Visualizzazione post con etichetta milano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta milano. Mostra tutti i post

venerdì 8 marzo 2013

Design per la sostenibilità urbana al Politecnico di Milano

Presso il Politecnico di Milano ha sede il laboratorio internazionale multidisciplinare di design IMM per la sostenibilità urbana.

Uno dei casi studio di IMM
"Si tratta di una di quelle eccellenze italiane - scrive Infobuildenergia - che il nostro sistema universitario riesce ancora ad esprimere nonostante i momenti di difficoltà e che sta attirando l'attenzione di diversi centri di ricerca nel mondo.
Il progetto è nato con l'obiettivo di affrontare i temi di sviluppo sostenibile e risparmio energetico a livello non di singolo edificio, ma su scala urbana, utilizzando una metodologia innovativa, che è stata accreditata a livello internazionale e più volte premiata proprio per la capacità di affrontare in modo nuovo uno dei temi centrali della nostra epoca.
La metodologia è basata su un processo specifico che ha l'obiettivo principale di migliorare la performance energetica dei CAS, complex adaptive systems, ovvero dei sistemi complessi in grado di adattarsi, cambiare ed evolversi in seguito all'esperienza. L'approccio del laboratorio è fondamentalmente olistico, analizza le relazioni tra la morfologia urbana e i consumi energetici, la città è dunque considerata come un Sistema in continuo movimento dinamico, in grado di riadattarsi".
La linea guida del Laboratorio IMM, che si rivolge principalmente a designer e decision makers, è il principio secondo cui il design urbano può avere effetti diretti sulla qualità dell'ambiente, migliorare le performance energetiche, così come la qualità delle nostre vite, rendendo il nostro futuro più sostenibile.
Il laboratorio è composto da un team multidisciplinare ed internazionale.
Sul sito dedicato http://www.immdesignlab.com sono visibili alcuni progetti svolti applicando questa metodologia per varie amministrazioni e municipalità di primo piano (Barcellona, Timisoara) o svolti in collaborazioni con università straniere (Gold Coast, Australia)."

domenica 7 ottobre 2012

Rapporto tra infrastrutture e ambiente: appuntamento alla Triennale di Milano

Come già anticipato nel post del 3 ottobre, domani, 8 ottobre 2012 alla Triennale di Milano verrà presentata una mostra di architettura che proporrà anche il progetto "TerrAfrica", un progetto regionale per lo sviluppo sostenibile che si sviluppa su 24 Paesi sub-sahariani.
"L'architettura del mondo" è il titolo della mostra, visitabile dal 9 ottobre al 10 febbraio.
Infrastrutture, mobilità, nuovi paesaggi, sono le tematiche oggetto dell'allestimento che si compone di quattro sezioni di cui una, quella storica, attraversa le altre tre che espongono opere e progetti relativi a ciò che si produce al di fuori del nostro paese, a ciò che stato realizzato o è in corso d'opera in Italia e, infine, a ciò che inizia a presentarsi come un quadro geografico a scala globale al quale le nuove grandi infrastrutture si rapportano.
 La sezione storica, sul Novecento, presenta opere note come i disegni di Le Corbusier per Algeri o quelli di Saarinen per la stazione di Helsinki, ma anche esempi di creazione di spazio pubblico e valore ambientale, come il metro di Mosca. Una sezione è sulla grande ingegneria italiana, in Italia e all'estero, tra gli anni '50 e '70. La sezione dedicata ad opere recenti prodotte al di fuori del nostro paese presenta un catalogo aggiornato di opere, suddivise per temi, alcune delle quali possono costituire un modello per chi come l'Italia deve recuperare un ritardo accumulato nel corso degli ultimi anni. La sezione dedicata al panorama nazionale offre quanto è in corso d'opera o è da poco stato realizzato mettendo in luce, in particolare, alcune situazioni in cui il rapporto tra infrastrutture, architettura, arte, paesaggio, città, ha assunto un ruolo particolare sviluppando esiti interessanti e inediti come testimoniano i casi di Reggio Emilia, Napoli, Perugia, Venezia. Nell'ultima sezione della mostra oggetto dell'attenzione sono colossali opere a difesa delle sabbie o del vento, destinate all'approvvigionamento idrico o energetico ad una circolazione "globale".

martedì 6 dicembre 2011

Come vuoi rappresentare il progresso sociale? Un concorso con la Scala di Milano

Come vuoi rappresentare il progresso sociale e civile del nostro secolo?
E' la domanda a cui rispondere per vincere un biglietto per la Scala di Milano.

L'iniziativa, dedicata agli under 30, è interessante: Project Malawi, in partnership con Teatro alla Scala, mette a disposizione 30 biglietti gratuiti per assistere all’anteprima del balletto Excelsior sostenendo le attività di aiuto al Malawi.

"Il balletto Excelsior celebra il trionfo del progresso. - spiega il bando di concorso - Sono passati 130 anni e il progresso, sociale e civile, ha permesso di migliorare le condizioni di vita di molte persone. E tra altri 130 anni? Lascia un’immagine o un messaggio che rappresenti il progresso sociale e civile del nostro secolo, da lasciare ai posteri."

Si partecipa attraverso la pagina Facebook “Project Malawi e LaScalaUNDER30” e c'è tempo fino al 9 gennaio 2012 per caricare il proprio progetto e farsi votare.

Sarà interessante vedere quali idee verranno presentate dai patecipanti. Io, naturalmente, il progresso lo vorrei... sostenibile!

venerdì 7 ottobre 2011

Presentato il terzo polmone verde di Milano

Martedì è stata inaugurata la prima parte del parco pubblico realizzato da CityLife a Milano.
L'assessore alla Mobilità e all'ambiente di Milano, Pierfrancesco Maran, ha inaugurato la prima fase dell'intervento di verde pubblico realizzato da CityLife. Un intervento che entro il 2015 dovrebbe regalare a Milano il terzo polmone verde dopo parco Sempione e i giardini Montanelli. Un parco da 168mila metri quadri e 16 milioni di investimento privato. Un parterre da oltre 4mila metri quadri di arbusti con 22 nuovi platani e una superficie di intervento da 10.740 metri quadri lungo i viali Belisario, Ezio, Cassiodoro e Berengario.

