giovedì 2 aprile 2009

Confindustria ed Enea raccolgono la sfida solare

Un accordo che mira a fare del Lazio il punto di riferimento nel campo dell'energia solare termodinamica a concentrazione. Coinvolgerà Enea e Confindustria Lazio guidata da Maurizio Stirpe e potrebbe segnare l'inizio di una nuova era tecnologica per la nostra regione. Le intenzioni sono ambiziose e stanno prendendo forma in un progetto pilota che prevede la realizzazione di un impianto prototipo che farà da modello e da base di ricerca per lo sviluppo di una tecnologia firmata Enea. Da un punto di vista tecnico la forza del sistema a concentrazione proposto da Enea sta nel termovettore utilizzato per produrre energia: si tratta di sali fusi. Il vantaggio sta nella possibilità di produrre energia termica anche ad alte temperature e di poter accumulare l'energia stessa. «Le potenzialità sono enormi commenta Filippo Tortoriello, ingegnere responsabile per l'energia di Confindustria Lazio - ad esempio questa tecnologia potrebbe essere sfruttata molto proficuamente in zone come il Nord Africa, dove ci cono grandi superfici pianeggianti e il sole non manca. Il nostro obiettivo, quindi, è di perfezionare questa tecnologia per poi esportarla all'estero ». E dall'Enea confermano: «Questa tecnologia ha già suscitato l'interesse di molti paesi del Mediterraneo tra cui Egitto, Libia, Tunisia - dice Luigi Paganetto, presidente Enea naturalmente se nel Lazio avremo un impianto funzionante da usare a scopi dimostrativi, sarà più facile convincere i nostri interlocutori della validità del sistema ». La nostra regione diverrebbe insomma esportatrice d'innovazione sostenibile. «L'aspetto veramente rivoluzionario - riprende Filippo Tortoriello - sta nell'accordo stesso. Nel fatto, cioè, che il massimo ente di ricerca sull'energia e l'associazione di categoria degli industriali uniscano le proprie forze per affrontare con successo la sfida energetica globale». Un primo grande passo verso la concretezza di un progetto che entro tre anni dovrebbe vedere l'impianto realizzato e funzionante. Si stima che serviranno dai 120 ai 140 milioni per realizzare l'impianto che produrrà 20-30 MW. E ci sarà bisogno di molto spazio, visto che per ogni MW sono necessari circa 2 ettari di superficie. Il sito in cui, con ogni probabilità, sorgerà l'impianto è nell'area industriale di Latina. «L'intenzione è di utilizzare aree industriali dismesse e recuperarle. Siamo convinti che un impianto del genere creerebbe nuove opportunità occupazionali, dirette e indirette. Sfrutteremo anche i cascami per stimolare nuove attività imprenditoriali. L'obiettivo è rendere la nostra regione competitiva sul lungo periodo». Fondamentale quindi stimolare investimenti nel settore da parte delle imprese locali e creare nuove opportunità economiche. Ed è già partita la ricerca dei soggetti da coinvolgere in questa avventura. Aziende, sia pubbliche che private, disposte a investire in un progetto che non promette un'immediata redditività, ma che insegue un'idea: quella di una filiera dell'efficienza energetica a marchio italiano. (Dal Sole 24 Ore)

Che cosa fanno i grandi gruppi petroliferi per l’ambiente. Questo è quello che l’Eni, su iniziativa dell’amministratore delegato Paolo Scaroni, dichiara di fare ogni anno.

1 commento:

Motore di Schietti ha detto...

1) La Nave di Schietti per produrre energia dal vento.

http://domenico-schietti.blogspot.com/

Gli impianti fissi per la produzione di energia eolica vengono osteggiati perchè deturpano il paesaggio, uccidono gli uccelli e hanno poca resa. Invece ci sono zone di mare in aperto oceano in cui il vento soffia costantemente per alcuni mesi all’anno che possono essere raggiunti con impianti mobili collocati sulle Navi di Schietti. Milioni di marinai potrebbero guadagnare anche 1.000 euro al giorno con le Navi di Schietti partendo con i serbatoi vuoti, riconducendole in porto dopo alcune settimane con i serbatoi pieni di idrogeno o aria compressa

2) Le Navi di Schietti e il suo inventore, Domenico Schietti, vengono boicottati come la Serpentina di Schietti, perchè si tratta di un complotto globale, è spiegato benissimo su questo sito

http://domenico-schietti.blogspot.com/2009/10/la-storia-del-potere-in-base-al.html

3) Ci sono aziende che hanno convenienza quando aumentano i problemi e quindi che si sono unite per creare un governo mondiale ombra e una fitta rete di agenti incaricati di creare il caos in tutto il mondo per causare guerra, povertà, cambiamento climatico.