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martedì 8 gennaio 2013

Eni ed Enel, insieme per le auto elettriche

Enel ed Eni hanno firmato l’intesa sulla possibilità di installare le colonnine Enel (in particolare la EnelFast da 43kw) nelle stazioni di servizio della società a cui fa capo Paolo Scaroni.
Questo accordo potrebbe rovesciare gli equilibri internazionali per quanto concerne la diffusione e l’impiego dell’auto elettrica. Se le ultime stime vedevano l'Italia in coda rispetto al resto d’Europa, l’accordo tra Eni ed Enel potrebbe dare una sferzata all’economia domestica.Sarà possibile ricaricare le auto in mezzora. Se poi si pensa al numero di stazioni che Eni possiede sul territorio italiano (4.700 di cui 127 negli assi autostradali), si comprende immediatamente la potenzialità di sviluppo di un accordo di questo tipo.
"Con questo accordo si dà nuovo impulso alla disponibilità della ricarica, un fattore determinante per gli automobilisti nella scelta di qualsiasi tipo di auto", spiega Fulvio Conti, amministratore delegato di Enel. Questo accordo, insomma, consentirà di sviluppare sempre più sia la tecnologia che i servizi.
La prima installazione è prevista a marzo, probabilmente in Emilia Romagna.

venerdì 24 agosto 2012

Dal Ministero 5 punti per lo sviluppo sostenibile

Una strategia in 5 punti per lo sviluppo sostenibile dell'Italia. Il ministero dell'Ambiente sul proprio sito pubblica le strategie politiche e misure gia' individuate e in corso di elaborazione. I 5 punti, che il ministro Corrado Clini portera' domani in Cdm nell'ambito del piano crescita discusso dal Governo, sono: la 'decarbonizzazione' dell'economia italiana, la sicurezza del territorio, il recupero e la valorizzazione delle aree industriali dismesse in zone urbane soggette a bonifica, la gestione integrata dei rifiuti e la gestione integrata delle risorse idriche. In particolare per la "decarbonizzazione" dell'economia, oltre a un pedaggio differenziato per gli autoveicoli, tra gli obiettivi, lo sviluppo della filiera nazionale delle tecnologie "verdi", prioritariamente nei settori energetici e della chimica "verde", transizione del sistema energetico nazionale verso sistemi distribuiti di trigenerazione (elettricita', calore e freddo) ad alto rendimento con lo sviluppo contestuale di reti intelligenti locali (smart grids), eco efficienza nell'edilizia, modifica delle modalita' di trasporto di merci e persone a favore di ferrovia e cabotaggio, recupero e valorizzazione dei rifiuti, promozione dell'esportazione di tecnologie "verdi". Per la sicurezza del territorio, Clini individua due obiettivi: prevenzione dei rischi, sulla base di mappe aggiornate della vulnerabilita' e revisione degli usi del territorio in relazione alle mappe di vulnerabilita'. Per il recupero e la valorizzazione delle aree dismesse soggette a bonifica, le misure da discutere prevedono la semplificazione delle procedure in materia di bonifica dei siti inquinanti in aree urbane e prevedono l'estensione progressiva a tutti i Siti di interesse nazionale (Sin) della procedura adottata con l'Accordo di Programma per Porto Marghera.

martedì 5 giugno 2012

Giornata mondiale dell'ambiente

Da Ansa:
Sono 40 anni che l'Onu festeggia la Giornata mondiale dell'Ambiente. E, da quando venne deliberata dall'Assemblea generale riunita a Stoccolma nel 1972, oggi più che mai punta sul futuro. In particolare sull'economia 'verde', quella fatta dalle nuove eco-tecnologie capaci di alleggerire il peso del carbonio nella società, di tenere sotto controllo la temperatura del Pianeta, e magari di portarci fuori dalla crisi.
In quel prossimo futuro ha messo il naso il rapporto lanciato da Greenpeace sull'energia che ci attende, senza fonti fossili senza petrolio né nucleare ma con tante fonti rinnovabili da fornire elettricità a 2 miliardi di persone ora al buio e con i trasporti dominati dall'eco-automobili. Come se non bastasse quest'anno il mondo si riunirà dal 20 al 22 giugno a Rio de Janeiro per un 'doveroso' tributo allo sviluppo sostenibile, esattamente 20 anni dopo il summit della Terra del 1992 (ed è per questo che il vertice viene definito Rio+20).
Il report di Greenpeace 'Energy [R]evolution 2012' disegna uno scenario degno di una vera e propria 'rivoluzione', quella delle rinnovabili, che nel 2030 potrebbe coprire "il 37% della domanda globale di elettricità, con una capacità installata di 7.392 Gigawatt (GW)". E a lungo termine "il 94% dell'elettricità potrà essere prodotto" da fonti pulite, le quali saranno "significativamente più economiche". Inoltre viene previsto "un tasso di occupazione crescente: il 65% dei posti di lavoro nel settore energetico al 2030 saranno garantiti dalle fonti rinnovabili" (4,8 milioni di posti in più al 2020). Si avrà, spiega ancora il report, "un risparmio annuo globale di 1.320 miliardi di dollari" per il mancato uso dei combustibili fossili.
Greenpeace mette a punto una 'road map' per raggiungere i target di riduzione delle emissioni di CO2 (meno 80% al 2050), la dismissione del nucleare e lo stop alle fonti fossili (soprattutto alle risorse di petrolio di Artico e Mediterraneo). La riduzione dei combustibili fossili passa, secondo l'associazione targata arcobaleno, anche attraverso veicoli più efficienti. In particolare, si dovrebbe usare più energia rinnovabile per alimentare i veicoli e adottare standard elevati per l'efficienza dei motori (solo in Ue i consumi potrebbero ridursi del 40%).
Lo slogan dell'edizione di quest'anno della Giornata mondiale dell'Ambiente chede a tutti noi di avvicinarsi alla natura: 'Economia verde: ti include?'. Quest'anno il cuore della festa sarà in Brasile: un Paese ormai diventato una grande economia emergente e pronto ad essere più 'verde' (dal riciclo dei rifiuti alle rinnovabili e ai biocombustibili), con davanti a sé enormi sfide ambientali (come la deforestazione illegale dell'Amazzonia e l'inquinamento delle metropoli). Il culmine sarà poi tra 15 giorni quando a Rio de Janeiro si alzerà il sipario sul summit delle Nazioni Unite dedicato alla sostenibilità e in cui si tenterà di far passare il messaggio che per misurare il benessere non basta più soltanto il Pil.

