Enel ed Eni hanno firmato l’intesa sulla possibilità di installare le colonnine Enel (in particolare la EnelFast da 43kw) nelle stazioni di servizio della società a cui fa capo Paolo Scaroni.
Questo accordo potrebbe rovesciare gli equilibri internazionali per quanto concerne la diffusione e l’impiego dell’auto elettrica. Se le ultime stime vedevano l'Italia in coda rispetto al resto d’Europa, l’accordo tra Eni ed Enel potrebbe dare una sferzata all’economia domestica.Sarà possibile ricaricare le auto in mezzora. Se poi si pensa al numero di stazioni che Eni possiede sul territorio italiano (4.700 di cui 127 negli assi autostradali), si comprende immediatamente la potenzialità di sviluppo di un accordo di questo tipo.
"Con questo accordo si dà nuovo impulso alla disponibilità della ricarica, un fattore determinante per gli automobilisti nella scelta di qualsiasi tipo di auto", spiega Fulvio Conti, amministratore delegato di Enel. Questo accordo, insomma, consentirà di sviluppare sempre più sia la tecnologia che i servizi.
La prima installazione è prevista a marzo, probabilmente in Emilia Romagna.
Visualizzazione post con etichetta enel. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta enel. Mostra tutti i post
martedì 8 gennaio 2013
giovedì 9 aprile 2009
Enel e nucleare
L'Enel conferma di voler iniziare i lavori della prima centrale nucleare nel 2011-2012, puntando sulla tecnologia Epr, ma senza abbandonare le collaborazioni che sta stringendo in questo settore, a partire da quella della Russia. Proprio con questo paese, infatti, il gruppo elettrico conferma un piano di investimenti da 2,1 miliardi di euro che porta a oltre 5 miliardi l'impegno complessivo tra acquisizioni effettuate e investimenti programmati nella Federazione russa.
Con il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, che ha parlato di «porte aperte» a Mosca proprio sul fronte della collaborazione nucleare. Intanto il presidente e l'ad di Enel, Piero Gnudi e Fulvio Conti, hanno visitato con Scajola il cantiere della centrale Sredneuralskaya Gres, ad Ekaterinburg, per verificare i progressi nella costruzione del ciclo combinato da 410 MW. La visita è arrivata dopo un incontro con il vice primo ministro russo, Igor Sechin, con il quale sono state analizzate le prospettive di crescita dell'elettricità e del gas e dei progetti di efficienza energetica. «La Russia è un mercato di assoluta importanza per Enel» ha detto oggi l'ad del gruppo elettrico, ricordando che le attività di Enel in Russia vanno dall'upstream del gas alla produzione di elettricità, fino al trading ed alle vendite. Ma la Russia continuerà ad essere un riferimento anche per il nucleare: con i russi «abbiamo tecnologia già ampiamente utilizzata e in fase di espansione in Slovacchia», ha spiegato Conti ricordando che «da un anno e più è in piedi la collaborazione con Rosatom per sviluppare tecnologia sia in Russia sia in altri paesi europei» con una scelta «non di bandiera ma basata sulla convenienza e sulle opportunità».
da Il Messaggero.it
Con il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, che ha parlato di «porte aperte» a Mosca proprio sul fronte della collaborazione nucleare. Intanto il presidente e l'ad di Enel, Piero Gnudi e Fulvio Conti, hanno visitato con Scajola il cantiere della centrale Sredneuralskaya Gres, ad Ekaterinburg, per verificare i progressi nella costruzione del ciclo combinato da 410 MW. La visita è arrivata dopo un incontro con il vice primo ministro russo, Igor Sechin, con il quale sono state analizzate le prospettive di crescita dell'elettricità e del gas e dei progetti di efficienza energetica. «La Russia è un mercato di assoluta importanza per Enel» ha detto oggi l'ad del gruppo elettrico, ricordando che le attività di Enel in Russia vanno dall'upstream del gas alla produzione di elettricità, fino al trading ed alle vendite. Ma la Russia continuerà ad essere un riferimento anche per il nucleare: con i russi «abbiamo tecnologia già ampiamente utilizzata e in fase di espansione in Slovacchia», ha spiegato Conti ricordando che «da un anno e più è in piedi la collaborazione con Rosatom per sviluppare tecnologia sia in Russia sia in altri paesi europei» con una scelta «non di bandiera ma basata sulla convenienza e sulle opportunità».
