comune per promuovere le rinnovabili

«Il futuro del Pianeta, gli scenari dell'energia» è un progetto avviato da Eni e Legambiente per individuare una posizione comune e un approccio costruttivo alle problematiche ambientali ed energetiche globali. La prima tappa del progetto è in programma il 2 aprile nell’aula magna del Politecnico di Torino, in un workshop intitolato «Anche il sole fa la sua rivoluzione». A parlare agli studenti sono stati chiamati nomi illustri della comunità scientifica internazionale tra i quali James Barber docente di biochimica dell’Imperial College di Londra, esperto di fotosistemi, Stefan Glunz capo del Dipartimento Silicon Solar Cells del Fraunhofer Institut fur Energiesysteme di Friburgo, Martin Green responsabile della ricerca fotovoltaica della University of New South Wales di Sidney e Mauro Vignolini responsabile del progetto Solare Termodinamico a Concentrazione di Enea. La conferenza rappresenta, come detto, la prima tappa di un progetto con cui l'Eni di Paolo Scaroni e Legambiente, nel rispetto reciproco delle proprie identità e ruoli, intendono porre le basi per un confronto propositivo sul terreno delle energie rinnovabili. L’obiettivo comune è, da una parte, stimolare una discussione scientifica di alto respiro e far emergere le nuove opportunità anche occupazionali che questa nuova frontiera rappresenta, e, dall’altra, promuovere presso l’opinione pubblica la grande valenza del risparmio energetico. (Da Finanza & Mercati)

venerdì 27 febbraio 2009

La presentazione di Energethica alla Fiera diventa uno spot contro il nucleare

Parte il 5 marzo per tre giorni presso la Fiera del Mare di Genova la quarta edizione di Energethica, il Salone dell'energia rinnovabile e sostenibile. Dove con Energia rinnovabile e sostenibile si intendono quasi tutte le fonti di energia alternativa al petrolio e al combustibile fossile. Quasi tutte, in quanto dagli organizzatori del Salone sono state considerate come tali gli impianti solari, i parchi eolici, le centrali idro-elettriche, i moderni impianti a biomassa, biogas e quelli geotermici, nonché le celle a combustibile ad idogeno. Ma non il nucleare. All'interno del salone sarà infatti organizzato un apposito convegno («Economia, società e sicurezza: il costo del nucleare» 7 marzo ore 10) per dibattere sul nucleare, con una impostazione volta a questo unico obiettivo: «supportare le riserve sinora sottintese con argomentazioni che trascendono quelle ambientali ed etiche». In poche parole, mostrare come la scelta del Governo di tornare al nucleare sia sbagliata in quanto - si legge su tutti i comunicati - «a nostro avviso distrarrebbe dalla microgenerazione distribuita» ovvero «danneggerebbe i piccoli produttori, ridurrebbe i posti di lavoro e favorirebbe i rischi di incidenti bellici/terroristici». Netta la presa di posizione anche di Legambiente, con la sua campagna «Per il clima contro il nucleare» e delle Istituzioni a voce di Franco Zunino, assessore all'Ambiente della Regione Liguria: «La scelta del Nucleare è sbagliatissima da parte del Governo. Nucleare è fonte né rinnovabile, né pulita. Noi non la vogliamo, vogliamo solo energie rinnovabili pulite e questo ribadiremo durante Energethica».Non solo il NO al Nucleare; svariati altri temi che saranno toccati durante la tre giorni del Salone: dai cosiddetti «impianti domotici» (ovvero agli impianti ed efficienza energetica, in particolare con un controllo oculato della produzione di energia elettrica e termica), alle agro-energie (attività di produzione energetica da ambito agricolo); dalle bioarchitettura, ai trasporti, per arrivare anche ad un tema che tocca Genova da vicino, come quello dell'ottimizzazione energetica dei porti. Gli espositori esteri passeranno dall'8% della scorsa edizione al 22% di quest'anno: a fianco di Germania, Austria, Inghilterra e USA, si avranno anche gli stand di Paesi Bassi, Grecia Cina e India. L'internazionalizzazione del Salone - sottolineano gli organizzatori - è dovuta ad una scelta precisa: quella di fare di Energethica una esposizione non solo tecnica ma anche culturale. Per il programma dettagliato consultare il sito www.energethica.it. (Da Il Giornale)

martedì 24 febbraio 2009

Soldini spiega la sua «eco-barca»