lunedì 4 giugno 2012

Paolo Scaroni: contro il caro-benzina occorre ridimensionare i consumi

Paolo Scaroni, amministratore delegato dell'Eni, mi ha fatto pensare, con il discorso fatto durante il convegno al Day Rotary Patavini.
Secondo Scaroni il caro benzina dipenderebbe anche dal nostro stile di vita. Infatti non riusciamo a farne a meno e ne consumiamo così tanta, nonostante i rincari, che la benzina era e resta necessaria, quindi preziosa e costosa.
"Ci lamentiamo per l'eccessivo costo della benzina? Se il prezzo è considerato elevato, la colpa va attribuita al nostro stile di vita. Non siamo disposti, infatti, a rinunciare a nulla: ciò significa che il petrolio non ha raggiunto ancora un costo tale da essere ritenuto insostenibile e da provocare, quindi, un mutamento del nostro modo di vivere".
"In 20 anni - ha precisato Paolo Scaroni - il costo del petrolio è cresciuto di dieci volte, eppure i consumi non sono calati”.

giovedì 31 maggio 2012

Un km in bici fa guadagnare la società, in macchina la fa perdere

Uno studio danese ha considerato l’impatto economico della mobilità dal punto di vista delle due ruote e delle quattro.
Copenaghen è una delle città più ecosostenibili d’Europa. Visitandola ci si rende conto di quanto l’Italia possa ancora fare in termini di mobilità ciclistica.
Ma in Danimarca si studiano anche gli effetti positivi dell’andare in bici: ciò che è emerso, attraverso complessi calcoli incrociati, è che ogni chilometro percorso in bici porta un guadagno economico netto di 42 centesimi alla società. Mentre se la stessa distanza si percorre in auto genera una perdita di 3 centesimi per tutta la comunità.
Nella complessa equazione sono incluse sicurezza, comfort, turismo, salute e trasporti per tutti i cittadini. Secondo i parametri economici il risparmio, in termini di assicurazioni e salute, inciderebbe notevolmente sul PIL e sulla spesa sanitaria.
Copenaghen è una città con 1 milione e mezzo di abitanti, dove l’80% della popolazione usa la bicicletta e rende quindi in termini economici qualcosa come 200 milioni di euro di risparmio.
Secondo i calcoli ogni persona genera 150 euro di risparmio.
Ecco perché a Copenaghen investono molto di più in piste ciclabili che in strade. Sul medio e lungo periodo è il modo migliore per ridurre la spesa. E in tempi di crisi è un dato importante.

giovedì 22 settembre 2011

La più grande area pedonale di Milano e una delle maggiori in Europa

CityLife, il nuovo quartiere di Milano in costruzione sull'area dell'ex Fiera Campionaria , è la più grande area pedonale di Milano e una delle maggiori in Europa. Nel verde, da percorre a piedi o in bicicletta, senza auto. In superficie, oltre ai percorsi pedonali, si snoda la nuova pista ciclabile che collega il Monte Stella al centro della città, uno dei Raggi Verdi che ridefiniscono la mobilità cittadina su due ruote.

Un sistema di viabilità sotterraneo permette lo spostamento in automobile all’interno del quartiere e il collegamento verso l’esterno. I parcheggi, tutti interrati, sono oltre 7mila e rispondono alle esigenze di residenti, visitatori, e di chi abita i quartieri circostanti. Dai parcheggi residenziali l’accesso alle abitazioni è facile, sicuro ed esclusivo.

La totale pedonalità dell’area rende CityLife in grado di superare progetti all’avanguardia come lo Strøget di Copenhagen o centri storici car-free come quello di Gent, nelle Fiandre.

Scopri più sul progetto, cliccando qui>>

giovedì 9 giugno 2011

Eni Award 2011: a Torino i vincitori del premio istituito dalla società di Paolo Scaroni

Gli Eni Award sono un importante premio istituito dalla società guidata da Paolo Scaroni per sviluppare idee innovative per un migliore utilizzo delle fonti energetiche, per promuovere la ricerca sull'ambiente e per valorizzare le nuove generazioni di ricercatori.

Domani a Torino, al Castello del Valentino, alle ore 11, si conclude il ciclo di incontri organizzati per presentare i vincitori.
Dopo le lectio magistralis tenute dai vincitori delle varie sezioni del premio a Roma, Catania e Urbino, Gabor A. Somorjai e Martin Landrø, premio ex aequo Nuove frontiere degli idrocarburi, insieme a Gregory Stephanopoulos, premio Energie rinnovabili e non convenzionali, Jean-Marie Tarascon, premio Protezione dell'ambiente, e i due vincitori del premi Debutto nella ricerca, Simone Gamba e Fabrizio Frontalini, partecipano a un talk show per raccontare le loro ricerche.