da Il Messaggero.it
Etichette:
enel,
energia nucleare,
Fulvio Conti,
gas,
nucleare
mercoledì 8 aprile 2009
Scaroni cementa l'asse Italia-Russia
La tragedia del terremoto in Abruzzo si è fatta sentire anche nell'ambito del summit italo-russo di Mosca, nel senso che l'assenza forzata di Silvio Berlusconi (rimasto in Italia per occuparsi dell'emergenza) ha fatto slittare la firma di tutti gli accordi commerciali sul tavolo. Tuttavia la missione imprenditoriale organizzata da Confindustria, Abi e Ice a Mosca ha confermato il clima di cooperazione tra le aziende dei due Paesi, che riveste rilevanza strategica soprattutto in campo energetico. L'Eni, come nelle previsioni della vigilia, ha ceduto il 20% di GazpromNeft che deteneva dal 2007 a Gazprom (che si è avvalsa di Cleary Gottlieb come advisor legale). Il colosso russo del gas ha quindi esercitato l'opzione call di cui disponeva, versando nelle casse dell'Eni 4,2 miliardi di dollari, «quanto abbiamo pagato noi (3,7 miliardi di dollari, ndr) più gli interessi del 9,5%», ha spiegato l'ad del Cane a sei zampe, Paolo Scaroni. Ritardati invece di «un paio di settimane» gli altri accordi dei quali si discute da tempo proprio per l'assenza del premier italiano. Tra questi l'ingresso di Gazprom nella società che gestirà il pozzo petrolifero libico Elephant; e l'intesa sull'ampliamento di capacità del gasdotto South Stream, che consentirà il trasporto di gas verso l'Europa, evitando il transito in alcuni Paesi critici come l'Ucraina. L'ampliamento del gasdotto prevede di aumentarne la capacità dai 31 miliardi di metri cubi di portata previsti inizialmente a 47 miliardi. «Visto che si tratta di accordi strategici», ha spiegato Paolo Scaroni, «bisogna aspettare quando ci sarà un incontro fra il premier russo Vladimir Putin e Berlusconi», un evento che, secondo il calendario diplomatico, è previsto a fine mese. Rinviata all'incontro tra i due governi anche l'intesa per l'ingresso di Gazprom in ArticRussia, la società in cui sono stati parcheggiati gli asset ex Yukos nel gas, che è controllata da Severenergia, joint venture costituita da Eni (60%) ed Enel (40%). Gazprom dovrebbe esercitare un'opzione call sul 51% per circa un miliardo di dollari (le due aziende italiane pagarono circa 2 miliardi per l'intero capitale al momento dell'acquisto degli asset ex Yukos), limitando così al 30% la quota Eni e al 20% quella di Enel. La missione moscovita per i vertici di Eni ha comunque portato anche novità: la società italiana ha siglato con Rosneft (petrolio) un protocollo di collaborazione nei settori upstream e della raffinazione in Russia e all'estero. Ed è stata firmata anche una serie di accordi di collaborazione con le principali società energetiche russe (Inter Rao Ues, Transneft e Stroytransgas) con le quali Eni avvierà un programma di cooperazione che riguarderà vari ambiti del settore energetico. (da "Milano Finanza")
Etichette:
enel,
eni,
gas,
milano,
paolo scaroni
giovedì 19 marzo 2009
«Entro il 2050 azzerate le emissioni di Co2»
L'Unione europea «deve supportare l'industria elettrica europea nel suo sforzo per ridurre le emissioni inquinanti: noi siamo pronti a fare la nostra parte». È l'appello lanciato dall'amministratore delegato dell'Enel Fulvio Conti a Bruxelles ai margini dell'incontro con i top manager delle più importanti aziende elettriche europee, alla vigilia del vertice europeo che si aprirà oggi a Bruxelles. L'impegno preso dalle aziende europee del settore, associate in Eurolectric, e sottoscritto da 61 amministratori delegati (tra i quali anche Giovanni Milani per Eni Power), è di non emettere più CO2 entro il 2050 con l'energia da loro prodotta,ricorrendo alle rinnovabili, al nucleare e al cosiddetto "carbone pulito". La dichiarazione sottolinea che, «per sostituire i vecchi impianti, sviluppare la rete elettrica, soddisfare la domanda del mercato in crescita e rispettare gli obiettivi ambientali, il settore dovrà investire 1.800 miliardi di euro entro il 2030». Per raggiungere l'obiettivo le imprese comunitarie dell'elettricità chiedono però a Bruxelles e ai Governi Ue di fissare regole non distorsive del mercato e di sostenere in par-ticolare, la ricerca e lo sviluppo di impianti per la cattura e il sequestro del CO2. Proprio il progetto sperimentale di questo tipo a Porto Tolle dell'Enel figura, con fondi attribuiti per 100 milioni, nella lista dei progetti finanziabili con un pacchetto di 5 miliardi per il rilancio dell'economia, oggi all'esame dei capi di Stato e di Governo europei.Conti ha sottolineato l'importanza del contributo europeo per il progetto in provincia di Rovigo, che ha già ottenuto in via libera dalla regione Veneto e ora attende il visto governativo. «Si tratta di uno degli impianti prototipo di cui tutti beneficeranno – ha spiegato Conti –. I costi sono molto elevati e per questo credo sia corretto che ci siano finanziamenti da parte dell'Ue. Renderebbero tutto più rapido e ci incentiverebbero ad andare avanti ». Per quanto riguarda la funzione delle tariffe elettriche nello stimolare la ripresa economica l'a.d.di Enel ha indicato che l'opinione pubblica esagera nel valutare l'incidenza delle bollette dell'elettricità sul bilancio familiare: «Si tratta di una quota modesta, ogni giorno una famiglia media italiana spende un euro al giorno». Conti ha infine ribattuto alle dichiarazione dell'ad di Ansaldo Energia, Giuseppe Zampini, in merito a un possibile rischio di " colonizzazione"a seguito dell'accordo tra l'Enel e la francese Edf sul nucleare in Italia. «Nel nucleare c'è spazio per tutti. – ha replicato Conti – Mi sembra esagerato sostenere questa posizione». (Da Il sole 24 Ore)