Questa sera allo Spazio Oberdan, viale vittorio Veneto 2, il velista Giovanni Soldini incontrerà il pubblico per parlare della sua ultima imbarcazione, che funziona ad energia solare. La serata s’inserisce nell’ambito della rassegna di film, incontri e spettacoli «Energia verde al cinema», organizzata dal Circolo Baciati dal sole di Legambiente, sulle energie rinnovabili e la sostenibilità ambientale.

lunedì 9 febbraio 2009

Venerdì ore 18, si spengono le luci

Venerdì 13 febbraio torna per il quinto anno «M’illumino di meno» E prende il via la settimana di sensibilizzazione promossa da Legambiente sullo sviluppo sostenibile
Sette giorni d’iniziative disseminate su tutto il territorio nazionale per rispettare gli obiettivi di Kyoto: più energia verde, niente sprechi e più mobilità sostenibile sono le linee guida che ispirano tutti gli eventi di sensibilizzazione e di informazione sulla «febbre del Pianeta». È la quinta edizione della Settimana Amica del Clima, la campagna di Legambiente che con il sostegno di diversi sponsor mobilita i cittadini con iniziative mirate. In scena dal 13 al 20 febbraio, si articola lungo un’intera settimana per festeggiare il compleanno di Kyoto (accordo globale per combattere gli effetti dei mutamenti climatici entrato in vigore il 16 febbraio 2005). (Da Finanza & Mercati)

Che cosa fanno i grandi gruppi petroliferi per l’ambiente. Questo è quello che l’Eni, ad esempio, su iniziativa dell’amministratore delegato Paolo Scaroni, dichiara di fare ogni anno.

venerdì 6 febbraio 2009

«La crisi? Una opportunità per lo sviluppo sosstenibile

Da Liberazione

Per chi avrà la capacità di guardare lontano, per chi avrà il coraggio di fare ora la scelta dello sviluppo sostenibile, la crisi economica potrebbe rappresentare un'occasione importante. Questo il messaggio lanciato ieri a Roma, da Cgil e Legambiente, al governo e alle organizzazioni imprenditoriali del paese. Con la presentazione alla stampa del documento congiunto "Contro la crisi: per combattere la recessione, creare lavoro, vincere la sfida climatica", il mondo del lavoro e l'impegno per la difesa ambientale sintetizzano un lungo percorso di collaborazione, decretando, se ancora ce ne fosse bisogno, il superamento della dialettica tra sviluppo industriale e sostenibilità. «Il nostro obiettivo è salvaguardare l'occupazione - ha spiegato Paola Agnello Modica, della segreteria nazionale Cgil - e anzi creare nuove prospettive di lavoro e di sviluppo, che siano compatibili con l'obiettivo climatico. Non vogliamo fornire una ricetta salvifica, ma abbiamo delle proposte concrete, immediatamente cantierabili, che potrebbero sollevare anche i bilanci delle famiglie». Di fronte a un governo che si appresta a varare misure anticrisi, giudicate insufficienti sul piano economico e sbagliate su quello strategico, l'approccio della proposta interessa per la capacità di individuare azioni, da realizzarsi nel breve periodo, che si tradurrebbero in benefici prolungati nel tempo. In cifre, attuando questo programma, si valuta un recupero di 15 miliardi di euro, equivalenti all'1% del Pil, e la creazione di 350mila posti di lavoro.Quattro le misure correttive dell'attività di governo formulate nel progetto: una inversione ragionata delle priorità sull'uso delle risorse nazionali ed europee (in primis la verifica sull'urgenza delle grandi opere); la ripresa della lotta all'evasione fiscale e contributiva, con particolare riguardo alle economie criminali che sempre di più riguardano il settore ambientale; la richiesta di una riqualificazione vera della spesa nella Pubblica Amministrazione, bandendo la teoria del "fannulloni" e concentrandosi di più sulla razionalizzazione delle risorse; il contrasto agli sprechi in tutti i settori pubblici e privati, compresi i cittadini, che il governo spinge ancora, in modo irresponsabile, a consumare ad ogni costo. «Il governo sta sottovalutando la portata della crisi e continua a proporre una visione ottimistica - ha commentato il segretario nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dozza - limitandosi ad aspettare che passi 'la nuttata'. Non si tiene conto che dopo questa crisi il modello vincente sarà diverso da quello liberista, che ne è la causa sostanziale».L'attuazione di queste misure di carattere generale è, secondo i relatori, prioritaria in alcuni settori chiave della vita collettiva e ancora ad elevata impronta ecologica. Trasporti, energia, risorse idriche, ciclo dei rifiuti, ecoedilizia e efficienza energetica degli edifici, sicurezza ambientale e della salute, sono tutte voci che incidono pesantemente sui bilanci economici e ecologici, richiedendo spesso interventi ex post, legati alle emergenze, più onerosi delle possibili prevenzioni. Questi settori sono anche quelli che hanno le maggiori potenzialità di sviluppo: se incentivati all'innovazione possono fungere da volano per la ricerca e la produzione di qualità, aprendo ampie prospettive di lavoro per le nuove generazioni.

