Da Ansa:
Sono 40 anni che l'Onu festeggia la Giornata mondiale dell'Ambiente.
E, da quando venne deliberata dall'Assemblea generale riunita a
Stoccolma nel 1972, oggi più che mai punta sul futuro. In particolare
sull'economia 'verde', quella fatta dalle nuove eco-tecnologie capaci di
alleggerire il peso del carbonio nella società, di tenere sotto
controllo la temperatura del Pianeta, e magari di portarci fuori dalla
crisi.
In quel prossimo futuro ha messo il naso il rapporto lanciato da
Greenpeace sull'energia che ci attende, senza fonti fossili senza
petrolio né nucleare ma con tante fonti rinnovabili da fornire
elettricità a 2 miliardi di persone ora al buio e con i trasporti
dominati dall'eco-automobili. Come se non bastasse quest'anno il mondo
si riunirà dal 20 al 22 giugno a Rio de Janeiro per un 'doveroso'
tributo allo sviluppo sostenibile, esattamente 20 anni dopo il summit
della Terra del 1992 (ed è per questo che il vertice viene definito
Rio+20).
Il report di Greenpeace 'Energy [R]evolution 2012' disegna uno
scenario degno di una vera e propria 'rivoluzione', quella delle
rinnovabili, che nel 2030 potrebbe coprire "il 37% della domanda globale
di elettricità, con una capacità installata di 7.392 Gigawatt (GW)". E a
lungo termine "il 94% dell'elettricità potrà essere prodotto" da fonti
pulite, le quali saranno "significativamente più economiche". Inoltre
viene previsto "un tasso di occupazione crescente: il 65% dei posti di
lavoro nel settore energetico al 2030 saranno garantiti dalle fonti
rinnovabili" (4,8 milioni di posti in più al 2020). Si avrà, spiega
ancora il report, "un risparmio annuo globale di 1.320 miliardi di
dollari" per il mancato uso dei combustibili fossili.
Greenpeace mette a punto una 'road map' per raggiungere i target di
riduzione delle emissioni di CO2 (meno 80% al 2050), la dismissione del
nucleare e lo stop alle fonti fossili (soprattutto alle risorse di
petrolio di Artico e Mediterraneo). La riduzione dei combustibili
fossili passa, secondo l'associazione targata arcobaleno, anche
attraverso veicoli più efficienti. In particolare, si dovrebbe usare più
energia rinnovabile per alimentare i veicoli e adottare standard
elevati per l'efficienza dei motori (solo in Ue i consumi potrebbero
ridursi del 40%).
Lo slogan dell'edizione di quest'anno della Giornata mondiale
dell'Ambiente chede a tutti noi di avvicinarsi alla natura: 'Economia
verde: ti include?'. Quest'anno il cuore della festa sarà in Brasile: un
Paese ormai diventato una grande economia emergente e pronto ad essere
più 'verde' (dal riciclo dei rifiuti alle rinnovabili e ai
biocombustibili), con davanti a sé enormi sfide ambientali (come la
deforestazione illegale dell'Amazzonia e l'inquinamento delle
metropoli). Il culmine sarà poi tra 15 giorni quando a Rio de Janeiro si
alzerà il sipario sul summit delle Nazioni Unite dedicato alla
sostenibilità e in cui si tenterà di far passare il messaggio che per
misurare il benessere non basta più soltanto il Pil.
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martedì 5 giugno 2012
giovedì 31 maggio 2012
Un km in bici fa guadagnare la società, in macchina la fa perdere
Uno studio danese ha considerato l’impatto economico della mobilità dal punto di vista delle due ruote e delle quattro.
Copenaghen è una delle città più ecosostenibili d’Europa. Visitandola ci si rende conto di quanto l’Italia possa ancora fare in termini di mobilità ciclistica.
Ma in Danimarca si studiano anche gli effetti positivi dell’andare in bici: ciò che è emerso, attraverso complessi calcoli incrociati, è che ogni chilometro percorso in bici porta un guadagno economico netto di 42 centesimi alla società. Mentre se la stessa distanza si percorre in auto genera una perdita di 3 centesimi per tutta la comunità.
Nella complessa equazione sono incluse sicurezza, comfort, turismo, salute e trasporti per tutti i cittadini. Secondo i parametri economici il risparmio, in termini di assicurazioni e salute, inciderebbe notevolmente sul PIL e sulla spesa sanitaria.
Copenaghen è una città con 1 milione e mezzo di abitanti, dove l’80% della popolazione usa la bicicletta e rende quindi in termini economici qualcosa come 200 milioni di euro di risparmio.
Secondo i calcoli ogni persona genera 150 euro di risparmio.
Ecco perché a Copenaghen investono molto di più in piste ciclabili che in strade. Sul medio e lungo periodo è il modo migliore per ridurre la spesa. E in tempi di crisi è un dato importante.
Copenaghen è una delle città più ecosostenibili d’Europa. Visitandola ci si rende conto di quanto l’Italia possa ancora fare in termini di mobilità ciclistica.
Ma in Danimarca si studiano anche gli effetti positivi dell’andare in bici: ciò che è emerso, attraverso complessi calcoli incrociati, è che ogni chilometro percorso in bici porta un guadagno economico netto di 42 centesimi alla società. Mentre se la stessa distanza si percorre in auto genera una perdita di 3 centesimi per tutta la comunità.
Nella complessa equazione sono incluse sicurezza, comfort, turismo, salute e trasporti per tutti i cittadini. Secondo i parametri economici il risparmio, in termini di assicurazioni e salute, inciderebbe notevolmente sul PIL e sulla spesa sanitaria.
Copenaghen è una città con 1 milione e mezzo di abitanti, dove l’80% della popolazione usa la bicicletta e rende quindi in termini economici qualcosa come 200 milioni di euro di risparmio.
Secondo i calcoli ogni persona genera 150 euro di risparmio.
Ecco perché a Copenaghen investono molto di più in piste ciclabili che in strade. Sul medio e lungo periodo è il modo migliore per ridurre la spesa. E in tempi di crisi è un dato importante.
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lunedì 10 ottobre 2011
Come prolungare la vita del forno
Una corretta combustione consente di raggiungere alcuni importanti obiettivi:
Guarda la demo interattiva e scopri di più a questo link.