L’energia responsabile secondo Paolo Scaroni, l'amministratore delegato dell’Eni
L’energia responsabile secondo Paolo Scaroni, l'amministratore delegato dell’Eni
Etichette:
Co2,
enel,
energie rinnovabili,
eni,
Fulvio Conti,
inquinamento,
nucleare,
paolo scaroni,
Unione europea
mercoledì 25 febbraio 2009
Lombardia, risorse idriche: siglato patto per l'acqua
IN REGIONEÈ STATO SIGLATO nel Palazzo della Regione il «Patto per l'acqua». A firmarlo, per Regione Lombardia, l'assessore alle Reti, Servizi di pubblica utilità e Sviluppo sostenibile, Massimo Buscemi, e l'assessore all'Agricoltura, Luca Daniel Ferrazzi. Il «Patto per l'acqua» si articola in cinque aree tematiche: valutazione e aggiornamento delle logiche di gestione degli invasi; analisi e approfondimento dell'efficienza gestionale delle acque irrigue e dei sistemi irrigui; sostenibilità e modifiche degli ordinamenti colturali; dotazioni strutturali per gestire e valorizzare la risorsa acqua; strumenti e azioni per raccogliere e diffondere una corretta informazione. Il Patto fissa alcuni paletti per la gestione della risorsa acqua nel breve e medio periodo. Hanno aderito alla proposta, siglando il «Patto», Province, Anci, Uncem (Comunità montane), Upl (Unione province lombarde), Ersaf (Ente regionale per la salvaguardia dell'agricoltura e delle foreste), Arpa, le società idroelettriche (Enel, A2A tra le altre), l'Autorità di bacino del fiume Po, gli Ato (Ambiti territoriali ottimali). Hanno anche aderito gli Enti gestori dei Parchi regionali e del Parco Nazionale dello Stelvio, le organizzazioni professionali agricole, i Consorzi di bonifica e di irrigazione e l'Urbim. (Da Il Giorno)
Che cosa fanno i grandi gruppi petroliferi per l’ambiente. Questo è quello che l’Eni, ad esempio, su iniziativa dell’amministratore delegato Paolo Scaroni, dichiara di fare ogni anno.
Che cosa fanno i grandi gruppi petroliferi per l’ambiente. Questo è quello che l’Eni, ad esempio, su iniziativa dell’amministratore delegato Paolo Scaroni, dichiara di fare ogni anno.
Etichette:
agricoltura,
enel,
eni,
Lombardia,
paolo scaroni
martedì 24 febbraio 2009
Montagna, la sfida dello sviluppo sostenibile»
Il territorio montano può diventare sede di processi innovativi capaci di valorizzare il territorio e le filiere produttive connesse alla «green economy». È quanto emerso dal convegno «Tra Stato e mercato c’è la montagna», organizzato a Chiavenna (Sondrio) dall’Uncem, l’unione degli enti montani, a cui hanno partecipato numerosi esponenti del mondo economico, da Enel a Edison, da Assolegno a Unicredit.4000 comuni, il 54% del territorio, 11 milioni di abitanti e la produzione del 17% del Pil: la montagna italiana è una grande risorsa. «Il futuro dello sviluppo economico – ha detto il presidente dell’Uncem, Enrico Borghi – si gioca sull’aumento di competitività del territorio». (Da Avvenire)
L’energia responsabile secondo Paolo Scaroni, l'ad dell’Eni
L’energia responsabile secondo Paolo Scaroni, l'ad dell’Eni
giovedì 19 febbraio 2009
Rifiuti sottozero, da Napoli proposta per cambiare
Mila Andrade vantava il titolo di miglior insegnante delle Filippine, ora è in pensione, ha problemi respiratori. Si affatica e un po' si emoziona mentre racconta la sua storia: «Le aule della scuola si affacciano su un enorme svincolo autostradale dove passano milioni di veicoli. Vivo in un piccolo centro troppo vicino a Manila. Le automobili e i gas tossici della capitale mi hanno fatto ammalare. Poi ho scoperto che anche i gessetti che si usano in classe sono contaminati». Mila fa parte della delegazione filippina all'Incontro internazionale Rifiuti Zero, cominciato ieri a Napoli presso l'istituto Casanova. Rappresenta le associazioni che lavorano nelle comunità ma c'è anche il presidente della commissione Ambiente di Manila e la presidente della commissione per la pianificazione. «Nel nostra paese non è solo l'aria a essere contaminata - prosegue Mila - ma anche il suolo e le acque. Sono i fertilizzanti chimici prodotti dalle multinazionali e le monoculture a riso che stanno desertificando il paese, arrivando a inquinare anche il mare. Allora mi batto perché si utilizzino concimi naturali, stesso rendimento e nessun danno alla salute». Le scorie tossiche lasciate dalla Nato dopo l'abbandono delle basi hanno giocato un ruolo? «Non lo so. Erano in una zona isolata - precisa - il governo non vuole che se ne parli», e con le dita si chiude le labbra. Azzeramento dei rifiuti ma anche sostenibilità ambientale delle produzioni e responsabilità sociale del modello produttivo, questo il modello Rifiuti Zero come raccontano le storie testimoniate.La giornata d'apertura è dedicata alla definizione di un protocollo da adottare in ogni paese, in Europa ma anche nel resto del mondo. Sono i due membri della delegazione inglese a correggere ossessivamente punteggiatura e grammatica. Tutti d'accordo, invece, per un cambiamento del paradigma produttivo: basta usa e getta e spazio alla riparazione e riutilizzo degli oggetti. «A San Francisco - racconta Tania Levy - abbiamo introdotto la norma per cui chi produce contenitori non rinnovabili deve paga una tassa per il loro smaltimento». Le divergenze maggiori arrivano dalla definizione del ruolo delle imprese nell'affermazione delle pratiche Rifiuti Zero. Rick Anthony, protagonista dell'ecoconversione di Los Angeles, batte sul ruolo del mercato: se non c'è business, sia pure sostenibile, non c'è futuro per le buone