giovedì 22 gennaio 2009

La scuola ecologista da oggi funzionerà con l´energia solare

Questa mattina il "battesimo" della struttura ricavata riciclando cellulari dismessi, dice Repubblica

La direzione didattica del quartiere Cruillas sarà la prima di sei scuole italiane a sfruttare l´energia di un impianto fotovoltaico grazie al progetto "My future: sei scuole dal futuro luminoso" che vede la collaborazione di Vodafone, Enel e Legambiente. Un progetto che fa parte di una campagna di sensibilizzazione ambientale più ampia che prende il via dall´idea di raccogliere vecchi telefonini per «trasformarli» in energia pulita utile alle scuole. Sul tetto della sede centrale di via Salerno è stato installato in questi giorni un impianto fotovoltaico realizzato con materiali riciclati dai cellulari dismessi capace di produrre mediamente oltre sette mila kilowattora all´anno, consentendo così all´istituto un grande risparmio economico e riducendo l´emissione in atmosfera di circa cinque tonnellate di anidride carbonica all´anno. L´inaugurazione ufficiale della struttura è stata organizzata per stamattina alle 10,30 con la partecipazione di alcuni referenti dell´amministrazione comunale e dei partner del progetto. «Abbiamo atteso - dice la dirigente Rita Napoli - questo momento con trepidazione. I ragazzi si sentono protagonisti dell´evento e ne vanno orgogliosi. È un grande successo per la nostra scuola e sicuramente anche per tutto il quartiere». A Palermo seguiranno, entro la fine del mese e gli inizi del prossimo, le città di Agrigento, Comacchio, Grosseto, La Spezia e Pesaro. «È stata Legambiente - dice la Napoli - a segnalarci alla Vodafone come scuola meritevole di prendere parte a quest´avventura. Da anni, infatti, lavoriamo sistematicamente con questa associazione e siamo impegnati con i docenti e con tutti gli alunni su progetti che hanno l´obiettivo di proteggere l´ambiente e di sensibilizzare i residenti del quartiere su queste tematiche». «L´impianto fotovoltaico - racconta la preside - consentirà alla scuola di funzionare solo con l´energia solare. Si tratta di una scuola molto grande che poggia su una superficie di più di nove mila metri quadrati. E addirittura l´energia prodotta supererà il nostro fabbisogno e il ritorno economico che avremo sarà rinvestito in progetti a favore della tutela dell´ambiente». Per esempio sono stati gli oltre settecento bambini della Cruillas a bonificare il prato verde attorno alla scuola che era diventato negli anni una discarica abusiva.