"Sono molto contento di presentare questa prima parte di riqualificazione. - ha dichiarato Maran - Il verde e l'impatto zero devono essere la regola degli interventi urbanistici come quello di Citylife. Un intervento che consegnerà in quattro alla città il suo terzo parco per dimensione e nel quale abbiamo chiesto di poter inserire un parco giochi che sia fruibile anche dai bambini disabili".
"Questo è il primo passo di una riqualificazione importante per Milano - ha proseguito Maran - e vi abbiamo investito circa un milione di euro. La riqualificazione comprende anche un parcheggio da 1.800 metri quadri".
Il parco sarà realizzato entro il 2015 da Gustafson Porter, vincitore del bando di concorso internazionale, e sarà una sintesi del paesaggio regionale.
Duemila nuovi alberi assorbiranno oltre 40mila chili all'anno di Co2 e inoltre il quartiere Citylife sarà a impatto zero grazie al teleriscaldamento, all'utilizzo di acqua di falda, di pannelli fotovoltaici e al ricircolo dell'acqua per l'irrigazione.

Leggi il comunicato stampa>>
Leggi il profilo dei progettisti >>
Leggi il concept del progetto >>
Scopri di più sul parco>>

giovedì 1 settembre 2011

A Milano un quartiere a emissioni zero

CityLife, in costruzione sulle aree della ex Fiera Campionaria di Milano, è un quartiere ad emissioni zero: zero caldaie a gas, zero fonti di combustione, zero CO2, zero inquinanti nell’aria.

La risorsa primaria di energia è l’acqua:
da un lato il teleriscaldamento fornito da A2A per il riscaldamento e il raffrescamento nelle torri e per l’acqua calda sanitaria nelle residenze, dall’altro l’utilizzo di pompe di calore alimentate dall’acqua di falda per le stesse esigenze nelle abitazioni. E l’acqua di risulta del sistema di riscaldamento e condizionamento, riciclata, serve per l’irrigazione del parco, delle aree verdi condominiali e per gli scarichi dei servizi igienici.

Tutti gli edifici di CityLife hanno alte prestazioni energetiche, con pannelli fotovoltaici che riducono il consumo energetico necessario per il funzionamento degli impianti. Le Residenze sono certificate in Classe A, per le scelte di alimentazione e gli accorgimenti costruttivi, come l’isolamento termico garantito dai materiali di facciata.

Il profilo ecologico del quartiere è fortemente legato al grande Parco pubblico, terzo polmone verde del centro di Milano. Il Parco di CityLife assorbirà oltre 60mila kg/anno di CO2 e 800 kg/anno di inquinanti atmosferici. L’area ospiterà 2mila nuovi alberi scelti sulla base della loro capacità di migliorare la biodiversità e, integrandosi con i parchi del settore nord-ovest della città, attiverà la più importante rete ecologica di Milano, essenziale per la depurazione e ossigenazione dell’aria e per il riequilibrio ambientale urbano.

Scopri di più sul quartiere a emissioni zero >>

lunedì 7 febbraio 2011

Milano: case di lusso a zero emissioni

Le case di lusso di Milano in costruzione presso il nuovo quartiere CityLife sono dotate di teleriscaldamento: si tratta del primo esempio a Milano in cui l’intero sistema di raffreddamento e riscaldamento viene realizzato a emissioni zero, senza alcun tipo di combustione.
E' A2A Calore & Servizi, la società del gruppo A2A che si occupa di teleriscaldamento, a fornire l’alimentazione energetica.

Giuliano Zuccoli, Presidente del Consiglio di Gestione di A2A ha dichiarato: “Questa importante iniziativa si inquadra nell’ambito del progetto di sviluppo pluriennale del teleriscaldamento che A2A, con il forte sostegno e appoggio dell’amministrazione comunale, ha in corso di realizzazione sul territorio del Comune di Milano. Con questa realizzazione si coniuga al meglio l’esigenza di soddisfare, da un lato i fabbisogni energetici dei nuovi edifici che sorgeranno sull’area ex-Fiera e dall’altro di ottenere il minor impatto ambientale possibile sul territorio.”

L’acqua calda è fornita da A2A tramite un collegamento con la rete di teleriscaldamento proveniente dal termovalorizzatore Amsa di Figino - Silla 2, dove si attua il recupero energetico di calore pulito a partire dal calore residuo recuperato dall’impianto.

Questa realizzazione tecnologica consente di ridurre al minimo l’impatto ambientale sul territorio, riducendo a zero le emissioni inquinanti locali (polveri, ossidi di azoto, CO2 etc), di evitare l’installazione di caldaie convenzionali a gas, eliminando completamente tutti i camini e di garantire una maggior sicurezza di esercizio degli impianti.

“Con questa soluzione - continua Zuccoli - si soddisfa l’esigenza di CityLife di realizzare edifici con elevate prestazioni ambientali con il miglior rendimento energetico possibile al fine della certificazione energetica dei nuovi immobili.”
(da Cambiamenti climatici: Case di lusso e a emissioni zero a Milano CityLife)

Per saperne di più sul quartiere a emissioni zero, leggi qui >>

lunedì 10 gennaio 2011

Milano avrà un nuovo parco pubblico

Milano avrà un nuovo parco pubblico, nel quartiere di CityLife. L'intervento di verde urbano costituirà il terzo parco di Milano per dimensioni, dopo Parco Sempione e i Giardini Pubblici di Porta Venezia.

Ad aggiudicarsi il concorso internazionale di progettazione sono stati gli studi Gustafson Porter (Regno Unito) in gruppo con !Melk, One Works, con un progetto dal titolo Un parco fra le montagne e la pianura.