All'evento, moderato da Gabriele Beccaria, responsabile di Tuttoscienze, La Stampa, partecipano anche Ezio Pelizzetti, rettore dell'Università degli studi di Torino e Francesco Profumo, rettore del Politecnico di Torino. L'incontro è l'occasione per presentare alla platea, composta anche da studenti delle scuole primarie e del mondo universitario, le ricerche che hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento.

I premiati stimolati dalle domande, sono chiamati a raccontare le loro ricerche e la loro applicazione nella vita quotidiana, per contribuire significativamente a migliorare le modalità di consumo dell'energia.

Somorjai spiega la sua ricerca sulla messa a punto di nuovi catalizzatori utilizzati nei processi di cracking petrolifero, tecnologia chiave per garantire la resa e la qualità dei carburanti, mentre Landrø racconta in cosa consiste lo sviluppo e l'applicazione dell'analisi sismica 4D, che consente di determinare le modifiche cui sono soggetti nel tempo i giacimenti di petrolio e gas e di gestirne lo sviluppo produttivo in modo da incrementare significativamente il fattore di recupero degli idrocarburi.

Gregory Stephanopoulos parla della sua ricerca orientata alla produzione di biocarburanti di seconda generazione, non in competizione con il settore alimentare e Jean Marie Tarascon commenta le sue ricerche volte a sviluppare batterie ad alte prestazioni e di costo contenuto per la diffusione di veicoli elettrici nel settore della mobilità.

Gli "under 30" Simone Gamba e Fabrizio Frontalini, che parlano dei loro studi sull'interpretazione e modellazione del processo di hydrocracking degli idrocarburi e sulla ricerca della specie marina benthic foraminifera, come bio-indicatore di tracce contaminanti in ambiente marino.

L'evento può essere seguito anche in live streaming sulla pagina http://eni.iwebcasting.it/eniaward2011

mercoledì 15 dicembre 2010

Il menu di Natale inquina. E molto.

Menu di Natale: sai quanto inquina?
Molto, se si portano in tavola cibi esotici che vengono da lontano.

Finti “lussi” messi in una lista nera da Coldiretti, che traduce il loro impatto in numeri: un chilo di albicocche australiane – nella top ten dei prodotti esotici serviti sulla tavola delle feste – solo per il trasporto brucia 9,4 chili di petrolio e libera 29,3 chili di anidride carbonica. Un chilo di ciliegie del Cile per giungere sulle tavole italiane deve percorrere quasi 12mila chilometri con un consumo di 6,9 chili di petrolio e l'emissione di 21,6 chili di anidride carbonica. Stessa storia per i mirtilli che vengono dall'Argentina e devono volare oltre 11mila chilometri, consumando di 6,4 kg di petrolio e liberando 20,1 chili Co2. Tra i prodotti più diffusi che rischiano di "inquinare il Natale" ci sono anche le angurie del Brasile, le more dal Messico (che segnano un aumento delle importazioni peri al 6100%) , gli asparagi dal Perù, i meloni dal Guadalupe e i fagiolini dall'Egitto.

Veri nemici dell’ecomenù, possono essere rimpiazzati da mele, pere, mandarini, arance, kiwi e melograni. Da utilizzare senza produrre troppi scarti, nel nome delle tre R più sostenibili del pianeta: Riciclo, Riuso, Riparo.

Qualche idea rubata all’agenda della nonna? Tenere le bucce del mandarino da buttare sulle braci del camino (o della griglia) per profumare tutta la casa con un effetto aromaterapico tonificate e rilassante; non buttare le arance ammaccate: basta infilare nella loro buccia qualche chiodo di garofano e pezzo di cannella per trasformarle in un delizioso profumatore naturale per gli armadi.

(da atelierdelriciclo.org)

venerdì 1 ottobre 2010

Regione Lombardia: tre bandi per la mobilità sostenibile

In scadenza tre bandi della Regione Lombardia relativi ad agevolazioni per la mobilità sostenibile.

Interventi per favorire la mobilità ciclistica - Bando 2010

Scadenza: 11 ottobre 2010
La Regione ha approvato il nuovo bando "Interventi per favorire lo sviluppo della mobilità ciclistica - bando 2010" per l'assegnazione di cofinanziamenti. Il bando è destinato a Province, Comuni, Parchi, Comunità Montane e RFI e FerrovieNord in seguito a intese con gli Enti precedenti.
Qui i dettagli

Contributi ai cittadini per la sostituzione e la trasformazione di veicoli inquinanti
Scadenza: 15 ottobre 2010
Il bando mette a disposizione incentivi finalizzati alla sostituzione di mezzi inquinanti con veicoli a minore impatto ambientale o alla loro trasformazione. L'incentivo è di 3.000 euro per l'acquisto di autoveicoli di categoria M1 di nuova immatricolazione di classe Euro 4 o superiore delle tipologie: elettrica, ibrida, metano/gpl, bifuel, benzina (con emissione di CO2 inferiore ai 140 g/km).
Qui i dettagli

Contributi per la sostituzione di autoveicoli "leggeri" destinati al trasporto di merci
Scadenza: 15 ottobre 2010
La Giunta Regionale ha disposto l'assegnazione di contributi rivolti alle imprese per la sostituzione degli autoveicoli inquinanti destinati al trasporto merci di categoria N1 , ai fini dell'acquisto di veicoli di nuova immatricolazione, di pari categoria, a minori emissioni. Il finanziamento è pari a 5.000.000 euro.
Qui i dettagli

giovedì 9 settembre 2010

Lodi: nuove piste ciclabili

E' stata recentmente firmata alla Provincia di Lodi, la convenzione per l'utilizzo degli argini del fiume Po e dei suoi affluenti, diretti nella provincia, come piste ciclabili.