pratiche, spiega, quindi bisogna convincere le imprese e poi lasciare a loro il compito di indirizzare, comandare il processo. Il verbo utilizzato, to lead, non va giù al rappresentate tedesco: in Europa le popolazioni, le imprese e le istituzioni competenti devono giocare un ruolo, ma a guidare il processo non può esserci il mercato. Mario Avoletto, provenendo dalla Rete campana, aggiunge un ulteriore carico di sfiducia chiedendo sistemi di controllo per le popolazioni. Nodi linguistici e filosofie politiche differenti emergono dietro ogni disputa nominale intorno al documento da sottoscrivere. Per la sintesi c'è tempo fino a domani, quando verrà presentata ufficialmente la bozza sui Principi per le comunità Rifiuti Zero.Il pomeriggio sono gli italiani a occupare la scena. La Rete nazionale presenta la campagna per la restituzione dei Cip6, circa il 7% della bolletta Enel sborsato per finanziare le fonti energetiche alternative finito, invece, nelle tasche dei petrolieri e dei costruttori di inceneritori: «Solo con i soldi pubblici questi impianti producono profitto - racconta Rossano Ercolini - togliendo il fieno speriamo di bloccarne la diffusione. Ma è anche uno strumento per sensibilizzare l'opinione pubblica. Stiamo parlando di 40 miliardi di euro». Il governo Berlusconi, sfruttando la crisi rifiuti napoletana, ha reintrodotto i Cip6 per Campania e Sicilia, nonostante il decreto legislativo 387 del 2003, che ha recepito la normativa europea, vieti di considerare "assimilabili" sistemi come gli inceneritori. Da oggi basterà presentarsi al Casanova con una bolletta Enel, un documento e firmare la delega, per partecipare alla causa contro il maggiore gestore italiano.La Rete locale, invece, ha cominciato ieri a introdurre il disastro campano: l'apertura forzata della discarica di Chiaiano da parte di Bertolaso fornisce un ottimo esempio per raccontare come scelte disastrose debbano essere imposte con l'uso della forza. Ma ieri è anche cominciata la discussione su un piano rifiuti alternativo che il movimento campano, guidato dall'architetta Paola Nugnes, ha messo a punto. Raccolta differenziata porta a porta al 65% entro il 2010 è il primo obiettivo, «un obiettivo praticabile - racconta ancora Mario Avoletto - come dimostrano gli esperimenti che abbiamo messo in atto nei quartieri napoletani di Ponticelli, Bagnoli e ai Colli Aminei, dove abbiamo raggiunto il 70% in due settimane e poi la conversione dei sette cdr in impianti per il trattamento a freddo: «Con un buon livello di separazione dell'immondizia si ottiene un compost di qualità da utilizzare nel territorio, devastato dagli sversamenti legali e illegali. Alla fine del processo si recupera il 90% dei rifiuti, la frazione restante diventa materiale inerte per l'edilizia, come accade già a Vadelago, in provincia di Treviso». Il piano verrà consegnato sabato al prefetto, nella veste di rappresentate del governo. «Bertolaso - conclude Mario - per noi non è più un interlocutore credibile, dovrebbe solo dimettersi». (Dal Manifesto)
Etichette:
architettura verde,
enel,
energie rinnovabili,
gas,
inquinamento,
raccolta differenziata,
rifiuti
lunedì 2 febbraio 2009
Riserva Tevere-Farfa, trent'anni di parchi e civiltà
Trent'anni fa, con la legge n. 21 del 4 aprile 1979, fu istituita la «Riserva naturale Tevere-Farfa ». La prima riserva naturale regionale d'Italia che comprende parte dei territori dei comuni di Nazzano e Torrita Tiberina, a pochi chilometri da Roma.La definizione di questa protezione pubblica deve molto al caso. A metà degli anni Cinquanta, l'Enel costruì uno sbarramento sul fiume Tevere, poco più a valle della confluenza con il torrente Farfa. A monte della diga, l'acqua formò una sorta di lago di circa 300 ettari che quasi immediatamente divenne rifugio di un gran numero di specie di uccelli che vi si fermavano nelle loro migrazioni. Involontariamente, l'uomo aveva fatto un favore alla natura e ha pensato bene di avvantaggiarsene, tutelandola.Questa sensibilità, nel tempo, ha prodotto molto altro. Oggi nel Lazio vi sono tre parchi nazionali, undici parchi regionali, dieci riserve naturali statali, ventinove riserve naturali regionali, due aree marittime, diciannove aree protette e cinque zone umide. Tutte insieme tutelano circa l'11% del territorio regionale. Un grande tesoro. Non dissimile per valore storico, culturale e per valore economico, all'immenso patrimonio di siti archeologici, artistici e monumentali.Un patrimonio fatto di diversità biologica, di paesaggi, fiumi, foreste e laghi e di antiche e solide tradizioni che costituiscono una «riserva» culturale di pregio. Sul piano della cultura agroalimentare, della tutela della natura, delle potenzialità energetiche.Per il trentennale l'Agenzia regionale parchi (Arp), tra le altre iniziative, ha pubblicato un volume disponibile in libreria dal titolo «Natura in campo» (editore Palombi) in cui si tratta di natura e di prodotti enogastronomici che, sul mercato, circolano con un marchio di qualità: «Natura in campo» appunto.Un bel passo avanti su un percorso che oggi è praticato da chi si impegna nello sviluppo sostenibile, nella vendita diretta, nella costituzione di gruppi di acquisto e nella definizione di una identità costruita non contro altri ma come premessa per una relazione proficua con altri soggetti, altre culture, altre esperienze. (dal Corriere della Sera)
Che cosa fanno i grandi gruppi petroliferi per l’ambiente. Questo è quello che l’Eni, ad esempio, su iniziativa dell’amministratore delegato Paolo Scaroni, dichiara di fare ogni anno.