Al secondo posto si è classificato lo studio Proap (Portogallo) con il progetto Il meglio dei due mondi, e al terzo Atelier Girot (Svizzera), con il progetto Radura.
Gli altri gruppi di progettazione che hanno partecipato sono: Agence TER (Francia); Erika Skabar (Italia); Latitude nord (Francia); Latz + Partner (Germania) e Rainer Schmidt Landschaftsarchitekten (Germania). I soggetti invitati a partecipare al concorso erano stati individuati a luglio 2010, attraverso una selezione condotta congiuntamente dal Comune di Milano e da CityLife tra oltre 70 candidati, espressione delle eccellenze nel campo della progettazione di parchi a livello internazionale. Gli otto progetti sono stati esposti all’Urban Center dal 28 ottobre al 5 dicembre e la mostra ha registrato oltre 20.000 visitatori.
Duemila nuovi alberi assorbiranno oltre 40mila chili all'anno di Co2 e inoltre il quartiere Citylife sarà a impatto zero grazie al teleriscaldamento, all'utilizzo di acqua di falda, di pannelli fotovoltaici e al ricircolo dell'acqua per l'irrigazione.

Per saperne di più:
Leggi il comunicato stampa >>
Guarda le immagini della premiazione >>
Leggi il profilo del vincitore >>
Leggi il concept del progetto >>

venerdì 16 luglio 2010

Paolo Scaroni dice no al nucleare

Paolo Scaroni, l'amministratore delegato dell'Eni, durante il congresso Milano MedForum, ha sottolineato come la società non sia intenzionata a entrare nella partita del nucleare italiano, anche se considera la scelta fatta anni fa una pazzia.
Parlando di energia, Paolo Scaroni ha affermato che "prima di immaginare di riempire con mulini a vento località che non hanno vento e di coprire il nostro scarso territorio con pannelli solari che usano una tecnologia vecchia di 80 anni bisogna esplorare tutte le strade per risparmiare energia".
" I quattro Paesi petroliferi del Nordafrica , quindi Egitto , Libia , Tunisia e Algeria , pur rappresentando meno del 5% della produzione mondiale di gas e petrolio , per noi rappresentano quasi il 35% della produzione - ha continuato Paolo Scaroni, che ha ribadito quanto sia importante l'area nordafricana per l'Eni, cioè l'Egitto, la Libia, la Tunisia e l'Algeria, ricordando che la società petrolifera ha investito lì 50 miliardi di dollari in 10 anni, dando occupazione a oltre 5mila persone.
(efficienzaenergetica2008.blogspot.com)

martedì 8 giugno 2010

A Milano arrivano i taxi verdi

Milano potrà presto godersi i propri green taxi. Il prototipo è stato appena presentato dalla Volkswagen e dalle autorità cittadine: una sorta di maggiolone chiamato, appunto, Milano Taxi, verde anche nella scelta cromatica in memoria delle vetture che negli anni ‘50 assicuravano la mobilità milanese.

Si tratta di una scommessa che unisce il legame alla tradizione (la linea ha un ché di vintage che ricorda a tratti il Samba Bus) con l’approccio ad un futuro ecocompatibile: la vettura si presenta, infatti, totalmente elettrica e ad emissioni 0.

Dando un’occhiata alla realizzazione tecnica, ci rendiamo conto che nulla è stato lasciato al caso. Il green taxi monterà un motore con 50 kW costanti e con picchi di 85 kW in grado di permettergli una velocità massima di 120 km orari, con un’autonomia di circa di 300 km. L’interno dell’automobile è stato studiato all’insegna dell’ottimizzazione dello spazio e del peso. Ad esempio viene a mancare il sedile passeggero accanto al volante, sostituito da un comodo vano bagagli.

La produzione vera e propria di questo gioiellino green è annunciata per il 2013.
(da onegreentech.it)

mercoledì 8 aprile 2009

Scaroni cementa l'asse Italia-Russia

La tragedia del terremoto in Abruzzo si è fatta sentire anche nell'ambito del summit italo-russo di Mosca, nel senso che l'assenza forzata di Silvio Berlusconi (rimasto in Italia per occuparsi dell'emergenza) ha fatto slittare la firma di tutti gli accordi commerciali sul tavolo. Tuttavia la missione imprenditoriale organizzata da Confindustria, Abi e Ice a Mosca ha confermato il clima di cooperazione tra le aziende dei due Paesi, che riveste rilevanza strategica soprattutto in campo energetico. L'Eni, come nelle previsioni della vigilia, ha ceduto il 20% di GazpromNeft che deteneva dal 2007 a Gazprom (che si è avvalsa di Cleary Gottlieb come advisor legale). Il colosso russo del gas ha quindi esercitato l'opzione call di cui disponeva, versando nelle casse dell'Eni 4,2 miliardi di dollari, «quanto abbiamo pagato noi (3,7 miliardi di dollari, ndr) più gli interessi del 9,5%», ha spiegato l'ad del Cane a sei zampe, Paolo Scaroni. Ritardati invece di «un paio di settimane» gli altri accordi dei quali si discute da tempo proprio per l'assenza del premier italiano. Tra questi l'ingresso di Gazprom nella società che gestirà il pozzo petrolifero libico Elephant; e l'intesa sull'ampliamento di capacità del gasdotto South Stream, che consentirà il trasporto di gas verso l'Europa, evitando il transito in alcuni Paesi critici come l'Ucraina. L'ampliamento del gasdotto prevede di aumentarne la capacità dai 31 miliardi di metri cubi di portata previsti inizialmente a 47 miliardi. «Visto che si tratta di accordi strategici», ha spiegato Paolo Scaroni, «bisogna aspettare quando ci sarà un incontro fra il premier russo Vladimir Putin e Berlusconi», un evento che, secondo il calendario diplomatico, è previsto a fine mese. Rinviata all'incontro tra i due governi anche l'intesa per l'ingresso di Gazprom in ArticRussia, la società in cui sono stati parcheggiati gli asset ex Yukos nel gas, che è controllata da Severenergia, joint venture costituita da Eni (60%) ed Enel (40%). Gazprom dovrebbe esercitare un'opzione call sul 51% per circa un miliardo di dollari (le due aziende italiane pagarono circa 2 miliardi per l'intero capitale al momento dell'acquisto degli asset ex Yukos), limitando così al 30% la quota Eni e al 20% quella di Enel. La missione moscovita per i vertici di Eni ha comunque portato anche novità: la società italiana ha siglato con Rosneft (petrolio) un protocollo di collaborazione nei settori upstream e della raffinazione in Russia e all'estero. Ed è stata firmata anche una serie di accordi di collaborazione con le principali società energetiche russe (Inter Rao Ues, Transneft e Stroytransgas) con le quali Eni avvierà un programma di cooperazione che riguarderà vari ambiti del settore energetico. (da "Milano Finanza")