L'accordo porta la firma di Regione Lombardia, dell'Agenzia Interregionale per il fiume Po (Aipo) e della stessa Provincia di Lodi. I manufatti, utilizzati per difesa idraulica, si estendono dai fiumi Lambro e Adda e toccano tutti i Comuni che vanno da Orio Litta fino a Maleo. Intervenendo dopo la firma del documento, a cui erano presenti i sindaci dei Comuni e gli amministratori provinciali, l'assessore al Territorio e Urbanistica Daniele Belotti ha detto: "Con questa convenzione Regione Lombardia, Aipo, Provincia di Lodi e gli Enti locali, applicando prima di tutto il buon senso, hanno risolto gli enormi disagi causati, soprattutto ai residenti, dal divieto di transito sugli argini, trasformando così una criticità in un'opportunità per tutto il territorio".

"Un'operazione intelligentemente coordinata - ha aggiunto Belotti - con la quale si è riusciti a coniugare e soddisfare esigenze di messa in sicurezza degli argini e di prevenzione, da una parte, e valorizzazione del territorio, sia a fini turistici che ludici, dall'altra".

"Il sistema ciclopedonale, infatti, - ha proseguito Belotti - consentirà anche il collegamento fra gli innumerevoli elementi culturali di pregio e chiese, palazzi, cascine - di cui la provincia di Lodi è ricca e che sono in molti casi inseriti in ambiti urbanizzati - e il sistema ambientale paesistico dei fiumi Po e Lambro e di tutta la pianura".

"Sono certo - ha concluso l'assessore - che l'apertura di questi nuovi percorsi ciclo-pedonali conferirà a questa zona della pianura lombarda, già molto apprezzata e conosciuta per le sue caratteristiche naturalistico-ambientali e paesaggistiche di alto pregio, un ulteriore elemento di attrattività per tutti quei turisti italiani e stranieri che vorranno visitare la nostra regione. Un'iniziativa vincente che potrà costituire un importante precedente da replicare in altre situazioni analoghe". All'incontro ha partecipato anche Andrea Gibelli, vice presidente di Regione Lombardia. "La convenzione firmata oggi - ha spiegato l'assessore all'Industria e Artigiano - va nella direzione di riprogettazione del territorio, in modo da far utilizzare al cittadino anche queste zone".

"Serve - ha aggiunto Gibelli - una stratificazione dell'opportunità utile anche da esportare in altre zone della regione". Gibelli ha fatto riferimento anche al cosiddetto "turismo della fede", che in altre parti d'Europa è stato trasformato in ottime opportunità anche dal punto di vista economico.

(Lombardia Notizie)

martedì 8 giugno 2010

A Milano arrivano i taxi verdi

Milano potrà presto godersi i propri green taxi. Il prototipo è stato appena presentato dalla Volkswagen e dalle autorità cittadine: una sorta di maggiolone chiamato, appunto, Milano Taxi, verde anche nella scelta cromatica in memoria delle vetture che negli anni ‘50 assicuravano la mobilità milanese.

Si tratta di una scommessa che unisce il legame alla tradizione (la linea ha un ché di vintage che ricorda a tratti il Samba Bus) con l’approccio ad un futuro ecocompatibile: la vettura si presenta, infatti, totalmente elettrica e ad emissioni 0.

Dando un’occhiata alla realizzazione tecnica, ci rendiamo conto che nulla è stato lasciato al caso. Il green taxi monterà un motore con 50 kW costanti e con picchi di 85 kW in grado di permettergli una velocità massima di 120 km orari, con un’autonomia di circa di 300 km. L’interno dell’automobile è stato studiato all’insegna dell’ottimizzazione dello spazio e del peso. Ad esempio viene a mancare il sedile passeggero accanto al volante, sostituito da un comodo vano bagagli.

La produzione vera e propria di questo gioiellino green è annunciata per il 2013.
(da onegreentech.it)

martedì 18 maggio 2010

Lecce: Festival dell'Energia

Energie rinnovabili, mobilità a impatto zero, centrali nucleari e risparmio energetico. In altre parole: sviluppo sostenibile. È questa la grande sfida del terzo millennio, tema principale del Festival dell’Energia, in programma dal 20 al 23 maggio a Lecce.

In questi quattro giorni gli spazi più importanti della città pugliese, da piazza Sant’Oronzo al Castello Carlo V verranno riempiti con originali allestimenti e laboratori dedicati al tema della green economy, come momenti di conoscenza e approfondimento su argomenti spesso lontani dall’interesse del grande pubblico.

La mobilità sostenibile sarà protagonista del convegno “Auto elettriche: le aziende locali e le infrastrutture della ricarica”, nel quale si analizzerà lo stato dell’arte del nostro paese sul tema.

Verranno, infatti, forniti dati sui progetti di case automobilistiche e aziende energetiche, in particolare sull’autonomia dei veicoli elettrici e le stazioni di ricarica che verranno costruite nei principali centri italiani. Il convegno sarà anche l’occasione per discutere sulla propensione degli italiani all’acquisto di veicoli totalmente elettrici.