giovedì 11 dicembre 2008

Gas serra, rimandata l'Italia: 44esima al mondo

Da Il Giornale

Il nostro Paese perde tre posizioni rispetto allo scorso anno precedendo di poco Polonia e Cina e avvicinandosi alle maglie nere di Usa e Arabia Saudita. Sotto accusa di Legambiente il deficit nei trasporti, le poco incisive politichecontro le emissioni di CO2 e il ritorno al carbone
Roma - Sempre più giù. Italia in caduta libera nel Climate Change Performance Index del German Watch, il rapporto internazionale che valuta la qualità degli interventi per la riduzione dei gas serra nei Paesi industrializzati ed emergenti realizzato con la collaborazione di Legambiente. L'Italia - che perde terreno rispetto alla scorso anno quando era al 41esimo posto - precede di poco Paesi come la Polonia e la Cina e ha le stesse performance negative del Giappone. Lo studio, che si sofferma sugli interventi positivi e strutturali di ogni singola nazione nel campo della lotta al riscaldamento globale, ci mette al 44esimo posto sui 57 Paesi a maggiori emissioni di CO2 (che insieme producono oltre il 90% dei gas serra a livello mondiale). Svezia, Germania e Francia sono il terzetto di testa. In quarta e quinta posizione, a sorpresa, ci sono India e Brasile. Mentre le ultime posizioni sono di Arabia Saudita, Canada e Usa.
Le critiche "Una performance disastrosa - sottolinea Legambiente, una delle associazioni ambientaliste internazionali che ha collaborato alla stesura del rapporto - che rispecchia il cronico ritardo del nostro Paese nel raggiungimento degli obiettivi fissati dal Protocollo di Kyoto". A spingerci così in basso in questa graduatoria sono l'assenza di una strategia complessiva per abbattere le emissioni di CO2, una politica energetica che punta sull’aumento dell’uso del carbone, il deficit di trasporti a basse emissioni. A 11 anni dalla firma del Protocollo di Kyoto c’è la constatazione che l'Italia è uno dei Paesi europei dove i gas serra sono cresciuti rispetto ai livelli del 1990 (+9,9%), nonostante il trattato internazionale imponga un taglio del 6,5%.
Punti forti "A salvare l'Italia dagli ultimissimi posti della classifica - sottolinea ancora Legambiente - le poche ma importanti misure adottate in questi anni, come il conto energia per la promozione del fotovoltaico o gli incentivi del 55 per cento per l'efficienza energetica. E la situazione dell'Italia - come sottolinea il rapporto -potrebbe presto diventare ancora peggiore, anche per il ruolo all'interno dei negoziati internazionali in corso. Insieme alla Polonia l'Italia è il paese che merita il giudizio più negativo sul piano internazionale per i ripetuti tentativi di sabotare il pacchetto energia e clima dell'Unione europea".

giovedì 30 ottobre 2008

Energie rinnovabili per la valorizzazione delle isole minori

Il protocollo d’intesa siglato nel mese di febbraio da Legambiente e Ancim (Associazione Nazionale Comuni Isole Minori), per la protezione e lo sviluppo sostenibile, rappresentava un avanzato punto di incontro per affrontare in maniera innovativa le sfide ambientali e sociali che hanno di fronte le isole minori italiane. Il confronto riguardante l’energia delle piccole isole, sulla carta, era stato molto promettente, ma cosa è realmente cambiato dopo questo accordo?
Legambiente sostiene che nonostante il protocollo Dupim (documento unitario programmatico isole minori) sia stato siglato, nell’isola di Capri le amministrazioni comunali remano in direzione opposta. Nella regione Campania molti comuni isolani, tra cui Anacapri, stanno conducendo una battaglia contro i pannelli solari, mentre pensate che a Capri è ancora in funzione una inquinantissima centrale elettrica a gasolio!
L’ultimo Dupim ha dato la possibilità di ottenere finanziamenti per i Comuni isolani che avessero presentato progetti volti alla sostenibilità ambientale: pensate che nessuno dei due comuni dell’Isola di Capri ha presentato alcun progetto, perdendo così un’ottima occasione. In passato inoltre sono stati erogati fondi per finanziare opere – tuttora in progress – che avrebbero dovuto migliorare il profilo ambientale dell’isola: ma mentre a Capri da anni si cerca di partire con la costruzione di un’isola ecologica, nel comune gli stessi fondi vengono utilizzati per scopi diversi. (dal sito yeslife.it)