venerdì 13 marzo 2009

Sfida ecologica, l’evento "produrrà" un bosco

E’ una sfida anche questa. Decisamente inedita: un evento automobilistico in chiave «ecologica» che contribuirà al rimboschimento di oltre 50 mila metri di bosco.Sembra un controsenso coniugare, nella stessa direzione, auto - quasi sempre sul banco degli imputati quando si parla di inquinamento - e difesa dell’ambiente. Ma è la sfida che affronta, quest’anno, la Mac Events di Genova, società organizzatrice della rievocazione della Milano-Sanremo. «E’ una mission che vogliamo applicare anche ai nostri prossimi impegni motoristici - dicono alla Mac Events - La Milano-Sanremo sarà “certificata” a impatto zero da Lifegate, società che diffonde e sostiene progetti, valori ecocompatibili e rispetto dell’uomo e dell’ambiente». Come? «Convertendo - dicono gli organizzatori - in chiave ecosostenibile e di risparmio energetico tutti i nostri interventi». In base al protocollo di Kyoto è stato calcolato che la Milano-Sanremo comporterà un emissione di CO2 (anidride carbonica) per 263816 kg. Cui corrispondono 51700 metri quadrati di foresta. Ecco allora che Mac Events, con i risparmi energetici che riuscirà a fare, ripianterà 51700 metri quadrati di bosco in Costarica. Come avverranno i risparmi? In tanti modi: riducendo l’utilizzo di materiali cartacei con l’uso della posta elettronica; stampando i materiali promozionali sui carta riciclata; utilizzando tessuti ecosostenibili; rinunciando, ove possibile, a materiale plastico per scopi promozionali; scelta di fornitori che limitano il consumo di CO2; promuovendo il car-pooling (utilizzo in comune di auto) per lo spostamento dei partecipanti; impiego di vetture a basso impatto ambientale per lo staff; catering con prodotti di origine locale acquistati nel raggio di 100 km; utilizzo di detersivi a basso impatto ambientale; smaltimento differenziato dei rifiuti. (Da La Stampa)

Ecco come le grandi aziende dichiarano di volere sensibilizzare le giovani generazioni sui comportamenti eco sostenibili. Il caso dell’Eni, guidato dall’ad Paolo Scaroni

giovedì 5 marzo 2009

Bio-etanolo made in Alessandria

Potrebbe essere la prima vera "raffineria" di benzina vegetale in Europa. Il gruppo chimico alessandrino M&G Mossi e Ghisolfi (tra i primi al mondo nella produzione di plastica pet per bottiglie) costruirà in Italia il primo impianto semindustriale di " seconda generazione" per la produzione di alcol. Etanolo, lo stesso alcol delle bevande. La materia prima però non sarà di origine alimentare. La materia prima da cui ricavare la "benzina pulita" sarà la canna comune, quella che si affolla spontanea sul bordo dei fossi italiani. La costruzione della fabbrica di energia pulita comincerà a Rivalta Scrivia (Alessandria) tra meno di un anno e sarà in produzione dopo un anno e mezzo di lavoro. L'investimento complessivo è di 120 milioni.Una conferma del valore del progetto viene da Mario Monti, presidente della Bocconi: «Bisogna puntare all'innovazione tecnologica che diminuisca l'intensità di emissione di carbonio per unità di energia usata, e questa è proprio la sfida dei biocarburanti», affermava ieri a Milano l'economista durante un convegno sul bioetanolo promosso dal gruppo Mossi e Ghisolfi e dalla Gbep (la (Global Bio Energy Partnership, l'organismo del G8 presieduto dall'italiano Corrado Clini) in collaborazione con Il Sole 24 Ore. Secondo il pacchetto europeo clima energia «almeno il 10% dei consumi nei trasporti dovrà essere coperto dai biocarburanti», ricorda Monti, ma per conseguire questo risultato con l'alcol «sono necessari 17,5 milioni di ettari di terreno coltivabili». Questo se si usassero le tecnologie convenzionali, quelle del bioetanolo "di prima generazione".Ecco perciò Guido Ghisolfi e la tecnologia che – sulla base del capitale immenso di studi e di sperimentazioni condotti dall'Enea nel centro ricerche materano della Trisaia – sta mettendo a punto con la sua squadra di ricercatori di tutto il mondo guidati da Dario Giordano. «Per sostituire un quarto della benzina italiana basterebbe coltivare a canna appena 10mila ettari», dice Ghisolfi.Difatti non bisogna partire dal granturco, come si fa per esempio in America del Nord, o da altre produzioni agricole che chiedono acqua a fiumi, concimi a camionate e diserbanti come piovesse. E che sono contestate perché la produzione di alcol da granturco o da altre varietà alimentari fa sempre sospettare problemi con le derrate alimentari. Non a caso i nemici delle bioenergie (a cominciare dalle lobby petrolifere) hanno additato per anni i produttori di alcol come affamatori del mondo povero.Ed ecco l'esperienza alternativa italiana, quella che non affama e non inquina. In una tenuta nell'Alessandrino l'agronomo Alessandro Arioli dell'Università del Piemonte Orientale è riuscito a ottenere – a dispetto del terreno perfido, sassoso e inadatto – una produzione incredibile di canna da trasformare in alcol. Comparabile per rendimenti con quella canna da zucchero con il cui alcol i brasiliani fanno marciare le loro automobili. «Se il bioetanolo ottenuto da mais è competitivo con il prodotti petroliferi quando il greggio supera l'ottantina di dollarial barile –osserva Corrado Clini – l'alcol prodotto in Brasile dai surplus di canna da zucchero fa concorrenza alla benzina anche quando il petrolio costa appena 25 dollari».I costi della tecnologia italiana sono simili. La materia prima è una pianta comunissima in Italia, ma la tecnologia può essere esportata per venire adattata alle colture povere (ed ecologiche) di altri Paesi. Non a caso il programma della Mossi e Ghisolfi è stato selezionato dal settimo Programma Quadro della Comunità Europea. Il progetto sta creando nel Tortonese una filiera delle bioenergie, come confermano le iniziative promosse in questi giorni da Agroenergia a Tortona. E le compagnie petrolifere italiane che cosa faranno? Diverse si stanno impegnando in prima persona sullo stesso tema (un caso per tutti: gli accordi stretti dall'Eni di Paolo Scaroni in Brasile sui bicarburanti). E anche le compagnie più svogliate devono per legge mescolare l'alcol alla benzina, il biodiesel al gasolio.