Interessante anche lo Spazio Innovazione che verrà allestito presso i Chiostri Teatini, nell’ambito del concorso scientifico “Call for Papers”. Il bando, giunto alla sua seconda edizione, selezionerà i 10 progetti di ricerca più interessanti incentrati sull’innovazione energetica. Tutti i lavori selezionati saranno visualizzabili e scaricabili sul sito http://www.innovazionenergia.it
(da barimia.info)

domenica 5 aprile 2009

Dalle veterane all´energia solare, l´evoluzione dell´automobile

Il Museo dell´Automobile scalda i motori e a un anno dalla riapertura della sede storica, torna in pista con un succulento antipasto: s´inaugura oggi nel padiglione Agnelli di Torino Esposizioni la mostra «L´evoluzione dell´automobile», una carrellata delle vetture più significative conservate dal museo. L´esposizione ripercorre la storia di uno degli oggetti-mito del contemporaneo: dall´auto come giocattolo delle élite all´inizio del secolo scorso fino alla sua diffusione di massa; dai gioiellini delle pionieristiche competizioni della Belle époque alle auto di stile e ai bolidi da Formula 1. In mostra anche gli scorci futuribili dell´automobile, con una sezione sull´ecologia, che ospita recenti prototipi ibridi, come la «tigre» Namir di Giugiaro e la Swarovski Crystal Aerospace, look lunare e alimentazione a pannelli solari. Un´altra sezione è dedicata alle scuole di design torinesi Iaad e Ied, con modelli realizzati dagli studenti. Fino al 27 settembre. Oggi e domani ingresso gratuito dalle 10 alle 18.30, visita guidata gratuita alle 16. (Da Repubblica)

venerdì 3 aprile 2009

In arrivo la Nano, auto sostenibile per eccellenza

La scorsa settimana è stata immessa nel mercato automobilistico la Nano, un’auto da 1.700 euro, simbolo di sostenibilità sociale ed economica. Ma che dire della sostenibilità ambientale?
La scorsa settimana è stata immessa nel mercato automobilistico una nuova vettura che farà senza dubbio parlare di se nel futuro; l’auto in questione è la nuova Nano del gigante indiano Tata. Che cosa rende la presentazione di quest’auto un evento così speciale? Sicuramente il suo significato sociale ed economico. Il suo costo, infatti, ne fa l’automobile maggiormente accessibile – in termini economici – sull’importante mercato indiano (per ora) e mondiale (futuro): pensate che può essere acquistata a soli 1,700 euro, dimezzando i costi della precedente auto più economica venduta in India, ovvero la Maruti 800. Questo farà sì che l’automobile diventi un bene effettivamente acquisibile da molte classi di popolazione che prima erano escluse per fattori economici, così come è già accaduto per i televisori, cellulari e computer. Inizialmente la domanda sarà nettamente superiore all’offerta, anche a causa di alcune problematiche dovute ai ritardi riguardanti la costruzione della nuova fabbrica Tata di Sanand. Infatti le prime 100,000 unità saranno assegnate attraverso una lotteria. Chi vuole prenotare il modello ora base deve depositare 1,875 USD per ordinare un’auto che avrà un prezzo su strada di circa 2,500 USD tasse incluse. Versioni che abbiano confort maggiore come aria condizionata o alza cristalli elettrici costeranno circa il 50% in più. Per chi ha bisogno di finanziamenti per l’acquisto, la Tata ha individuato 15 tra banche e finanziarie che possano agevolare l’accendere di prestiti e finanziamenti. Inoltre ci sarà un aumento nella creazione di infrastrutture che collegheranno tutti i villaggi con una popolazione maggiore di 1,000 unità, aumentando l’accessibilità all’utilizzo dell’automezzo. (da yeslife.it)

Che cosa fanno i grandi gruppi petroliferi per l’ambiente. Questo è quello che l’Eni, su iniziativa dell’amministratore delegato Paolo Scaroni, dichiara di fare ogni anno.

venerdì 13 marzo 2009

Mobilità sostenibile, strade intelligenti e motori elettrici così l´Italia riparte