Che cosa fanno i grandi gruppi petroliferi per l’ambiente. Questo è quello che l’Eni, ad esempio, su iniziativa dell’amministratore delegato Paolo Scaroni, dichiara di fare ogni anno.
giovedì 22 gennaio 2009
La scuola ecologista da oggi funzionerà con l´energia solare
Questa mattina il "battesimo" della struttura ricavata riciclando cellulari dismessi, dice Repubblica
La direzione didattica del quartiere Cruillas sarà la prima di sei scuole italiane a sfruttare l´energia di un impianto fotovoltaico grazie al progetto "My future: sei scuole dal futuro luminoso" che vede la collaborazione di Vodafone, Enel e Legambiente. Un progetto che fa parte di una campagna di sensibilizzazione ambientale più ampia che prende il via dall´idea di raccogliere vecchi telefonini per «trasformarli» in energia pulita utile alle scuole. Sul tetto della sede centrale di via Salerno è stato installato in questi giorni un impianto fotovoltaico realizzato con materiali riciclati dai cellulari dismessi capace di produrre mediamente oltre sette mila kilowattora all´anno, consentendo così all´istituto un grande risparmio economico e riducendo l´emissione in atmosfera di circa cinque tonnellate di anidride carbonica all´anno. L´inaugurazione ufficiale della struttura è stata organizzata per stamattina alle 10,30 con la partecipazione di alcuni referenti dell´amministrazione comunale e dei partner del progetto. «Abbiamo atteso - dice la dirigente Rita Napoli - questo momento con trepidazione. I ragazzi si sentono protagonisti dell´evento e ne vanno orgogliosi. È un grande successo per la nostra scuola e sicuramente anche per tutto il quartiere». A Palermo seguiranno, entro la fine del mese e gli inizi del prossimo, le città di Agrigento, Comacchio, Grosseto, La Spezia e Pesaro. «È stata Legambiente - dice la Napoli - a segnalarci alla Vodafone come scuola meritevole di prendere parte a quest´avventura. Da anni, infatti, lavoriamo sistematicamente con questa associazione e siamo impegnati con i docenti e con tutti gli alunni su progetti che hanno l´obiettivo di proteggere l´ambiente e di sensibilizzare i residenti del quartiere su queste tematiche». «L´impianto fotovoltaico - racconta la preside - consentirà alla scuola di funzionare solo con l´energia solare. Si tratta di una scuola molto grande che poggia su una superficie di più di nove mila metri quadrati. E addirittura l´energia prodotta supererà il nostro fabbisogno e il ritorno economico che avremo sarà rinvestito in progetti a favore della tutela dell´ambiente». Per esempio sono stati gli oltre settecento bambini della Cruillas a bonificare il prato verde attorno alla scuola che era diventato negli anni una discarica abusiva.
La direzione didattica del quartiere Cruillas sarà la prima di sei scuole italiane a sfruttare l´energia di un impianto fotovoltaico grazie al progetto "My future: sei scuole dal futuro luminoso" che vede la collaborazione di Vodafone, Enel e Legambiente. Un progetto che fa parte di una campagna di sensibilizzazione ambientale più ampia che prende il via dall´idea di raccogliere vecchi telefonini per «trasformarli» in energia pulita utile alle scuole. Sul tetto della sede centrale di via Salerno è stato installato in questi giorni un impianto fotovoltaico realizzato con materiali riciclati dai cellulari dismessi capace di produrre mediamente oltre sette mila kilowattora all´anno, consentendo così all´istituto un grande risparmio economico e riducendo l´emissione in atmosfera di circa cinque tonnellate di anidride carbonica all´anno. L´inaugurazione ufficiale della struttura è stata organizzata per stamattina alle 10,30 con la partecipazione di alcuni referenti dell´amministrazione comunale e dei partner del progetto. «Abbiamo atteso - dice la dirigente Rita Napoli - questo momento con trepidazione. I ragazzi si sentono protagonisti dell´evento e ne vanno orgogliosi. È un grande successo per la nostra scuola e sicuramente anche per tutto il quartiere». A Palermo seguiranno, entro la fine del mese e gli inizi del prossimo, le città di Agrigento, Comacchio, Grosseto, La Spezia e Pesaro. «È stata Legambiente - dice la Napoli - a segnalarci alla Vodafone come scuola meritevole di prendere parte a quest´avventura. Da anni, infatti, lavoriamo sistematicamente con questa associazione e siamo impegnati con i docenti e con tutti gli alunni su progetti che hanno l´obiettivo di proteggere l´ambiente e di sensibilizzare i residenti del quartiere su queste tematiche». «L´impianto fotovoltaico - racconta la preside - consentirà alla scuola di funzionare solo con l´energia solare. Si tratta di una scuola molto grande che poggia su una superficie di più di nove mila metri quadrati. E addirittura l´energia prodotta supererà il nostro fabbisogno e il ritorno economico che avremo sarà rinvestito in progetti a favore della tutela dell´ambiente». Per esempio sono stati gli oltre settecento bambini della Cruillas a bonificare il prato verde attorno alla scuola che era diventato negli anni una discarica abusiva.