- ridurre i consumi di gas,
- estendere la vita del forno,
- verificare le emissioni inquinanti,
- ottenere un prodotto con qualità uniforme e ripetibile.
Guarda la demo interattiva e scopri di più a questo link.
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venerdì 7 ottobre 2011
Presentato il terzo polmone verde di Milano
Martedì è stata inaugurata la prima parte del parco pubblico realizzato da CityLife a Milano.
L'assessore alla Mobilità e all'ambiente di Milano, Pierfrancesco Maran, ha inaugurato la prima fase dell'intervento di verde pubblico realizzato da CityLife. Un intervento che entro il 2015 dovrebbe regalare a Milano il terzo polmone verde dopo parco Sempione e i giardini Montanelli. Un parco da 168mila metri quadri e 16 milioni di investimento privato. Un parterre da oltre 4mila metri quadri di arbusti con 22 nuovi platani e una superficie di intervento da 10.740 metri quadri lungo i viali Belisario, Ezio, Cassiodoro e Berengario.
"Sono molto contento di presentare questa prima parte di riqualificazione. - ha dichiarato Maran - Il verde e l'impatto zero devono essere la regola degli interventi urbanistici come quello di Citylife. Un intervento che consegnerà in quattro alla città il suo terzo parco per dimensione e nel quale abbiamo chiesto di poter inserire un parco giochi che sia fruibile anche dai bambini disabili".
"Questo è il primo passo di una riqualificazione importante per Milano - ha proseguito Maran - e vi abbiamo investito circa un milione di euro. La riqualificazione comprende anche un parcheggio da 1.800 metri quadri".
Il parco sarà realizzato entro il 2015 da Gustafson Porter, vincitore del bando di concorso internazionale, e sarà una sintesi del paesaggio regionale.
Duemila nuovi alberi assorbiranno oltre 40mila chili all'anno di Co2 e inoltre il quartiere Citylife sarà a impatto zero grazie al teleriscaldamento, all'utilizzo di acqua di falda, di pannelli fotovoltaici e al ricircolo dell'acqua per l'irrigazione.
Leggi il comunicato stampa>>
Leggi il profilo dei progettisti >>
Leggi il concept del progetto >>
Scopri di più sul parco>>
L'assessore alla Mobilità e all'ambiente di Milano, Pierfrancesco Maran, ha inaugurato la prima fase dell'intervento di verde pubblico realizzato da CityLife. Un intervento che entro il 2015 dovrebbe regalare a Milano il terzo polmone verde dopo parco Sempione e i giardini Montanelli. Un parco da 168mila metri quadri e 16 milioni di investimento privato. Un parterre da oltre 4mila metri quadri di arbusti con 22 nuovi platani e una superficie di intervento da 10.740 metri quadri lungo i viali Belisario, Ezio, Cassiodoro e Berengario.
"Sono molto contento di presentare questa prima parte di riqualificazione. - ha dichiarato Maran - Il verde e l'impatto zero devono essere la regola degli interventi urbanistici come quello di Citylife. Un intervento che consegnerà in quattro alla città il suo terzo parco per dimensione e nel quale abbiamo chiesto di poter inserire un parco giochi che sia fruibile anche dai bambini disabili".
"Questo è il primo passo di una riqualificazione importante per Milano - ha proseguito Maran - e vi abbiamo investito circa un milione di euro. La riqualificazione comprende anche un parcheggio da 1.800 metri quadri".
Il parco sarà realizzato entro il 2015 da Gustafson Porter, vincitore del bando di concorso internazionale, e sarà una sintesi del paesaggio regionale.
Duemila nuovi alberi assorbiranno oltre 40mila chili all'anno di Co2 e inoltre il quartiere Citylife sarà a impatto zero grazie al teleriscaldamento, all'utilizzo di acqua di falda, di pannelli fotovoltaici e al ricircolo dell'acqua per l'irrigazione.
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lunedì 7 febbraio 2011
Milano: case di lusso a zero emissioni
Le case di lusso di Milano in costruzione presso il nuovo quartiere CityLife sono dotate di teleriscaldamento: si tratta del primo esempio a Milano in cui l’intero sistema di raffreddamento e riscaldamento viene realizzato a emissioni zero, senza alcun tipo di combustione.
E' A2A Calore & Servizi, la società del gruppo A2A che si occupa di teleriscaldamento, a fornire l’alimentazione energetica.
Giuliano Zuccoli, Presidente del Consiglio di Gestione di A2A ha dichiarato: “Questa importante iniziativa si inquadra nell’ambito del progetto di sviluppo pluriennale del teleriscaldamento che A2A, con il forte sostegno e appoggio dell’amministrazione comunale, ha in corso di realizzazione sul territorio del Comune di Milano. Con questa realizzazione si coniuga al meglio l’esigenza di soddisfare, da un lato i fabbisogni energetici dei nuovi edifici che sorgeranno sull’area ex-Fiera e dall’altro di ottenere il minor impatto ambientale possibile sul territorio.”
L’acqua calda è fornita da A2A tramite un collegamento con la rete di teleriscaldamento proveniente dal termovalorizzatore Amsa di Figino - Silla 2, dove si attua il recupero energetico di calore pulito a partire dal calore residuo recuperato dall’impianto.
Questa realizzazione tecnologica consente di ridurre al minimo l’impatto ambientale sul territorio, riducendo a zero le emissioni inquinanti locali (polveri, ossidi di azoto, CO2 etc), di evitare l’installazione di caldaie convenzionali a gas, eliminando completamente tutti i camini e di garantire una maggior sicurezza di esercizio degli impianti.
“Con questa soluzione - continua Zuccoli - si soddisfa l’esigenza di CityLife di realizzare edifici con elevate prestazioni ambientali con il miglior rendimento energetico possibile al fine della certificazione energetica dei nuovi immobili.”
(da Cambiamenti climatici: Case di lusso e a emissioni zero a Milano CityLife)
Per saperne di più sul quartiere a emissioni zero, leggi qui >>
E' A2A Calore & Servizi, la società del gruppo A2A che si occupa di teleriscaldamento, a fornire l’alimentazione energetica.