L´innovazione resta sempre il grande elemento strategico per l´industria di ogni paese. Nei momenti di crisi come in quelli di crescita e sviluppo. E così investire su imprese che puntano all´eccellenza e alla qualità vuol dire credere nel futuro dell´imprenditoria. Quali sono allora i progetti con cui l´industria proverà a ripartire nel campo dell´ambiente e della mobilità? Quali le prossime sfide del made in Italy? I 22 progetti più interessanti (selezionati su 439 presentati) sono stati premiati e finanziati nell´ambito del programma "Industria 2015" e verranno realizzati nei prossimi anni da diversi consorzi, composti in tutto da 250 imprese e 100 centri di ricerca. Di questi progetti si parlerà a "ManiFutura Festival" che riunirà a Pisa dal 17 al 21 marzo il mondo dell´impresa, dell´università e delle politica per discutere il futuro dell´industria in tempo di crisi. La mobilità sostenibile è il tema fondamentale di questi progetti che vanno dal vaporetto ecologico ai treni flessibili, dal car sharing alla carrozza ferroviaria a due piani, dagli autobus urbani ibridi all´elettronica che gestisce il traffico. Proprio di questo si occupa il progetto "Easy Rider", primo classificato della lista e che coinvolge diversi centri di ricerca italiani di cui è capofila la Magneti Marelli (di cui fanno parte tra le altre il centro ricerche Fiat, Anas, ST Microelectronics e Art). Si tratta della realizzazione di un sistema per l´integrazione di infrastrutture stradali, veicoli e servizi per il miglioramento dell´infomobilità e della sicurezza stradale. La parte più interessante riguarda i segnali stradali intelligenti, in grado di trasmettere informazioni all´automobilista insieme al monitoraggio del profilo stradale da comunicare in tempo reale ai veicoli in transito.Ancora la mobilità urbana è al centro del progetto Piaggio con un veicolo a due ruote di nuova generazione, ecocompatibile e sicuro, basato comunque sul netto vantaggio che danno proprio le due ruote sulle quattro. Considerazioni rafforzate scientificamente da una serie di ricerche - la più recente delle quali effettuata a Parigi dalla ADEME-Agence de l´Environnement et de la Maîtrise de l´Energie su un percorso di 30 km tra la banlieue e il Musée d´Orsay in differenti condizioni di traffico. Risultato: con scooter e moto il tempo di viaggio si riduce del 50 per cento, fino al 65 per cento il risparmio di carburante, e fino al 75 per cento l´abbattimento delle emissioni di CO2. Ancora meglio si potrà fare con l´alimentazione ibrida (ovvero due motori, uno a benzina e l´altro elettrico) che il gruppo Piaggio sta già sperimentando sull´MP3.E tanto per rimanere nel campo dell´ibrido ecco l´altro progetto chiamato "Vision", il più curioso e affascinante. È firmato Fincantieri e prevede la realizzazione di un vaporetto ibrido per Venezia. Obiettivo? Naturalmente il rispetto dell´ambiente e il comfort dei passeggeri. Perché anche i vaporetti, come le automobili, in futuro dovranno essere costruiti per abbattere, fino ad eliminarle, le varie forme di inquinamento. E quindi anche in questo caso via con le motorizzazioni ibride, poi con l´energia solare e infine con l´idrogeno. Il tutto aspettando il 2015. (da Repubblica)

lunedì 9 marzo 2009

Meno CO2, l'auto rilancia

La ricerca ci salverà. Questo è uno dei leit-motiv che attraversano il management dell'industria mondiale colpita dalla crisi. Tra gli altri, il settore automobilistico si contraddistingue per gli sforzi profusi in quell'innovazione tecnologica che potrà consentire una più rapida e concreta ripresa. I dati di oggi parlano chiaro e sembrano un bollettino di guerra tale da far rabbrividire. Su tutte le borse europee i listini del settore auto hanno fatto segnare consistenti perdite nelle ultime settimane, nonostante qualche boccata d'ossigeno ricevuta grazie alle iniziative dei governi. Perdite per Renault, Fiat, Volkswagen e Daimler. Quest'ultima, che ha fatto segnare un preventivo di bilancio 2008 in rosso, ha anticipato che la domanda globale di automobili scenderà di un ulteriore 10% nel 2009. Secondo lo studio della commissione europea, da ottobre 2008 a gennaio 2009, si sono persi 130 mila posti di lavoro nell'industria. La Toyota prevede una perdita di 350 miliardi di yen alla chiusura dell'esercizio fiscale, a marzo, mentre solo 2 mesi fa pronosticava utili per 50 miliardi, e di conseguenza l'agenzia Moody's ha abbassato il suo rating da Aaa a Aa1. A gennaio Volkswagen ha denunciato un calo del 20% nelle consegne e si appresta a licenziare i suoi 16.500 precari. Dal canto suo Opel chiuderà il 20% delle unità produttive. Secondo una ricerca condotta da Interactive market research il 56,5% degli italiani ha ridotto l'uso dell'auto e il 75% afferma che non intende cambiarla a breve. La Ford sta tagliando i posti di lavoro in Inghilterra e rinvia il lancio del nuovo Transit. La Fiat sta ponendo in cassa integrazione 5 mila impiegati nelle prime 2 settimane di marzo e per una settimana i dipendenti di Termoli ma il rischio, secondo i sindacati, è che poi si passi ai licenziamenti. La Mitsubishi ha perso 4,7 miliardi di yen tra aprile e dicembre 2008 chiudendo l'anno con un buco di 60 miliardi. La Mazda ha chiuso l'anno con perdite per 13 miliardi di yen e la Tata ha perso il 33% del mercato. Ma quali sono le nuove linee guida per il rilancio? L'obiettivo è quello di produrre auto meno inquinanti, più leggere, ad alimentazione alternativa al petrolio, con accessori più rispondenti ai criteri di sicurezza e armonici con l'ecosistema. Già alla fine degli anni '90 l'Acea (European automobile manufacturers association), la giapponese Jama e, successivamente, la coreana Kama, avevano preso l'impegno di ridurre le emissioni tenendo conto che anche il peso delle automobili aveva la sua importanza. I risultati conseguiti negli ultimi anni sono stati modesti, ma oggi è giunto il momento in cui il «fare di più» è improcrastinabile. Sul fronte della produzione di etanolo uno studio di Sandia National Laboratories della General Motors ci fa sapere che i rifiuti vegetali e forestali consentirebbero di sostituire un terzo della benzina utilizzata entro il 2030. L'obiettivo è il raggiungimento di 90 miliardi di galloni di etanolo nel rispetto della sostenibilità ambientale e dei parametri economici mondiali. Grazie all'etanolo i ricercatori del Brookhaven National Laboratory hanno messo a punto la possibilità di creare accumulatori di energia più efficienti, meno tossici e più pratici da produrre e utilizzare sulle automobili elettriche. Grazie a un nuovo catalizzatore è possibile produrre una quantità di energia 100 volte maggiore rispetto a quella ottenibile con i catalizzatori sinora utilizzati. Le nuove «fuel cell» produrranno corrente nell'ordine di migliaia di milliampere per centimetro quadrato immagazzinando più energia facilmente producibile da fonti rinnovabili. (da Italia Oggi 7)