Etichette:
educazione ambientale,
enel,
energia solare,
energie rinnovabili,
fotovoltaico,
legambiente,
riciclo
venerdì 12 dicembre 2008
L’educazione ambientale arriva nelle scuole
E’ legge l’obbligatorietà dell’educazione ambientale. Il Parlamento ha approvato il provvedimento proposto da FareAmbiente che trasforma l’educazione ambientale in una materia obbligatoria per gli studenti italiani. “Al fine di formare i giovani relativamente all’importanza della conservazione di un ambiente sano e al rispetto del territorio, nonché alla realizzazione di tutte le pratiche utili per l’attuazione del ciclo completo dei rifiuti -recita l’art.7/bis del decreto rifiuti- sono previste iniziative di formazione attraverso l’inserimento, nei programmi scolastici della scuola dell’obbligo, dell’educazione ambientale. Con decreto del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sono definite le modalità attuative delle disposizioni di cui al presente articolo, nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica“. Il disegno di legge approvato dal Parlamento, presentato il 23 luglio del 2008, ha avuto come primo firmatario l’on. Benedetto Fabio Granata, in collaborazione con gli onorevoli Agostino Ghiglia, Gabriella Giammanco e Donato Lamorte. La sua approvazione costituisce un trionfo non solo per FareAmbiente ma per l’ambientalismo del fare e per l’intera Nazione. (da L'Opinione.it)
Le grandi aziende dichiarano di volere sensibilizzare le giovani generazioni sui comportamenti eco sostenibili. Il caso dell’Eni, guidato dall’ad paolo Scaroni, con il suo Progetto Scuola.
Le grandi aziende dichiarano di volere sensibilizzare le giovani generazioni sui comportamenti eco sostenibili. Il caso dell’Eni, guidato dall’ad paolo Scaroni, con il suo Progetto Scuola.
Etichette:
educazione ambientale,
enel,
eni,
paolo scaroni,
rifiuti
mercoledì 3 dicembre 2008
Le imprese rilanciano sui progetti sostenibili
Responsabilità sociale e conto economico si dimostrano buone alleate. «Con il nostro progetto ambientale in 13 anni abbiamo ridotto i consumi elettrici del 50%, l'impiego di acqua del 70%, i rifiuti in discarica del 92 per cento. E il guadagno per l'azienda è stato di un miliardo di dollari» ha detto ieri Carlo Ottaviani, vicepresidente corporate di StMicroelectronics, alla presentazione della classifica Accountability Rating®, elaborata per la prima volta in Italia da Scs Consulting, analizzando le quotate nell'S&P Mib 40. «Il rating valuta la capacità di coinvolgere gli stakeholder – ha detto Valeria Fazio di Scs, al convegno "Responsabilità d'impresa per ricostruire la fiducia" nella sede milanese del Sole 24 Ore – di interiorizzare le loro aspettative nei sistemi di governo e di riconoscere e gestire gli impatti delle propria attività sul mercato e sul contesto in cui l'azienda opera».In vetta alla classifica si posizionano le utilities (l'Eni di Paolo Scaroni, l'Enel di Fulvio Conti, la Terna), le banche (Gruppo Montepaschi, Intesa Sanpaolo, UniCredit), in fondo società della moda come Bulgari, Luxottica, Geox (rispettivamenteal 33Ú,34Ú,35Úposto) edeimedia come Mediaset, Gruppo Editoriale L'Espresso e Mondadori (al 37Ú,38Úe 40Úposto).Pietro Guindani, presidente di Vodafone (società prima nella classifica mondiale Accountability) ha detto che «la responsabilità sociale deve pervadere tutti gli aspetti dell'azienda» e ha annunciato che il gruppo Csr della Commissione cultura di Confindustria – che lui stesso guida – si occuperà di tre aree: sostenibilità ambientale, impresa e terzo settore, impresa e capitale umano. (Da Il sole 24 Ore)
Etichette:
banche e assicurazioni,
enel,
eni,
Fulvio Conti,
paolo scaroni,
rifiuti
venerdì 28 novembre 2008
Enel, un miliardo nel solare maxi-impianto a Catania
L'Enel guidata da Fulvio Conti si allea con Sharp in una joint venture per l´energia solare, nella realizzazione di impianti fotovoltaici e per la costruzione di uno stabilimento di pannelli solari a Catania (attivo a metà 2010). Nell´accordo dovrebbe entrare anche Stm, partner "manifatturiero". Per Enel l´investimento complessivo nel progetto è di 1,3 miliardi di euro. Intanto l'Eni di Paolo Scaroni continua a promuovere il suo programma di efficienza energetica
Etichette:
enel,
energia solare,
energie rinnovabili,
eni,
fotovoltaico,
Fulvio Conti,
paolo scaroni
giovedì 23 ottobre 2008
«Due ore con»: a novembre si parlerà di sviluppo sostenibile
Temi da far tremare le vene ai polsi, come «Il mondo nuovo fra globale e locale, fra liberismo e protezionismo» (di cui si parla oggi alle 17.30), sono al centro di «Due ore con», ciclo di quattro incontri organizzati da Enel in collaborazione con il Piccolo Teatro.Stasera aspettano il pubblico (via Rivoli 6, l'ingresso è libero) gli economisti Alberto Alesina, docente a Harvard, Tito Boeri, della Bocconi, e Giorgio Barba Navaretti, della Statale. Modera l'incontro il direttore di «Il Mondo», Enrico Romagna Manoja. Il prossimo appuntamento sarà tra poco più di un mese, il 26 novembre: si parlerà di sviluppo sostenibile e ambiente. In programma anche incontri sui conflitti sociali e su precarietà e flessibilità.
