venerdì 3 aprile 2009

In arrivo la Nano, auto sostenibile per eccellenza

La scorsa settimana è stata immessa nel mercato automobilistico la Nano, un’auto da 1.700 euro, simbolo di sostenibilità sociale ed economica. Ma che dire della sostenibilità ambientale?
La scorsa settimana è stata immessa nel mercato automobilistico una nuova vettura che farà senza dubbio parlare di se nel futuro; l’auto in questione è la nuova Nano del gigante indiano Tata. Che cosa rende la presentazione di quest’auto un evento così speciale? Sicuramente il suo significato sociale ed economico. Il suo costo, infatti, ne fa l’automobile maggiormente accessibile – in termini economici – sull’importante mercato indiano (per ora) e mondiale (futuro): pensate che può essere acquistata a soli 1,700 euro, dimezzando i costi della precedente auto più economica venduta in India, ovvero la Maruti 800. Questo farà sì che l’automobile diventi un bene effettivamente acquisibile da molte classi di popolazione che prima erano escluse per fattori economici, così come è già accaduto per i televisori, cellulari e computer. Inizialmente la domanda sarà nettamente superiore all’offerta, anche a causa di alcune problematiche dovute ai ritardi riguardanti la costruzione della nuova fabbrica Tata di Sanand. Infatti le prime 100,000 unità saranno assegnate attraverso una lotteria. Chi vuole prenotare il modello ora base deve depositare 1,875 USD per ordinare un’auto che avrà un prezzo su strada di circa 2,500 USD tasse incluse. Versioni che abbiano confort maggiore come aria condizionata o alza cristalli elettrici costeranno circa il 50% in più. Per chi ha bisogno di finanziamenti per l’acquisto, la Tata ha individuato 15 tra banche e finanziarie che possano agevolare l’accendere di prestiti e finanziamenti. Inoltre ci sarà un aumento nella creazione di infrastrutture che collegheranno tutti i villaggi con una popolazione maggiore di 1,000 unità, aumentando l’accessibilità all’utilizzo dell’automezzo. (da yeslife.it)

Che cosa fanno i grandi gruppi petroliferi per l’ambiente. Questo è quello che l’Eni, su iniziativa dell’amministratore delegato Paolo Scaroni, dichiara di fare ogni anno.

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