venerdì 10 ottobre 2008

Piemonte, “Uniamo le Energie” per imparare il risparmio

La manifestazione itinerante «Uniamo le Energie», promossa dalla Regione, fa tappa a Vercelli con l’inaugurazione del «Villaggio dell’energia», avvenuta ieri nel piazzale alle spalle della basilica di Sant’Andrea. L’area espositiva di circa 500 metri quadrati, visitabile fino a domenica, ha l’obiettivo di promuovere e diffondere informazioni e nozioni pratiche sul risparmio energetico, sullo sviluppo di energie rinnovabili, sull’inquinamento e sugli sprechi di risorse, puntando sull’impatto che queste realtà hanno sulla vita quotidiana. Il Villaggio si divide in due sezioni: un’area espositiva all’aperto e un padiglione che ospita l’Info-container del museo «A come Ambiente» e la mostra «Di che energia sei?». All’esterno della tenso-struttura sono stati installati gazebo di aziende, enti e associazioni che operano nel campo delle energie rinnovabili e della salvaguardia dell’ambiente, come ad esempio gli stand di Legambiente e dell’Agenzia provinciale per l’Energia del Vercellese e della Valsesia (Apevv). All’interno del padiglione invece pannelli esplicativi e video (una delle clip vede protagonista il trasformista Arturo Brachetti) accompagnano il visitatore in un percorso finalizzato a scoprire a che grado di ecocompatibilità corrispondono le sue abitudini e in che modo migliorarle, utilizzando semplici accorgimenti e attenzioni. Conclude il percorso l’Info-container che presenta una vera e propria scenografia teatrale in cui il pubblico, spesso composto da giovanissimi, viene coinvolto in giochi, quiz, esperimenti e animazioni con lo scopo di far riflettere lo spettatore sulle abitudini energetiche singole e collettive. Il «Villaggio dell’energia» è visitabile oggi e domani dalle 9 alle 19 e domenica dalle 9 alle 13. La tappa vercellese dell’iniziativa regionale coincide con la manifestazione «Sundays 2008», curata dalla Provincia e dedicata alla promozione dell’energia solare, che prevede l’esposizione di pannelli fotovoltaici e di veicoli a basso impatto ambientale nella giornata di domenica (dalle 9 alle 18) all’interno del Villaggio. Nell’ottica del coinvolgimento di scuole, istituzioni e imprese in questa quattro giorni dedicata all’energia e all’ambiente hanno organizzato per la giornata di oggi un convegno ricco di appuntamenti. Alle 11 nell’auditorium dell’Itis Faccio si svolgerà l’incontro con le scuole superiori per discutere dell’energia del futuro: parteciperanno al dibattito l’assessore regionale all’Industria, Energia e Ricerca Andrea Bairati e Gabriele Beccaria, responsabile del supplemento «Tuttoscienze» de La Stampa. Nel pomeriggio, alle 15, si svolgerà il workshop rivolto ad istituzioni, associazioni di categoria, professionisti ed imprese nella sala del Consorzio della Baraggia nel palazzo Pasta di via Duomo. Relatore la presidente della Regione Mercedes Bresso che anticipa l’intervento sottolineando l’importanza dell’impegno congiunto istituzioni-imprese: «La Regione farà la sua parte, aiutando le imprese che investono in fonti rinnovabili, potenziando la domanda pubblica e sostenendo chi deciderà di ristrutturare o costruire le proprie case con materiali e soluzioni a basso impatto energetico». (Da La Stampa)

giovedì 18 settembre 2008

Legambiente, c'è ritardo sulle energie rinnovabili

"Negli ultimi due anni c'e' stata una inversione di tendenza nel Paese in termini sia di riduzione dei consumi di petrolio, a vantaggio del gas e del carbone, sia complessivamente di riduzione delle emissioni di CO2 perche' comunque sono aumentati gli interventi nelle energie rinnovabili, eolico in particolare". E' lo scenario delineato dal presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza che stamani ha partecipato al convegno sull'energia rinnovabile promosso nell'ambito della Fiera del Levante, dice l'Agi. "E' vero che in Italia c'e' ancora un enorme gap rispetto al resto d'Europa - ha proseguito - rispetto ai 35 metriquadri di fotovoltaico in Europa, in Italia siamo ancora 9 metriquadri per abitante, evidentemente le preoccupazioni su incidenze negative su paesaggi sono un po' premature. Quello che non si sta facendo - ha detto ancor Cogliati Dezza - sono gli interventi complementari alle energie rinnovabili, anche perche' nessuno puo' pensare che queste da sole siano in grado di risolvere il problema della CO2. Penso che il settore dei trasporti che da solo contribuisce per piu' del 30% alle emissioni di CO2 il che significa mobilita' urbana, etc. sui cui le Regioni molto possono fare, anche se ovviamente c'e' bisogno di un intervento dello Stato".