lunedì 6 ottobre 2008
Immaginare una casa confortevole ed ‘ecologica’
Immaginare una casa confortevole, ‘ecologica’, economica e capace di utilizzare solo il meglio della tecnologia energetica, è un sogno proibito? «E’ un sogno, sognato da molti, che oggi può diventare reale. Pensiamo a realtà come la geotermia, il fotovoltaico, la cogenerazione e, per gli interni, pensiamo alla domotica: queste sono parole che racchiudono un passato fatto di ricerca, un presente ed un futuro di applicazioni. Mettendo in sinergia tutte le conoscenze e le tecnologie a nostra disposizione potremmo, addirittura, tendere ad un’ abitazione energeticamente autosufficiente». Partiamo dalla possibilità più semplice: il fotovoltaico, comunemente noto come ‘impianto a pannelli solari’... «Credo che , in linea generale, tutti conoscano l’argomento: si tratta di pannelli che, posizionati all’aperto, raccolgono luce e la trasformano in energia elettrica e calore. Forse non tutti, però, sanno che il fotovoltaico è un investimento che si ammortizza con l’uso. Un impianto di pannelli solari da 3 chilowatt, adatto a coprire i fabbisogni di un’abitazione media, costa circa 20mila euro. L’utente stipula un patto con l’Ente gestore per l’energia elettrica (Gse) e, da quel momento, comincia a produrre energia che viene immessa nella rete generale: in parte andrà a coprire i consumi interni, quella prodotta in più verrà immessa nella rete generale e venduta allo stesso Ente gestore. Quest’ultimo, in proporzione, e secondo gli accordi contrattuali, applicherà sconti in bolletta Enel o liquiderà in contanti il guadagno all’utente». Quanto può fruttare, annualmente, l’energia prodotta e rivenduta? «Fino a 2000 euro l’anno, secondo le nostre stime. Con i primi dieci anni di utilizzo dei pannelli l’utente rientrerà della spesa sostenuta per l’impianto, per gli altri dieci il guadagno sarà suo...». Lasciamo l’energia elettrica e passiamo alla climatizzazione. La sua azienda propone soluzioni all’avanguardia per grandi ambienti. Esiste la possibilità di declinare i vostri impianti a misura di abitazione privata? «La Cpl si rivolge anche ai privati, costruttori o proprietari che siano, spesso attraverso società controllate. Abbiamo la possibilità di offrire, sostanzialmente, tre risposte a chi cerca soluzioni innovative per climatizzare (e non solo scaldare) la propria abitazione con un basso impatto economico ed ambientale. La più ‘ecologica’ è la geotermia: si tratta di assorbire il calore dalla terra attraverso una ‘sonda’ scavata a grande profondità (110metri). La sonda raccoglie il calore della terra e lo trasferisce in superficie, nelle abitazioni, senza immissioni in atmosfera. Le complessità di questo sistema riguardano manutenzione dell’impianto, che deve essere costante, e i permessi di trivellazione per le sonde». (Dal Giorno)
Un progetto di risparmio ed efficienza energetica è stato lanciato dall’Eni di Paolo Scaroni più di un anno fa con l’obiettivo di permettere un risparmio del 30% sull’attuale bolletta energetica di ogni famiglia
Un progetto di risparmio ed efficienza energetica è stato lanciato dall’Eni di Paolo Scaroni più di un anno fa con l’obiettivo di permettere un risparmio del 30% sull’attuale bolletta energetica di ogni famiglia
Etichette:
enel,
energia solare,
energie rinnovabili,
eni,
fotovoltaico,
paolo scaroni
lunedì 29 settembre 2008
L'Energy Summit guarda al 2020
L' evoluzione del mercato, le politiche europee, le alleanze tra i grandi gruppi, la sfida delle fonti rinnovabili e l'opzione nucleare. Le tematiche energetiche fondamentali sono in primo piano all'Italian energy summit, che si apre oggi a Milano alla sede del Sole 24 Ore, in via Monte Rosa 91.L'appuntamento annuale del Sole 24 Ore in collaborazione con Ibc Global Conferences– giunto all'VIII edizione – vede anche quest'anno la presenza tra i relatori dei più autorevoli player del settore e dei rappresentanti delle associazioni più importanti.Ad aprire la conferenza inaugurale, questa mattina, saranno il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, e il vicepresidente di Confindustria per l'Energia e il mercato, Antonio Costato.La prima giornata del summit è focalizzata sulle dinamiche di mercato: il quadro europeo nella mattinata e la situazione italiana – tra integrazione e concorrenza – nel pomeriggio.Tra gli interventi in programma, quelli di Fulvio Conti (ad di Enel), Giuliano Zuccoli (presidente di A2A), Massimo Orlandi (Ad Sorgenia) e Alessandro Ortis (presidente dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas).La seconda giornata del summit si concentra su due temi distinti. Nel corso della mattinata, le interazioni tra finanza ed energia, dagli effetti dei prezzi sulla crescita economica alla dipendenza europea dal gas naturale, per finire con una tavola rotonda cui partecipano le principali utility attive sul mercato italiano.Nel pomeriggio, invece, sarà la volta della sfida del risparmio e dell'efficienza energetica. Temi del dibattito, la situazione italiana, le energie alternative, gli edifici intelligenti per ottimizzare i consumi e le strategie d'acquisto dei grandi consumatori industriali.Chiude la tre giorni sull'energia il workshop di mercoledì 1Úottobre, interamente dedicato alle fonti rinnovabili e alle politiche ambientali. Una riflessione a 360 gradi sulle strategie di Italia ed Europa in vista della scadenza cruciale del 2020.