L’energia responsabile secondo Paolo Scaroni, amministratore delegato dell’Eni

venerdì 27 febbraio 2009

Gli aerei cambiano rotta, cieli più puliti

Rotte più brevi e aerei che si spingono sempre più in alto, dove l'aria e rarefatta e si consuma meno carburante perché i velivoli incontrano meno resistenza. È partita una piccola rivoluzione nei cieli italiani. L'Enav, la società pubblica per l'assistenza al volo, ha ridisegnato il tracciato dei sorvoli notturni sul territorio italiano, nell'ambito del piano pluriennale per il miglioramento dell'efficienza dei voli.Risultato: le compagnie aeree, grazie a questo intervento scattato il 25 febbraio, nel 2009 risparmieranno 900 mila chilogrammi di cherosene, nell'atmosfera saranno immessi 2,8 milioni di chilogrammi in meno di anidride carbonica. E anche se la valutazione complessiva dell'impatto economico non è semplice da elaborare per l'oscillazione continua dei prezzi del petrolio, il risparmio è garantito: per esempio già con la sola variazione delle quote di volo (andata sopra i 10 mila e ritorno sopra i 9 mila) l'Alitalia sul collegamento Milano-Roma spende 1,2 milioni di euro in meno. E i tempi di viaggio, anche se di poco, si accorciano: 1 minuto in media ogni 13 chilometri tagliati. Mediamente su ogni rotta la riduzione è nell'ordine di pochi chilometri. Ma considerato il numero dei voli, comunque, le cifre diventano significative: nell'anno in corso gli aerei percorreranno complessivamente circa 180 mila chilometri in meno (e il tempo totale risparmiato sarà di circa 221 ore di volo in meno).E i cittadini? Ci saranno benefici per i clienti delle compagnie?Secondo fonti della Iata, l'associazione internazionale delle società del comparto del trasporto aereo, i risparmi dei vettori non comportano automaticamente un ribasso del costo dei biglietti, «ma è chiaro che un sistema più efficiente avvantaggia in primo luogo i viaggiatori, se non in termini di costo, almeno in qualità dei servizi. Anche perché eventuali risparmi sul carburante vanno a compensare solo in parte gli effetti devastanti della crisi economica».La piccola rivoluzione è comunque solo un tassello di un ben più grande mosaico: «Stiamo mettendo appunto anche il piano di riorganizzazione dei sorvoli diurni, che sono molto più numerosi — spiega Massimo Garbini, responsabile dell'Area operativa dell'Enav — e a regime nel 2009 i consumi di carburante saranno di ridotti di 67 milioni di chilogrammi all'anno e le compagnie che operano in Italia risparmieranno complessivamente almeno 16 milioni di euro grazie ai 2,5 milioni di chilometri in meno di voli». E per l'ambiente è una boccata di ossigeno: saranno riversati oltre 200 milioni di chilogrammi in meno di anidride carbonica nell'atmosfera. E secondo Garbini, l'Italia è leader a livello internazionale nel miglioramento dell'efficienza dei voli, tanto che Eurocontrol, l'organizzazione continentale responsabile dei network dei cieli, ha inviato gli altri Paesi a seguire l'esempio e i modelli di intervento adottati dall'Enav. (Dal Corriere della Sera).

Che cosa fanno i grandi gruppi petroliferi per l’ambiente. Questo è quello che l’Eni, ad esempio, su iniziativa dell’amministratore delegato Paolo Scaroni, dichiara di fare ogni anno.

venerdì 6 febbraio 2009

Inizia una nuova era ecologica per le quattroruote

Dalla linea lanciata dalla Ue al 2012, fino all'elezione del presidente degli Usa Barack Obama di rivedere la decisione del ministero dell'Ambiente sui limiti nelle emissioni delle auto in California e in altri Stati Usa, per il settore automobilistico la prospettiva è quella di diventare nel giro di un decennio decisamente più verde. I primi giorni di governance del neoeletto presidente sembrano confermare la tendenza.Insomma, per riuscire a comprare vetture alimentate da un mix metano-idrogeno non passerà tanto tempo. Il regolamento Ue sulla Co2 fissa il livello medio di emissioni delle auto nuove a 130 g CO2/km a partire dal 2012, livello che dovrà scendere a 95 grammi entro il 2020. Si prevede inoltre e un periodo transitorio di tre anni per il rispetto dei limiti imposti a ciascuna casa automobilistica, sulla base del peso medio delle nuove autovetture (ad es. 122g/km per la Fiat contro i 133g/km per la Volkswagen) e gli obiettivi potranno essere raggiunti attraverso stadi intermedi. E per ogni grammo di CO2 in eccesso rispetto al limite medio consentito sono previste sanzioni economiche. Barack Obama ha chiesto all'Enviromental protection agency (ministero dell'Ambiente) di rivedere la propria decisione contraria a limiti nelle emissioni delle auto in California e in altri Stati Usa. L'obiettivo dichiarato è quello di avere entro il 2011 un primo standard obbligatorio per i consumi, per poi arrivare nel 2020 ad avere auto in grado di fare una media di circa 15 km con un litro. Oggi sul mercato sono già disponibili vetture ibride, già utilizzate ad esempio nel parco auto dei taxi di Roma e Milano, oltre a quelle elettriche (che però costano il 50% in più) in genere alimentate da ricarica nel garage di proprietà. Secondo il quadro di Ennio Rossi, ricercatore dell'Enea nel settore della mobilità sostenibile, la tecnologia dell'idrogeno con celle a combustibile non è ancora a punto e la strada oggi è quella di usare vetture tradizionali con motore a scoppio, che con piccole modi*che possono essere alimentate da un mix metano- idrogeno. Potrebbero essere pronte fra cinque, massimo sette anni e l'idrogeno arriverebbe dalla lavorazione del petrolio. La Fiat ha manifestato interesse, visto che punta sul metano, mentre la Bmw ha già realizzato prototipi. L'impiego di idrogeno prodotto da fonti verdi invece, secondo l'esperto sarà verosimile quando verranno abbandonate le fonti fossili. (Dal Sole 24 Ore)