Giuliano Zuccoli, Presidente del Consiglio di Gestione di A2A ha dichiarato: “Questa importante iniziativa si inquadra nell’ambito del progetto di sviluppo pluriennale del teleriscaldamento che A2A, con il forte sostegno e appoggio dell’amministrazione comunale, ha in corso di realizzazione sul territorio del Comune di Milano. Con questa realizzazione si coniuga al meglio l’esigenza di soddisfare, da un lato i fabbisogni energetici dei nuovi edifici che sorgeranno sull’area ex-Fiera e dall’altro di ottenere il minor impatto ambientale possibile sul territorio.”
L’acqua calda è fornita da A2A tramite un collegamento con la rete di teleriscaldamento proveniente dal termovalorizzatore Amsa di Figino - Silla 2, dove si attua il recupero energetico di calore pulito a partire dal calore residuo recuperato dall’impianto.
Questa realizzazione tecnologica consente di ridurre al minimo l’impatto ambientale sul territorio, riducendo a zero le emissioni inquinanti locali (polveri, ossidi di azoto, CO2 etc), di evitare l’installazione di caldaie convenzionali a gas, eliminando completamente tutti i camini e di garantire una maggior sicurezza di esercizio degli impianti.
“Con questa soluzione - continua Zuccoli - si soddisfa l’esigenza di CityLife di realizzare edifici con elevate prestazioni ambientali con il miglior rendimento energetico possibile al fine della certificazione energetica dei nuovi immobili.”
(da Cambiamenti climatici: Case di lusso e a emissioni zero a Milano CityLife)
Per saperne di più sul quartiere a emissioni zero, leggi qui >>
lunedì 10 gennaio 2011
Milano avrà un nuovo parco pubblico
Milano avrà un nuovo parco pubblico, nel quartiere di CityLife. L'intervento di verde urbano costituirà il terzo parco di Milano per dimensioni, dopo Parco Sempione e i Giardini Pubblici di Porta Venezia.
Ad aggiudicarsi il concorso internazionale di progettazione sono stati gli studi Gustafson Porter (Regno Unito) in gruppo con !Melk, One Works, con un progetto dal titolo Un parco fra le montagne e la pianura.
Al secondo posto si è classificato lo studio Proap (Portogallo) con il progetto Il meglio dei due mondi, e al terzo Atelier Girot (Svizzera), con il progetto Radura.
Gli altri gruppi di progettazione che hanno partecipato sono: Agence TER (Francia); Erika Skabar (Italia); Latitude nord (Francia); Latz + Partner (Germania) e Rainer Schmidt Landschaftsarchitekten (Germania). I soggetti invitati a partecipare al concorso erano stati individuati a luglio 2010, attraverso una selezione condotta congiuntamente dal Comune di Milano e da CityLife tra oltre 70 candidati, espressione delle eccellenze nel campo della progettazione di parchi a livello internazionale. Gli otto progetti sono stati esposti all’Urban Center dal 28 ottobre al 5 dicembre e la mostra ha registrato oltre 20.000 visitatori.
Duemila nuovi alberi assorbiranno oltre 40mila chili all'anno di Co2 e inoltre il quartiere Citylife sarà a impatto zero grazie al teleriscaldamento, all'utilizzo di acqua di falda, di pannelli fotovoltaici e al ricircolo dell'acqua per l'irrigazione.
Per saperne di più:
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Guarda le immagini della premiazione >>
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Ad aggiudicarsi il concorso internazionale di progettazione sono stati gli studi Gustafson Porter (Regno Unito) in gruppo con !Melk, One Works, con un progetto dal titolo Un parco fra le montagne e la pianura.
Al secondo posto si è classificato lo studio Proap (Portogallo) con il progetto Il meglio dei due mondi, e al terzo Atelier Girot (Svizzera), con il progetto Radura.
Gli altri gruppi di progettazione che hanno partecipato sono: Agence TER (Francia); Erika Skabar (Italia); Latitude nord (Francia); Latz + Partner (Germania) e Rainer Schmidt Landschaftsarchitekten (Germania). I soggetti invitati a partecipare al concorso erano stati individuati a luglio 2010, attraverso una selezione condotta congiuntamente dal Comune di Milano e da CityLife tra oltre 70 candidati, espressione delle eccellenze nel campo della progettazione di parchi a livello internazionale. Gli otto progetti sono stati esposti all’Urban Center dal 28 ottobre al 5 dicembre e la mostra ha registrato oltre 20.000 visitatori.
Duemila nuovi alberi assorbiranno oltre 40mila chili all'anno di Co2 e inoltre il quartiere Citylife sarà a impatto zero grazie al teleriscaldamento, all'utilizzo di acqua di falda, di pannelli fotovoltaici e al ricircolo dell'acqua per l'irrigazione.
Per saperne di più:
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mercoledì 15 dicembre 2010
Il menu di Natale inquina. E molto.
Menu di Natale: sai quanto inquina?
Molto, se si portano in tavola cibi esotici che vengono da lontano.
Finti “lussi” messi in una lista nera da Coldiretti, che traduce il loro impatto in numeri: un chilo di albicocche australiane – nella top ten dei prodotti esotici serviti sulla tavola delle feste – solo per il trasporto brucia 9,4 chili di petrolio e libera 29,3 chili di anidride carbonica. Un chilo di ciliegie del Cile per giungere sulle tavole italiane deve percorrere quasi 12mila chilometri con un consumo di 6,9 chili di petrolio e l'emissione di 21,6 chili di anidride carbonica. Stessa storia per i mirtilli che vengono dall'Argentina e devono volare oltre 11mila chilometri, consumando di 6,4 kg di petrolio e liberando 20,1 chili Co2. Tra i prodotti più diffusi che rischiano di "inquinare il Natale" ci sono anche le angurie del Brasile, le more dal Messico (che segnano un aumento delle importazioni peri al 6100%) , gli asparagi dal Perù, i meloni dal Guadalupe e i fagiolini dall'Egitto.
Veri nemici dell’ecomenù, possono essere rimpiazzati da mele, pere, mandarini, arance, kiwi e melograni. Da utilizzare senza produrre troppi scarti, nel nome delle tre R più sostenibili del pianeta: Riciclo, Riuso, Riparo.