venerdì 27 febbraio 2009

Gli aerei cambiano rotta, cieli più puliti

Rotte più brevi e aerei che si spingono sempre più in alto, dove l'aria e rarefatta e si consuma meno carburante perché i velivoli incontrano meno resistenza. È partita una piccola rivoluzione nei cieli italiani. L'Enav, la società pubblica per l'assistenza al volo, ha ridisegnato il tracciato dei sorvoli notturni sul territorio italiano, nell'ambito del piano pluriennale per il miglioramento dell'efficienza dei voli.Risultato: le compagnie aeree, grazie a questo intervento scattato il 25 febbraio, nel 2009 risparmieranno 900 mila chilogrammi di cherosene, nell'atmosfera saranno immessi 2,8 milioni di chilogrammi in meno di anidride carbonica. E anche se la valutazione complessiva dell'impatto economico non è semplice da elaborare per l'oscillazione continua dei prezzi del petrolio, il risparmio è garantito: per esempio già con la sola variazione delle quote di volo (andata sopra i 10 mila e ritorno sopra i 9 mila) l'Alitalia sul collegamento Milano-Roma spende 1,2 milioni di euro in meno. E i tempi di viaggio, anche se di poco, si accorciano: 1 minuto in media ogni 13 chilometri tagliati. Mediamente su ogni rotta la riduzione è nell'ordine di pochi chilometri. Ma considerato il numero dei voli, comunque, le cifre diventano significative: nell'anno in corso gli aerei percorreranno complessivamente circa 180 mila chilometri in meno (e il tempo totale risparmiato sarà di circa 221 ore di volo in meno).E i cittadini? Ci saranno benefici per i clienti delle compagnie?Secondo fonti della Iata, l'associazione internazionale delle società del comparto del trasporto aereo, i risparmi dei vettori non comportano automaticamente un ribasso del costo dei biglietti, «ma è chiaro che un sistema più efficiente avvantaggia in primo luogo i viaggiatori, se non in termini di costo, almeno in qualità dei servizi. Anche perché eventuali risparmi sul carburante vanno a compensare solo in parte gli effetti devastanti della crisi economica».La piccola rivoluzione è comunque solo un tassello di un ben più grande mosaico: «Stiamo mettendo appunto anche il piano di riorganizzazione dei sorvoli diurni, che sono molto più numerosi — spiega Massimo Garbini, responsabile dell'Area operativa dell'Enav — e a regime nel 2009 i consumi di carburante saranno di ridotti di 67 milioni di chilogrammi all'anno e le compagnie che operano in Italia risparmieranno complessivamente almeno 16 milioni di euro grazie ai 2,5 milioni di chilometri in meno di voli». E per l'ambiente è una boccata di ossigeno: saranno riversati oltre 200 milioni di chilogrammi in meno di anidride carbonica nell'atmosfera. E secondo Garbini, l'Italia è leader a livello internazionale nel miglioramento dell'efficienza dei voli, tanto che Eurocontrol, l'organizzazione continentale responsabile dei network dei cieli, ha inviato gli altri Paesi a seguire l'esempio e i modelli di intervento adottati dall'Enav. (Dal Corriere della Sera).

Che cosa fanno i grandi gruppi petroliferi per l’ambiente. Questo è quello che l’Eni, ad esempio, su iniziativa dell’amministratore delegato Paolo Scaroni, dichiara di fare ogni anno.

martedì 17 febbraio 2009

Kyoto, le aziende battono la politica

I l Protocollo di Kyoto ha compiuto ieri quattro anni: per convenzione, l'accordo ambientale dell'Onu viene ricordato non con la data della firma ( dicembre ' 97) ma con la sua entrata in vigore il 16 febbraio 2005. In questi quattro anni il mondo ambientale è cambiato e l'industria energetica –quella più coinvolta dalle limitazioni alle emissioni di anidride carbonica –non è più la stessa di qualche anno fa.Qualche elemento di fondo. Il Protocollo di Kyoto rimane un obiettivo condiviso, ma è uno strumento vecchio. Lo confermano le inadeguatezze del piano europeo "20-20-20" (cioè il pacchetto clima-energia) e della direttiva Emissions Trading, i cui obiettivi sono difficili da conseguire e i costi restano alti nonostante che l'Italia sia riuscita ad ammorbidire i vincoli eccessivi. Il nodo negoziale dell'applicazione dei vincoli, degli incentivi e delle sanzioni si è spostato al prossimo negoziato internazionale in programma in dicembre a Copenaghen. Un altro elemento sotteso: l'industria sta cambiando in modo assai veloce e corre più in avanti dei politici di Bruxelles.I dati appena elaborati dall'Istat dicono che nel 2006 le aziende di maggiori dimensioni, con 1.664 milioni di euro, avevano realizzano quasi l'84 per cento del totale degli investimenti in campo ambientale, mentre le piccole e medie imprese erano marginalissime nel mercato verde. Era un altro sistema industriale. Oggi invece vediamo che la piccola e media impresa si affianca ai colossi. La M&G costruisce a Rivalta Scrivia un impianto per produrre benzina vegetale; la Ferrari di Maranello – ha annunciato ieri Luca Cordero di Montezemolo –entro l'anno venturo sarà energeticamente autosufficiente; la neonata Mx Group di Villasanta (Milano) ha lanciato i pannelli solari fai-da-te nel comodo kit preconfezionato. E in Brasile per la prima volta nel 2008 le vendite di alcol come carburante hanno superato la benzina.Il cosiddetto "effetto Obama" non è all'origine del cambiamento, ma ne è conseguenza: il nuovo presidente degli Stati Uniti, nell'incentivare il nucleare, le nuove tecnologie e una conversione del sistema produttivo verso uno sviluppo sostenibile, ha saputo capire un bisogno dell'industria e dei consumatori.Il mercato c'è: spesso non c'è la politica, quella stessa politica che – rimasta al pliocene dell'ecologia – introduce un incentivo all'auto senza spingere sull'ecologia e l'innovazione, o che dimentica lo sconto fiscale del 55% per chi spende per rendere più efficiente la casa.Nel 2000, quando il mondo del Protocollo di Kyoto si incon-trò all'Aia, si capì a che cosa serviva quell'accordo internazionale. Il Protocollo di Kyoto non ha ridotto di nemmeno un grammo le emissioni di anidride carbonica (+33% in 16 anni) ma «è un ottimo termometro della trattativa –ricorda Corrado Clini, direttore generale al ministero dell'Ambiente e uno dei grandi negoziatori internazionali dell'ecologia – ed è uno strumento di lettura delle posizioni: nel 2000 all'Aia l'Europa per la prima volta decise di andare avanti da sola con la sua posizione di imporre vincoli, mentre gli Stati Uniti si rinchiusero nella sottovalutazione degli effetti dei cambiamenti del clima. Posizioni perdenti che solamente oggi si tenta di superare».In questi giorni tra le due rive dell'Atlantico si cerca di delineare, in vista dell'incontro di Copenaghen, una politica condivisa tra Stati Uniti ed Europa. Si studiano misure comuni sugli standard tecnologici da adottare, sui livelli minimi di efficienza delle centrali elettriche, sulle caratteristiche delle automobili di nuova concezione, sulla struttura degli incentivi che non devono distorcere il mercato. (Dal Sole 24 Ore)