Che cosa fanno i grandi gruppi petroliferi per l’ambiente. Questo è quello che l’Eni, ad esempio, su iniziativa dell’amministratore delegato Paolo Scaroni, dichiara di fare ogni anno.

«La crisi? Una opportunità per lo sviluppo sosstenibile

Da Liberazione

Per chi avrà la capacità di guardare lontano, per chi avrà il coraggio di fare ora la scelta dello sviluppo sostenibile, la crisi economica potrebbe rappresentare un'occasione importante. Questo il messaggio lanciato ieri a Roma, da Cgil e Legambiente, al governo e alle organizzazioni imprenditoriali del paese. Con la presentazione alla stampa del documento congiunto "Contro la crisi: per combattere la recessione, creare lavoro, vincere la sfida climatica", il mondo del lavoro e l'impegno per la difesa ambientale sintetizzano un lungo percorso di collaborazione, decretando, se ancora ce ne fosse bisogno, il superamento della dialettica tra sviluppo industriale e sostenibilità. «Il nostro obiettivo è salvaguardare l'occupazione - ha spiegato Paola Agnello Modica, della segreteria nazionale Cgil - e anzi creare nuove prospettive di lavoro e di sviluppo, che siano compatibili con l'obiettivo climatico. Non vogliamo fornire una ricetta salvifica, ma abbiamo delle proposte concrete, immediatamente cantierabili, che potrebbero sollevare anche i bilanci delle famiglie». Di fronte a un governo che si appresta a varare misure anticrisi, giudicate insufficienti sul piano economico e sbagliate su quello strategico, l'approccio della proposta interessa per la capacità di individuare azioni, da realizzarsi nel breve periodo, che si tradurrebbero in benefici prolungati nel tempo. In cifre, attuando questo programma, si valuta un recupero di 15 miliardi di euro, equivalenti all'1% del Pil, e la creazione di 350mila posti di lavoro.Quattro le misure correttive dell'attività di governo formulate nel progetto: una inversione ragionata delle priorità sull'uso delle risorse nazionali ed europee (in primis la verifica sull'urgenza delle grandi opere); la ripresa della lotta all'evasione fiscale e contributiva, con particolare riguardo alle economie criminali che sempre di più riguardano il settore ambientale; la richiesta di una riqualificazione vera della spesa nella Pubblica Amministrazione, bandendo la teoria del "fannulloni" e concentrandosi di più sulla razionalizzazione delle risorse; il contrasto agli sprechi in tutti i settori pubblici e privati, compresi i cittadini, che il governo spinge ancora, in modo irresponsabile, a consumare ad ogni costo. «Il governo sta sottovalutando la portata della crisi e continua a proporre una visione ottimistica - ha commentato il segretario nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dozza - limitandosi ad aspettare che passi 'la nuttata'. Non si tiene conto che dopo questa crisi il modello vincente sarà diverso da quello liberista, che ne è la causa sostanziale».L'attuazione di queste misure di carattere generale è, secondo i relatori, prioritaria in alcuni settori chiave della vita collettiva e ancora ad elevata impronta ecologica. Trasporti, energia, risorse idriche, ciclo dei rifiuti, ecoedilizia e efficienza energetica degli edifici, sicurezza ambientale e della salute, sono tutte voci che incidono pesantemente sui bilanci economici e ecologici, richiedendo spesso interventi ex post, legati alle emergenze, più onerosi delle possibili prevenzioni. Questi settori sono anche quelli che hanno le maggiori potenzialità di sviluppo: se incentivati all'innovazione possono fungere da volano per la ricerca e la produzione di qualità, aprendo ampie prospettive di lavoro per le nuove generazioni.

lunedì 2 febbraio 2009

Le rotatorie rendono la mobilità più sostenibile

Negli ultimi tempi tutti ci stiamo rendendo conto di come molti incroci stradali delle nostre città stiano cambiando. La costruzione di rotatorie è pratica sempre più diffusa nei nostri centri urbani, ma pensate che secondo un inchiesta del numero di dicembre del mensile Quattoruote, molte di queste realizzazioni sono fuorilegge. Il motivo per cui sorgono cosi’ tante rotatorie sta nel fatto che esse sono state pensate per ridurre i conflitti del traffico (come ad esempio la svolta a sinistra) che sono frequenti cause di incidenti negli incroci tradizionali. Guardate le immagini qui sotto: negli incroci tradizionali ci sono 32 punti critic i(disegnati in rosso) dove le automobili intersecano le loro traiettorie, quindi generando possibili e rischiosi incidenti, mentre con l’implementazione di una rotatoria i punti critici si riducono a solo 8. (da yeslife.it)