Qualche idea rubata all’agenda della nonna? Tenere le bucce del mandarino da buttare sulle braci del camino (o della griglia) per profumare tutta la casa con un effetto aromaterapico tonificate e rilassante; non buttare le arance ammaccate: basta infilare nella loro buccia qualche chiodo di garofano e pezzo di cannella per trasformarle in un delizioso profumatore naturale per gli armadi.
(da atelierdelriciclo.org)
Molto, se si portano in tavola cibi esotici che vengono da lontano.
Finti “lussi” messi in una lista nera da Coldiretti, che traduce il loro impatto in numeri: un chilo di albicocche australiane – nella top ten dei prodotti esotici serviti sulla tavola delle feste – solo per il trasporto brucia 9,4 chili di petrolio e libera 29,3 chili di anidride carbonica. Un chilo di ciliegie del Cile per giungere sulle tavole italiane deve percorrere quasi 12mila chilometri con un consumo di 6,9 chili di petrolio e l'emissione di 21,6 chili di anidride carbonica. Stessa storia per i mirtilli che vengono dall'Argentina e devono volare oltre 11mila chilometri, consumando di 6,4 kg di petrolio e liberando 20,1 chili Co2. Tra i prodotti più diffusi che rischiano di "inquinare il Natale" ci sono anche le angurie del Brasile, le more dal Messico (che segnano un aumento delle importazioni peri al 6100%) , gli asparagi dal Perù, i meloni dal Guadalupe e i fagiolini dall'Egitto.
Veri nemici dell’ecomenù, possono essere rimpiazzati da mele, pere, mandarini, arance, kiwi e melograni. Da utilizzare senza produrre troppi scarti, nel nome delle tre R più sostenibili del pianeta: Riciclo, Riuso, Riparo.
Qualche idea rubata all’agenda della nonna? Tenere le bucce del mandarino da buttare sulle braci del camino (o della griglia) per profumare tutta la casa con un effetto aromaterapico tonificate e rilassante; non buttare le arance ammaccate: basta infilare nella loro buccia qualche chiodo di garofano e pezzo di cannella per trasformarle in un delizioso profumatore naturale per gli armadi.
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venerdì 1 ottobre 2010
Regione Lombardia: tre bandi per la mobilità sostenibile
In scadenza tre bandi della Regione Lombardia relativi ad agevolazioni per la mobilità sostenibile.
Interventi per favorire la mobilità ciclistica - Bando 2010
Scadenza: 11 ottobre 2010
La Regione ha approvato il nuovo bando "Interventi per favorire lo sviluppo della mobilità ciclistica - bando 2010" per l'assegnazione di cofinanziamenti. Il bando è destinato a Province, Comuni, Parchi, Comunità Montane e RFI e FerrovieNord in seguito a intese con gli Enti precedenti.
Qui i dettagli
Contributi ai cittadini per la sostituzione e la trasformazione di veicoli inquinanti
Scadenza: 15 ottobre 2010
Il bando mette a disposizione incentivi finalizzati alla sostituzione di mezzi inquinanti con veicoli a minore impatto ambientale o alla loro trasformazione. L'incentivo è di 3.000 euro per l'acquisto di autoveicoli di categoria M1 di nuova immatricolazione di classe Euro 4 o superiore delle tipologie: elettrica, ibrida, metano/gpl, bifuel, benzina (con emissione di CO2 inferiore ai 140 g/km).
Qui i dettagli
Contributi per la sostituzione di autoveicoli "leggeri" destinati al trasporto di merci
Scadenza: 15 ottobre 2010
La Giunta Regionale ha disposto l'assegnazione di contributi rivolti alle imprese per la sostituzione degli autoveicoli inquinanti destinati al trasporto merci di categoria N1 , ai fini dell'acquisto di veicoli di nuova immatricolazione, di pari categoria, a minori emissioni. Il finanziamento è pari a 5.000.000 euro.
Qui i dettagli
Interventi per favorire la mobilità ciclistica - Bando 2010
Scadenza: 11 ottobre 2010
La Regione ha approvato il nuovo bando "Interventi per favorire lo sviluppo della mobilità ciclistica - bando 2010" per l'assegnazione di cofinanziamenti. Il bando è destinato a Province, Comuni, Parchi, Comunità Montane e RFI e FerrovieNord in seguito a intese con gli Enti precedenti.
Qui i dettagli
Contributi ai cittadini per la sostituzione e la trasformazione di veicoli inquinanti
Scadenza: 15 ottobre 2010
Il bando mette a disposizione incentivi finalizzati alla sostituzione di mezzi inquinanti con veicoli a minore impatto ambientale o alla loro trasformazione. L'incentivo è di 3.000 euro per l'acquisto di autoveicoli di categoria M1 di nuova immatricolazione di classe Euro 4 o superiore delle tipologie: elettrica, ibrida, metano/gpl, bifuel, benzina (con emissione di CO2 inferiore ai 140 g/km).
Qui i dettagli
Contributi per la sostituzione di autoveicoli "leggeri" destinati al trasporto di merci
Scadenza: 15 ottobre 2010
La Giunta Regionale ha disposto l'assegnazione di contributi rivolti alle imprese per la sostituzione degli autoveicoli inquinanti destinati al trasporto merci di categoria N1 , ai fini dell'acquisto di veicoli di nuova immatricolazione, di pari categoria, a minori emissioni. Il finanziamento è pari a 5.000.000 euro.
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mercoledì 29 settembre 2010
Le 10 cose da sapere sulle lampadine a risparmio energetico
Paola Guidi, su Il Sole 24 Ore, ci svela le dieci cose da sapere sulle lampadine a risparmio energetico, che dal primo settembre, per volere dell'Unione Europea, hanno definitivamente rimpiazzato le vecchie lampadine elettriche a incandescenza.
1) 2016 addio vecchia lampadina
Da qui sino al 2016 le lampadine ad incandescenza e anche quelle alogene ad alto consumo dovranno scomparire del tutto, dai negozi e, in teoria, dalle case. Per alcune incandescenti il divieto di venderle è dilazionato sino al 2012 ma in ogni caso le sole lampadine da usare sono quelle fluorescenti a risparmio energetico e le alogene ad alta efficienza, già pronte sugli scaffali dei negozi da diverso tempo e quelle a Led (ancora sperimentali).