Che cosa fanno i grandi gruppi petroliferi per l’ambiente. Questo è ciò che Eni, ad esempio, su iniziativa dell’amministratore delegato Paolo Scaroni, dichiara di fare ogni anno.

mercoledì 11 febbraio 2009

Un club di 400 città per tagliare le emissioni

UN IMPEGNO che coinvolge 400 città tra le quali 12 capitali di 23 paesi dell'Ue, ma anche di Norvegia, Svizzera, Croazia, Turchia e Bosnia Erzegovina, per un totale di 80 milioni di abitanti: riforestare ogni anno una superficie come l'Ungheria o rimuovere dalle strade 35 milioni di auto, risparmiando 8 miliardi di euro l'anno in importazioni di petrolio. Il «Patto dei sindaci» è un'iniziativa della Commissione europea che consiste nell'aggregazione di città che si impegnano a superare l'obiettivo europeo di una riduzione delle emissioni di gas serra del 20%, e di un equivalente aumento del risparmio energetico, entro il 2020. Da Madrid ad Amburgo, da Amsterdam a Parigi, da Budapest a Lisbona passando per Stoccolma, Bucarest e Dublino, ci si rende protagonisti di un'azione dal basso. «Per fare fronte alla minaccia dei cambiamenti climatici ha detto il presidente della Commissione, Josè Manuel Barroso bisogna pensare globalmente e agire anche localmente». «L'impegno degli enti locali ha aggiunto il commissario all'energia, Andris Piebalgs è fondamentale per coinvolgere la popolazione e ci consentirà non solo di ridurre le emissioni, ma anche di rendere più sicuro, efficiente e sostenibile il sistema energetico». SECONDO una stima del «Coordinamento agende 21 locali italiane» al quale aderiscono 270 comuni, 41 province, 11 regioni e 27 tra Comunità montane ed Enti parco un obiettivo del taglio locale del 20% delle emissioni, fatto proprio nel 2007 dal coordinamento, equivale alla copertura di un quinto del target europeo. A oggi sono 31 le città italiane che hanno già firmato tra queste Milano, Torino, Padova, Bolzano, Modena, Ancona, Ravenna, Rimini, Foligno, Alessandria, Foggia , alle quali se ne stanno aggiungendo un'altra sessantina, tra le quali Bologna, Genova e ben 58 comuni della provincia di Milano, che assieme contano la bellezza di un milione di abitanti. «MILANO sta già rispondendo ha spiegato l'assessore all'ambiente, Edoardo Croci attraverso lo sviluppo del piano che prevede azioni a favore della mobilità sostenibile e dell' efficienza energetica». «Per centrare l'obiettivo ha aggiunto l'assessore all'ambiente della Provincia, Bruna Brembilla abbiamo già messo a disposizione una prima tranche di finanziamenti agevolati di 41 milioni su un totale di 120 milioni di euro che sono un investimento e non una spesa a fondo perduto, perché gli interventi si ripagheranno con il risparmio energetico». (dal Giorno)


Che cosa fanno i grandi gruppi petroliferi per l’ambiente. Questo è quello che l’Eni, ad esempio, su iniziativa dell’amministratore delegato Paolo Scaroni, dichiara di fare ogni anno.