Etichette:
alessandro ortis,
enel,
energie rinnovabili,
Fulvio Conti,
gas,
milano,
nucleare
venerdì 12 settembre 2008
La città verde non è un’utopia ed è in continuo movimento
Articolo dell'Opinione su “ecolonia”, il quartiere che permette uno stile di vita ecosostenibile
Nel 1989 l’Agenzia per l’Energia e l’Ambiente dei Paesi Bassi, corrispettivo dell’Enea italiana, individuò il sito adatto per un suo progetto pilota nel territorio della municipalità di Alphen aan dare Rijn, nella provincia di Utrecht. Il progetto riguardava la realizzazione di un insediamento che fosse ecosostenibile e che divenisse il centro di ricerca sul campo per l’introduzione di nuove tecniche costruttive e tecnologiche che permettessero il massimo rendimento mediante il minimo impatto ecologico. Nasce così Ecolonia, 101 abitazioni unifamiliari comprensive di aree verdi e servizi, studiati per permettere uno stile di vita ecosostenibile, senza rinunciare ad alcun comfort, nel pieno rispetto dell’ambiente. Il progetto, finanziato dal Fondo monetario per le Costruzioni dei Comuni Olandesi è completato in soli tre anni, con le residenze concluse e abitate. Il nuovo quartiere inizia il proprio ciclo vitale e, in esso, i cittadini trovano un luogo a misura d’uomo, un laboratorio di ricerca che li coinvolge nei continui aggiornamenti. Ecolonia è uno dei primi progetti urbani sostenibili che può dirsi riuscito, proprio perché mai concluso, in quanto in continua trasformazione, aperto alle variazioni e alle manipolazioni degli abitanti, come negli intenti dell’ideatore Lucien Kroll e del suo gruppo di lavoro.
Nel 1989 l’Agenzia per l’Energia e l’Ambiente dei Paesi Bassi, corrispettivo dell’Enea italiana, individuò il sito adatto per un suo progetto pilota nel territorio della municipalità di Alphen aan dare Rijn, nella provincia di Utrecht. Il progetto riguardava la realizzazione di un insediamento che fosse ecosostenibile e che divenisse il centro di ricerca sul campo per l’introduzione di nuove tecniche costruttive e tecnologiche che permettessero il massimo rendimento mediante il minimo impatto ecologico. Nasce così Ecolonia, 101 abitazioni unifamiliari comprensive di aree verdi e servizi, studiati per permettere uno stile di vita ecosostenibile, senza rinunciare ad alcun comfort, nel pieno rispetto dell’ambiente. Il progetto, finanziato dal Fondo monetario per le Costruzioni dei Comuni Olandesi è completato in soli tre anni, con le residenze concluse e abitate. Il nuovo quartiere inizia il proprio ciclo vitale e, in esso, i cittadini trovano un luogo a misura d’uomo, un laboratorio di ricerca che li coinvolge nei continui aggiornamenti. Ecolonia è uno dei primi progetti urbani sostenibili che può dirsi riuscito, proprio perché mai concluso, in quanto in continua trasformazione, aperto alle variazioni e alle manipolazioni degli abitanti, come negli intenti dell’ideatore Lucien Kroll e del suo gruppo di lavoro.
giovedì 11 settembre 2008
ZeroEmission Rome 2008, va in scena il futuro energetico del pianeta
Più di 300 espositori su 25mila mq, sette fiere specializzate, un calendario di convegni di tutto rispetto e incontri con autori del panorama internazionale: alla Fiera di Roma, dall'1 al 4 ottobre, torna l'appuntamento dedicato alle energie rinnovabili. In prima linea anche le principali aziende energetiche italiane, dall'Enel di Fulvio Conti all'Eni di Paolo Scaroni.
Etichette:
Co2,
enel,
energie rinnovabili,
eni,
Fiere e festival,
Fulvio Conti,
paolo scaroni
Iscriviti a:
Post (Atom)