2) Grande, grandissimo risparmio
Quello sulla bolletta domestica è intorno ai 20 euro l'anno, mentre i risparmi "collettivi" europei in termini di minori emissioni di Co2 dovrebbero aggirarsi intorno ai 10 miliardi euro con un taglio della CO2 di ben 38 milioni di tonnellate non più immesse nell'atmosfera.
Il passaggio alle sorgenti luminose ad alto risparmio energetico presenta però qualche piccolo inconveniente da conoscere ed eventualmente da rimediare.
3) Le nuove lampadine danno meno luce
Si, è vero, la luce delle lampadine fluorescenti di qualsiasi tipo non è la stessa intensa e morbida delle incandescenti, ma più fredda e poco adatta per esempio agli effetti "architetturali". Basterà usare le alogene ad alta efficienza per avere splendidi risultati.
4) E meno calore
Si, perché solo il 5% dell'elettricità consumata dalle lampadine a incandescenza diventa luce, il resto si trasforma in calore. Tanto che d'inverno ne bastano 3-4 per alzare la temperatura mentre d'estate causano un piccolo aumento nei consnumi dei condizionatori….In Francia e in Germania invece è già stato messo in bilancio un piccolo aumento dei consumi invernali nel momento in cui tutte le lampadine a incandescenza saranno sostituite con quelle nuove.
5) Contengono mercurio
Si, a differenza delle incandescenti, e vanno smaltite con sistemi appositi (niente discariche, niente piattaforme ecologiche comunali). Quando una lampadina fluorescente si spacca il mercurio altamente volatile si diffonde immediatamente nell'ambiente e di conseguenza gli esperti raccomandano di ventilare il locale per circa 30 minuti. E di non toccare con le mani nude i frammenti. E' possibile acquistare lampadine fluorescenti con appositi "rivestimenti" antirottura.
6) E le radiazioni elettromagnetiche?
Sempre meno ma comunque gli esperti consigliano di tenere la fluorescente lontana dalla testa o di sostituirla con l'alogena a risparmio energetico.
7) Non per tutti gli usi
Dove occorre dare una luce direzionale, indirizzata su punti e superfici delimitate, dove occorre un'intensità luminosa elevata, le fluorescenti non sono l'ideale. In cucina sul piano di lavoro e di cottura per esempio occorre un'alogena atta a illuminare i dettagli e gli angoli meno in vista per evitare gli incidenti. In bagno, per operazioni che richiedono precisione e attenzione come la rasatura o il trucco, o per avere una illuminazione gradevole, niente lampadine fluorescenti, nemmeno quelle a luce cosiddetta "calda".
8) Dove vanno bene?
In tutti gli altri ambienti e in particolare nei corridoi, nelle scale, in cantina, in garage…perché possono funzionare continuativamente con minimi consumi; anzi, meno accensioni e spegnimenti hanno più durano e meno consumano. E anche all'esterno ma solo se non sono a rischio rottura o se hanno una schermatura protettiva.
9) Cosa usare dove non arriva l'elettricità?
Si possono applicare apposite strisce elettroluminescenti. Esistono pannelli di questo tipo, sottili, incollabili su pareti, mobili, scale e ovunque sia necessario: diventano vere e proprie sculture luminose.
10) Il futuro è il led
Non subito perché i Led costano ancora molto e non sono adatti per illuminare intensamente un ambiente, una superficie, uno spazio nel senso vero del termine. Nel giro di pochissimi anni però arriverà una versione a Led molto forte e soprattutto davvero "ecologica": niente mercurio, niente radiazioni elettromagnetiche, consumi infinitesimali ed effetti architetturali straordinari.
1) 2016 addio vecchia lampadina
Da qui sino al 2016 le lampadine ad incandescenza e anche quelle alogene ad alto consumo dovranno scomparire del tutto, dai negozi e, in teoria, dalle case. Per alcune incandescenti il divieto di venderle è dilazionato sino al 2012 ma in ogni caso le sole lampadine da usare sono quelle fluorescenti a risparmio energetico e le alogene ad alta efficienza, già pronte sugli scaffali dei negozi da diverso tempo e quelle a Led (ancora sperimentali).
2) Grande, grandissimo risparmio
Quello sulla bolletta domestica è intorno ai 20 euro l'anno, mentre i risparmi "collettivi" europei in termini di minori emissioni di Co2 dovrebbero aggirarsi intorno ai 10 miliardi euro con un taglio della CO2 di ben 38 milioni di tonnellate non più immesse nell'atmosfera.
Il passaggio alle sorgenti luminose ad alto risparmio energetico presenta però qualche piccolo inconveniente da conoscere ed eventualmente da rimediare.
3) Le nuove lampadine danno meno luce
Si, è vero, la luce delle lampadine fluorescenti di qualsiasi tipo non è la stessa intensa e morbida delle incandescenti, ma più fredda e poco adatta per esempio agli effetti "architetturali". Basterà usare le alogene ad alta efficienza per avere splendidi risultati.
4) E meno calore
Si, perché solo il 5% dell'elettricità consumata dalle lampadine a incandescenza diventa luce, il resto si trasforma in calore. Tanto che d'inverno ne bastano 3-4 per alzare la temperatura mentre d'estate causano un piccolo aumento nei consnumi dei condizionatori….In Francia e in Germania invece è già stato messo in bilancio un piccolo aumento dei consumi invernali nel momento in cui tutte le lampadine a incandescenza saranno sostituite con quelle nuove.
5) Contengono mercurio
Si, a differenza delle incandescenti, e vanno smaltite con sistemi appositi (niente discariche, niente piattaforme ecologiche comunali). Quando una lampadina fluorescente si spacca il mercurio altamente volatile si diffonde immediatamente nell'ambiente e di conseguenza gli esperti raccomandano di ventilare il locale per circa 30 minuti. E di non toccare con le mani nude i frammenti. E' possibile acquistare lampadine fluorescenti con appositi "rivestimenti" antirottura.
6) E le radiazioni elettromagnetiche?
Sempre meno ma comunque gli esperti consigliano di tenere la fluorescente lontana dalla testa o di sostituirla con l'alogena a risparmio energetico.