venerdì 6 febbraio 2009

Inizia una nuova era ecologica per le quattroruote

Dalla linea lanciata dalla Ue al 2012, fino all'elezione del presidente degli Usa Barack Obama di rivedere la decisione del ministero dell'Ambiente sui limiti nelle emissioni delle auto in California e in altri Stati Usa, per il settore automobilistico la prospettiva è quella di diventare nel giro di un decennio decisamente più verde. I primi giorni di governance del neoeletto presidente sembrano confermare la tendenza.Insomma, per riuscire a comprare vetture alimentate da un mix metano-idrogeno non passerà tanto tempo. Il regolamento Ue sulla Co2 fissa il livello medio di emissioni delle auto nuove a 130 g CO2/km a partire dal 2012, livello che dovrà scendere a 95 grammi entro il 2020. Si prevede inoltre e un periodo transitorio di tre anni per il rispetto dei limiti imposti a ciascuna casa automobilistica, sulla base del peso medio delle nuove autovetture (ad es. 122g/km per la Fiat contro i 133g/km per la Volkswagen) e gli obiettivi potranno essere raggiunti attraverso stadi intermedi. E per ogni grammo di CO2 in eccesso rispetto al limite medio consentito sono previste sanzioni economiche. Barack Obama ha chiesto all'Enviromental protection agency (ministero dell'Ambiente) di rivedere la propria decisione contraria a limiti nelle emissioni delle auto in California e in altri Stati Usa. L'obiettivo dichiarato è quello di avere entro il 2011 un primo standard obbligatorio per i consumi, per poi arrivare nel 2020 ad avere auto in grado di fare una media di circa 15 km con un litro. Oggi sul mercato sono già disponibili vetture ibride, già utilizzate ad esempio nel parco auto dei taxi di Roma e Milano, oltre a quelle elettriche (che però costano il 50% in più) in genere alimentate da ricarica nel garage di proprietà. Secondo il quadro di Ennio Rossi, ricercatore dell'Enea nel settore della mobilità sostenibile, la tecnologia dell'idrogeno con celle a combustibile non è ancora a punto e la strada oggi è quella di usare vetture tradizionali con motore a scoppio, che con piccole modi*che possono essere alimentate da un mix metano- idrogeno. Potrebbero essere pronte fra cinque, massimo sette anni e l'idrogeno arriverebbe dalla lavorazione del petrolio. La Fiat ha manifestato interesse, visto che punta sul metano, mentre la Bmw ha già realizzato prototipi. L'impiego di idrogeno prodotto da fonti verdi invece, secondo l'esperto sarà verosimile quando verranno abbandonate le fonti fossili. (Dal Sole 24 Ore)

Che cosa fanno i grandi gruppi petroliferi per l’ambiente. Questo è quello che l’Eni, ad esempio, su iniziativa dell’amministratore delegato Paolo Scaroni, dichiara di fare ogni anno.

venerdì 23 gennaio 2009

Ambiente e architettura: il futuro delle città

L'emergenza ambientale e lo sviluppo sostenibile nelle città. La sfida delle amministrazioni si gioca soprattutto sui grandi progetti tra verde e architettura.Su questi temi Federlegno, nell'ambito delle iniziative legate alla rassegna fieristica Made Expo, organizza per oggi pomeriggio, alle 18, l'incontroconfronto «Edifici generosi per città generose». Presenti Stefano Boeri, architetto e direttore di Abitare, Alessandro Balducci, docente di Politiche urbane al Politecnico.l'appuntamento è in programma all'Urban center in Galleria Vittorio Emanuele. Interverrà anche l'assessore allo Sviluppo del territorio, Carlo Masseroli.

L’energia responsabile secondo Paolo Scaroni, amministratore delegato dell’Eni.

giovedì 22 gennaio 2009

Mission possible: cibo al mondo

A Milano 2015 si discuterà anche di come combattere la fame, spiega Il Giorno

MILANO COME TUTTE le altre Esposizioni che l'hanno preceduta, anche "Milano 2015" avrà un tema importante da illustrare a ospiti e visitatori: gli organizzatori, infatti, hanno deciso che la manifestazione lombarda affronterà i grandi problemi legati allo sviluppo sostenibile e li hanno sintetizzati nell'efficace slogan "Nutrire il pianeta. Energia per la vita". Tutti si aspettano che l'edizione milanese dell'Expo sarà uno straordinario evento durante il quale si cercherà di far conoscere agli oltre 100 milioni di visitatori (questi sono i "numeri" previsti dagli esperti...) cosa c'è di nuovo nel settore dell'alimentazione e quindi di valorizzare la creatività e l'innovazione ma senza scordarsi della tradizione. ORGANIZZATORI ed espositori, insomma, cercheranno di affrontare il tema del "cibo" a 360° e i programmi parlano da soli: sul tappeto ci saranno grandi questioni, come quelle relative alla possibilità di assicurare un corretto nutrimento a tutti gli abitanti del globo. Ma, poi, si discuterà anche di prevenzione e di cura delle malattie legate alla malnutrizione e alla denutrizione. Gli esperti esporranno, inoltre, i loro progetti per assicurare ad ogni Paese del mondo la disponibilità di acqua potabile e la fornitura cibi sani e, questo proposito, verranno anche illustrate le nuove tecniche per una sempre più corretta conservazione degli alimenti e per la loro distribuzione. C'è anche la scuola nel calendario dell'Expo perché, a "Milano 2015", verranno proposti programmi di educazione alimentare da sottoporre ai ragazzi di ogni parte del globo. Ci si aspetta molto da questa Esposizione Universale, insomma: dibattiti, seminari, incontri, confronti faranno capire che il problema della fame può essere risolto anche grazie alle nuove scoperte, alla ricerca scientifica, all'impegno di tutti i Paesi, soprattutto di quelli "ricchi". Ma che bisogna "inventarsi" anche un nuovo modo di lavorare la terra (sono necessarie, dicono gli esperti, nuove strategie per far nascere e/o sviluppare imprese e aziende eco-compatibili). Ma l'Expo made in Italy non trascurerà la tutela dei "prodotti tipici": il nostro Paese, infatti, è impegnato da tempo nella difesa dei suoi prodotti Doc (si pensi al Parmigiano, alla Mozzarella di Bufala, al Prosciutto di Parma o di San Daniele...) dalle imitazioni provenienti da altre regioni del Mondo. E, CHISSÀ, forse non è stato un caso quello di far cadere la scelta su Milano come sede dell'Expo 2015: il capoluogo lombardo, infatti, è considerato la capitale economica dell'Italia e l'Italia è riconosciuta a livello mondiale per le sue tradizioni alimentari, per la sua "dieta mediterranea", per il grande dinamismo e l'incredibile creatività delle sue aziende, soprattutto di quelle del settore agro-alimentare.

Che cosa fanno i grandi gruppi petroliferi per l’ambiente. Questo è quello che l’Eni, ad esempio, su iniziativa dell’amministratore delegato Paolo Scaroni, dichiara di fare ogni anno.

venerdì 16 gennaio 2009

Usa, sviluppo dell’eolico e migliorare l’efficienza energetica, un gran volano per l’economia

Da apnorama
Il presidente eletto americano ne è convinto: investire sulle energie rinnovabili è un affare. Per questo Barack Obama ha annunciato che intende varare un piano decennale da 150 miliardi di dollari nell’eolico, nel solare e nei biocarburanti, prendendo tre piccioni con una fava: inquinare meno, ridurre la dipendenza energetica e creare un volano per l’economia che genererà, si stima, 5 milioni di posti di lavoro.
Si può fare altrettanto in Italia? In misura ridotta sì, e senza gravare sulla finanza pubblica. La fonte di energia rinnovabile più efficiente e con maggiore spazio di crescita è quella eolica. Oggi in Italia i generatori a vento hanno una potenza pari a quasi 3 mila megawatt e coprono appena il 2 per cento del fabbisogno nazionale di elettricità. Uno studio dell’Associazione nazionale energia del vento (Anev) mostra che entro il 2020 sarebbe possibile passare a 16 mila megawatt installati, coprendo così dal 7 al 9 per cento del fabbisogno. I mulini salirebbero dagli attuali 3.500 a circa 10 mila, limitando al minimo possibile, ritengono all’Anev, l’impatto sul paesaggio.
Questo sviluppo sarà finanziato dai certificati che devono comprare le aziende più inquinanti, quindi senza prendere un euro dallo Stato. «In più» sottolinea Simone Togni, segretario generale dell’Anev, «una ricerca condotta con la Uil (presentata il 28 novembre) mostra che i posti di lavoro nel settore passerebbero da 13 mila a 66 mila e, parallelamente, verrebbe stimolato lo sviluppo di nuove aziende. Quello che chiediamo al governo è di rendere più semplici le procedure, come già stabilito dalla legge».
Altro fronte su cui puntare è l’efficienza energetica: un rapporto curato dal Politecnico di Milano per Greenpeace indica che in Italia esiste un potenziale di risparmio ottenibile entro il 2020 superiore al 20 per cento fissato dal pacchetto clima europeo. Questa efficienza si può ottenere migliorando le tecnologie usate attualmente nelle case, negli uffici e nelle industrie (motori elettrici, sistemi di condizionamento dell’aria, elettrodomestici, illuminazione...). Basti pensare che un frigorifero comprato ora consuma un terzo rispetto a quelli degli anni 90. Ma il bello è che, oltre a tagliare 50 milioni di tonnellate di CO2, una maggiore efficienza energetica creerebbe in Italia, secondo il Politecnico, 60 mila posti di lavoro in 14 anni.

Che cosa fanno i grandi gruppi petroliferi per l’ambiente. Questo è quello che l’Eni, ad esempio, su iniziativa dell’amministratore delegato Paolo Scaroni, dichiara di fare ogni anno.

giovedì 15 gennaio 2009

Raccolta pneumatica dei rifiuti a CityLife: Milano come Stoccolma

«Sparati» nel sottosuolo. Si comincia dalle case di lusso di Milano CityLife, dice Il Corriere della Sera

Il primo appuntamento sarà con i grattacieli «storti». La centrale di stoccaggio interrata sotto il nuovo parco
Sparati a 70 chilometri l'ora nel sottosuolo: carta, plastica, frazione umida, indifferenziata. Milano si prepara a rivoluzionare la raccolta dei rifiuti. Prima nelle case di lusso del nuovo quartiere di Milano CityLife, poi ai Navigli, quando si trasformerà in isola pedonale.Semplici prove d'orchestra per il gran concerto finale: il nuovo quartiere dell'Expo, quello che, a detta del sindaco Letizia Moratti, dovrà diventare un modello di sostenibilità ambientale per tutta Italia.Milano copia Stoccolma ed è pronta a importare la raccolta pneumatica dei rifiuti. Al punto che la Moratti vuole inserire, nel regolamento urbanistico, il seguente codicillo: ogni nuovo insediamento urbanistico dovrà prevedere la raccolta pneumatica dei rifiuti. Sistema semplice. Tre o quattro bocchettoni piazzati sul pianerottolo di casa o in strada, collegati da una fitta rete di tubi sotterranei a una centrale, dove un gigantesco aspiratore risucchia i rifiuti. Ad Hammarby Siostad, il quartiere paradiso degli ambientalisti svedesi, dove si ricicla anche l'acqua delle fognature per recuperarne il calore, sono spariti dalle strade i camion della spazzatura. E non si vede un sacchetto all'esterno neanche per un minuto. La Moratti, nella sua visita settembrina a Stoccolma, si è innamorata del progetto. E da ieri una delegazione milanese formata dall'assessore all' Ambiente, Edoardo Croci e e dal presidente di Amsa, Sergio Galimberti, più una nutrita schiera di tecnici, si è trasferita nella capitale scandinava per incontrare i vertici di Envac, la società che ha brevettato la raccolta pneumatica e l'ha esportata nel mondo.Il primo appuntamento sarà con i grattacieli «storti» della vecchia Fiera. Il progetto di massima c'è già: la raccolta pneumatica servirà 15 mila tra inquilini e uffici di CityLife. La centrale di stoccaggio sarà totalmente interrata sotto il nuovo parco e sarà raggiungibile dai camion dell'Amsa grazie a uno svincolo nel tunnel. I costi – circa 6 milioni di euro - saranno a carico della cordata vincitrice del bando di gara, mentre la gestione sarà affidata ad Amsa.«Il sindaco – precisa il presidente Galimberti — è entusiasta del nuovo sistema e ritiene che sia applicabile anche a Milano ove possibile, ossia in tutte le nuove strutture e nei nuovi insediamenti. Stiamo lavorando anche su Garibaldi-Repubblica ». L'altro appuntamento riguarda il sito dell'Expo. Nel dossier di candidatura, gli spazi che ospiteranno i padiglioni dovranno garantire un bassissimo impatto ambientale. «La raccolta pneumatica — conferma l'assessore Croci — non è stata inserita nel dossier di candidatura, ma è un'opportunità da considerare. Anche perché grazie alla società Expo sarà sotto il pieno controllo del pubblico. Quindi, si può cominciare a lavorarci da subito ». Ma Croci ha in mente anche un'altra «applicazione» dell'aspirapolvere mangia-rifiuti: «Quando partirà l'isola pedonale dei Navigli e si faranno i lavori per strade e marciapiedi si potrebbe sperimentare la raccolta pneumatica anche nei luoghi della movida».