7) Non per tutti gli usi
Dove occorre dare una luce direzionale, indirizzata su punti e superfici delimitate, dove occorre un'intensità luminosa elevata, le fluorescenti non sono l'ideale. In cucina sul piano di lavoro e di cottura per esempio occorre un'alogena atta a illuminare i dettagli e gli angoli meno in vista per evitare gli incidenti. In bagno, per operazioni che richiedono precisione e attenzione come la rasatura o il trucco, o per avere una illuminazione gradevole, niente lampadine fluorescenti, nemmeno quelle a luce cosiddetta "calda".
8) Dove vanno bene?
In tutti gli altri ambienti e in particolare nei corridoi, nelle scale, in cantina, in garage…perché possono funzionare continuativamente con minimi consumi; anzi, meno accensioni e spegnimenti hanno più durano e meno consumano. E anche all'esterno ma solo se non sono a rischio rottura o se hanno una schermatura protettiva.
9) Cosa usare dove non arriva l'elettricità?
Si possono applicare apposite strisce elettroluminescenti. Esistono pannelli di questo tipo, sottili, incollabili su pareti, mobili, scale e ovunque sia necessario: diventano vere e proprie sculture luminose.
10) Il futuro è il led
Non subito perché i Led costano ancora molto e non sono adatti per illuminare intensamente un ambiente, una superficie, uno spazio nel senso vero del termine. Nel giro di pochissimi anni però arriverà una versione a Led molto forte e soprattutto davvero "ecologica": niente mercurio, niente radiazioni elettromagnetiche, consumi infinitesimali ed effetti architetturali straordinari.
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sabato 17 luglio 2010
Expo di Shanghai 2010: Testo e la Città Verde di Friburgo per l’efficienza energetica
In collaborazione con la “Città Verde” di Friburgo in Brisgovia, l'azienda Testo partecipa all’Esposizione mondiale 2010 di Shanghai, iniziata il 1° maggio e che si concluderà il 31 ottobre. Gli esperti in tecnologie di misura della Foresta Nera presentano strumenti di misura moderni ed eco-compatibili per l’efficienza energetica, principalmente nel campo della termografia e delle emissioni.
Grazie alle ambiziose politiche ambientali e all’impegno politico e civile per le fonti energetiche rinnovabili, Friburgo si è guadagnata il soprannome di “Città Verde”, ricca di soluzioni organizzative, ecologiche e tecnologiche.
Durante i preparativi per i Giochi Olimpici di Pechino nel 2008, il governo della Repubblica Popolare Cinese, sostenuto dall’Agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente (EPA), ha scelto Testo come fornitore di strumenti di misura ad alta precisione con lo scopo di ridurre le emissioni di gas combusti e migliorare così la qualità dell’aria nella città di Pechino. L’Ufficio comunale per la protezione ambientale di Pechino oggi utilizza l’analizzatore di combustione portatile testo 350 per controllare regolarmente tutte le società, come ad esempio le centrali a combustibili fossili, le cui attività hanno effetti sull’equilibrio energetico. Grazie all’elevata precisione e alla lunga durata delle celle elettrochimiche, l’analizzatore di combustione testo 350 è la soluzione ideale per questo tipo di misure.
All’interno della Urban Best Practices Area (UBPA) dell’Expo 2010 di Shanghai, Testo presenta le termocamere e gli strumenti per la misura delle emissioni per applicazioni inerenti la valutazione dell’efficienza termica degli edifici, in qualità di partner della “Città Verde" di Friburgo.
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Grazie alle ambiziose politiche ambientali e all’impegno politico e civile per le fonti energetiche rinnovabili, Friburgo si è guadagnata il soprannome di “Città Verde”, ricca di soluzioni organizzative, ecologiche e tecnologiche.
Durante i preparativi per i Giochi Olimpici di Pechino nel 2008, il governo della Repubblica Popolare Cinese, sostenuto dall’Agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente (EPA), ha scelto Testo come fornitore di strumenti di misura ad alta precisione con lo scopo di ridurre le emissioni di gas combusti e migliorare così la qualità dell’aria nella città di Pechino. L’Ufficio comunale per la protezione ambientale di Pechino oggi utilizza l’analizzatore di combustione portatile testo 350 per controllare regolarmente tutte le società, come ad esempio le centrali a combustibili fossili, le cui attività hanno effetti sull’equilibrio energetico. Grazie all’elevata precisione e alla lunga durata delle celle elettrochimiche, l’analizzatore di combustione testo 350 è la soluzione ideale per questo tipo di misure.
All’interno della Urban Best Practices Area (UBPA) dell’Expo 2010 di Shanghai, Testo presenta le termocamere e gli strumenti per la misura delle emissioni per applicazioni inerenti la valutazione dell’efficienza termica degli edifici, in qualità di partner della “Città Verde" di Friburgo.
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martedì 8 giugno 2010
A Milano arrivano i taxi verdi
Milano potrà presto godersi i propri green taxi. Il prototipo è stato appena presentato dalla Volkswagen e dalle autorità cittadine: una sorta di maggiolone chiamato, appunto, Milano Taxi, verde anche nella scelta cromatica in memoria delle vetture che negli anni ‘50 assicuravano la mobilità milanese.
Si tratta di una scommessa che unisce il legame alla tradizione (la linea ha un ché di vintage che ricorda a tratti il Samba Bus) con l’approccio ad un futuro ecocompatibile: la vettura si presenta, infatti, totalmente elettrica e ad emissioni 0.
Dando un’occhiata alla realizzazione tecnica, ci rendiamo conto che nulla è stato lasciato al caso. Il green taxi monterà un motore con 50 kW costanti e con picchi di 85 kW in grado di permettergli una velocità massima di 120 km orari, con un’autonomia di circa di 300 km. L’interno dell’automobile è stato studiato all’insegna dell’ottimizzazione dello spazio e del peso. Ad esempio viene a mancare il sedile passeggero accanto al volante, sostituito da un comodo vano bagagli.
La produzione vera e propria di questo gioiellino green è annunciata per il 2013.
(da onegreentech.it)
Si tratta di una scommessa che unisce il legame alla tradizione (la linea ha un ché di vintage che ricorda a tratti il Samba Bus) con l’approccio ad un futuro ecocompatibile: la vettura si presenta, infatti, totalmente elettrica e ad emissioni 0.
Dando un’occhiata alla realizzazione tecnica, ci rendiamo conto che nulla è stato lasciato al caso. Il green taxi monterà un motore con 50 kW costanti e con picchi di 85 kW in grado di permettergli una velocità massima di 120 km orari, con un’autonomia di circa di 300 km. L’interno dell’automobile è stato studiato all’insegna dell’ottimizzazione dello spazio e del peso. Ad esempio viene a mancare il sedile passeggero accanto al volante, sostituito da un comodo vano bagagli.
La produzione vera e propria di questo gioiellino green è annunciata per il 2013.
(da onegreentech.it)
venerdì 3 aprile 2009
Ma il carbone pulito è davvero pulito?
Il carbone è protagonista di un’operazione di Greenwash (le operazioni con cui si crea un’immagine verde) davvero intensa. Si sta cercando di “lavarlo” per trasformarlo in “carbone pulito” così da poter continuare ad utilizzarlo come combustibile rientrando nelle “fonti di energia rinnovabili e assimilate”. Un’operazione in corso sia in Italia che all’estero. Negli Usa la Americans for balanced energy choices ha cambiato nome in Coalition for clean coal electricity, pagando l’agenzia pubblicitaria R&R partners 35 milioni di dollari per promuovere il “carbone pulito”. Anche a Londra è avvenuto più o meno lo stesso: la Coal research centre è diventata Clean coal centre. Quello che onestamente bisognerebbe però dire è che il carbone pulito non esiste, o meglio che non è così pulito quanto si voglia far credere. Il carbone è il combustibile fossile più inquinante, responsabile del 41% delle emissioni di gas serra antropiche, e contribuisce a riscaldamento globale, deforestazione, distruzione di interi ecosistemi, malattie respiratorie, piogge acide, inaridimento dei terreni, inquinamento delle acque. I miglioramenti che la tecnologia darebbe trasformandolo in “carbone pulito” non sono certo clamorosi ma l’utilizzo sta crescendo anche in Italia. Non c’è dubbio che le emissioni di una centrale di nuovo tipo siano inferiori a quelle di un vecchio impianto (si riducono polveri, anidride solforosa e ossidi di azoto). Ma la CO2 viene abbattuta solo del 18% e le altre sostanze tossiche da cui viene lavato avranno un’altra destinazione, spostando il problema. Come viene spiegato anche in un Dossier di Legambiente, per ogni kWh di energia elettrica prodotto da una centrale a carbone, anche se dotata delle più moderne tecnologie, vengono prodotte non meno di 770 grammi di CO2, più di qualsiasi altra fonte. A parità di energia generata, una centrale a gas naturale a ciclo combinato emette circa la metà della CO2 (ancora meno da cogenerazione), e anche una centrale a olio combustibile di vecchia generazione fa meglio fermandosi a 700 grammi di CO2 per kWh. (Da Yeslife.it)
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venerdì 27 marzo 2009
Geometri, l'ambiente prima di tutto
L'Assemblea dei Presidenti e Consiglieri dei Collegi dei Geometri e Geometri laureati si riunirà il 2 aprile nell'ambito della «Ecopolis 2009» presso la Fiera di Roma. La manifestazione è dedicata al tema della città sostenibile. In questo ambito si svolgerà la tavola rotonda che vedrà la partecipazione di George Wolfgang Reinberg, architetto esperto in bioarchitettura, Norbert Lantschner – Direttore Casaclima, on. Angelo Alessandri (Presidente VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati), on. Ermete Realacci (Responsabile Ambiente del PD), Fausto Amadasi - Presidente Cassa Italiana Geometri, Fausto Savoldi - Presidente CNGeGL, Francesco Mazzoccoli – Direttore Geocentro/Magazine, Moderatore sarà Daniela Vergara - Giornalista del TG2.La tavola rotonda evidenzierà le attenzioni dei geometri all'ambiente ed al territorio con argomenti relativi alla natura urbana, al design urbano ed al rispetto dell'ambiente per quanto stabilito dalle nuove competenze del tecnico dell'edilizia, territorio ed ambiente, ed al risparmio energetico e certificazione su cui i geometri sono in prima linea fin dall'entrata in vigore della Legge n. 10/1991. George Wolfgang Reinberg, titolare dello studio di architettura in Vienna, ha progettato edifici sostenibili curando gli aspetti ecologici ed energetici. Il suo intervento alla tavola rotonda tratterà l'esigenza di porre estrema attenzione ai materiali, al sito e soprattutto alla necessità di tutelare l'ambiente e la salute delle persone che vivranno nell'edificio oggetto di intervento edilizio. Tali principi, alla base di ogni passo del progetto e della sua realizzazione, caratterizzano gli interventi dell'architetto pubblicati su numerose riviste di architettura in molti Paesi in Europa, in Messico ed in Giappone. Secondo Norbert Lantschner – Direttore di «Casaclima», gli edifici dissipano circa la metà dell'energia globale effettivamente consumata. Si continua ad agire in modo non programmato nonostante che le tecnologie per costruire abitazioni più parsimoniose dal punto di vista energetico siano già disponibili da molto tempo. Inoltre, grazie al risanamento energetico, negli edifici esistenti è possibile ridurre fino all'80% le emissioni di anidride carbonica prodotte dal riscaldamento e dai sistemi di produzione dell'acqua calda. Sarà approfondito il tema dello sviluppo attento al futuro ed illustrerà il progetto di soluzioni edilizie in grado di conciliare pienamente equità sociale, attenzione ecologica ed efficienza energetica mediante sistemi collaudati ed estremamente innovativi. Con l'obiettivo di «rottamare il petrolio» l'on. Ermete Realacci presenterà il disegno di legge di iniziativa di trenta deputati del Partito Democratico volto a disciplinare le urgenti misure per la minimizzazione della dipendenza energetica dal petrolio e la riduzione delle emissioni di Co2. Il DL prevede la delega al Governo per il coordinamento e la semplificazione delle disposizioni in materia di risparmio energetico e di uso delle fonti rinnovabili. L'iniziativa parlamentare vuole accelerare il passaggio verso un sistema energetico affrancato dalla dipendenza dagli onerosi ed inquinanti combustibili fossili.Sulla qualità della progettazione per gli edifici, la proposta di Legge che sarà illustrata dall'on. Angelo Alessandri, della Lega Nord, è finalizzata ad assicurare il risparmio energetico contestualmente alla tutela dell'ambiente interessato dagli interventi edilizi. La nuova normativa, di semplificazione e di maggiore rigore, costituisce un ulteriore passo avanti verso il benessere dei fruitori dei fabbricati in termini di maggiore economia sui consumi energetici e, soprattutto, di maggior benessere per chi li abita. Tanto da coniugare la certificazione energetica con la sostenibilità ambientale ed il benessere dei fruitori. Un nuovo marchio denominato «qualità casa» da applicare prioritariamente agli edifici residenziali anche un forte valore di orientamento del mercato immobiliare e delle locazioni.I lavori assembleari continueranno con gli interventi e l'ulteriore dibattito dei Presidenti e Consiglieri di Collegio. (Da Italia Oggi)
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giovedì 19 marzo 2009
«Entro il 2050 azzerate le emissioni di Co2»
L'Unione europea «deve supportare l'industria elettrica europea nel suo sforzo per ridurre le emissioni inquinanti: noi siamo pronti a fare la nostra parte». È l'appello lanciato dall'amministratore delegato dell'Enel Fulvio Conti a Bruxelles ai margini dell'incontro con i top manager delle più importanti aziende elettriche europee, alla vigilia del vertice europeo che si aprirà oggi a Bruxelles. L'impegno preso dalle aziende europee del settore, associate in Eurolectric, e sottoscritto da 61 amministratori delegati (tra i quali anche Giovanni Milani per Eni Power), è di non emettere più CO2 entro il 2050 con l'energia da loro prodotta,ricorrendo alle rinnovabili, al nucleare e al cosiddetto "carbone pulito". La dichiarazione sottolinea che, «per sostituire i vecchi impianti, sviluppare la rete elettrica, soddisfare la domanda del mercato in crescita e rispettare gli obiettivi ambientali, il settore dovrà investire 1.800 miliardi di euro entro il 2030». Per raggiungere l'obiettivo le imprese comunitarie dell'elettricità chiedono però a Bruxelles e ai Governi Ue di fissare regole non distorsive del mercato e di sostenere in par-ticolare, la ricerca e lo sviluppo di impianti per la cattura e il sequestro del CO2. Proprio il progetto sperimentale di questo tipo a Porto Tolle dell'Enel figura, con fondi attribuiti per 100 milioni, nella lista dei progetti finanziabili con un pacchetto di 5 miliardi per il rilancio dell'economia, oggi all'esame dei capi di Stato e di Governo europei.Conti ha sottolineato l'importanza del contributo europeo per il progetto in provincia di Rovigo, che ha già ottenuto in via libera dalla regione Veneto e ora attende il visto governativo. «Si tratta di uno degli impianti prototipo di cui tutti beneficeranno – ha spiegato Conti –. I costi sono molto elevati e per questo credo sia corretto che ci siano finanziamenti da parte dell'Ue. Renderebbero tutto più rapido e ci incentiverebbero ad andare avanti ». Per quanto riguarda la funzione delle tariffe elettriche nello stimolare la ripresa economica l'a.d.di Enel ha indicato che l'opinione pubblica esagera nel valutare l'incidenza delle bollette dell'elettricità sul bilancio familiare: «Si tratta di una quota modesta, ogni giorno una famiglia media italiana spende un euro al giorno». Conti ha infine ribattuto alle dichiarazione dell'ad di Ansaldo Energia, Giuseppe Zampini, in merito a un possibile rischio di " colonizzazione"a seguito dell'accordo tra l'Enel e la francese Edf sul nucleare in Italia. «Nel nucleare c'è spazio per tutti. – ha replicato Conti – Mi sembra esagerato sostenere questa posizione». (Da Il sole 24 Ore)
L’energia responsabile secondo Paolo Scaroni, l'amministratore delegato dell’Eni
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mercoledì 18 marzo 2009
Svezia libera dal petrolio nel 2030
Si potrà anche pensare che annunci di lungo termine come questo sono prettamente propagandistici, che servono a influenzare l’informazione globale, oppure che fare previsioni per qualcosa che accadrà tra vent’anni sia impossibile, o ancora che fino al 2030 che ne passerà di petrolio sotto ai ponti. Ma se a fare un annuncio del genere è un paese scandinavo come la Svezia, il quale ha oltretutto chiaramente spiegato le linee guida che porteranno a questo cambiamento epocale, c’è da fidarsi. La Svezia, il primo paese dell’Unione Europea per innovazione, ha recentemente annunciato che la vera indipendenza dal petrolio sarà raggiunta a partire dal 2030, e questo grazie a politiche energetiche e di trasporto ben precise: la nazione scandinava ha infatti fortemente investito negli ultimi anni sul bioetanolo, tanto che già oggi l’85% delle Volvo e delle Saab vendute entro i confini nazionali montano motori di tipo flexfuel. Bisogna precisare che la Svezia ha dovuto rivedere le stime di questa indipendenza dall’oro nero, precedentemente fissate a partire dal 2020, per varie cause: su tutte ha pesato la crisi economica, oltre alle difficoltà oggettive nella produzione dei biocarburanti e alle realistiche prospettive di chiusura delle due case automobilistiche svedesi, Saab e Volvo. Il governo svedese ha quindi optato per una soluzione intermedia che prevede il taglio delle emissioni di CO2 del 40% entro il 2020 e, a partire da questa data, metà dell’energia del Paese verrà prodotta sfruttando risorse rinnovabili, la maggior parte delle automobili circoleranno grazie al bioetanolo di II generazione, prodotto dagli scarti organici e concime animale. Già oggi la maggior parte dell’energia svedese proviene da fonti rinnovabili (anche dal nucleare), e i riscaldamenti domestici sono forniti dal calore geotermico o da energia dispersa generata da processi industriali. L’ultimo settore ancora dipendente da risorse non rinnovabili era proprio quello dei trasporti, fino ad oggi. E pensare che è passato solamente un anno da quando l’annuncio del Ministro dei Trasporti, Maud Olofsson, di eliminare completamente la dipendenza dal petrolio per tutte le auto, scatenò una reazione rabbiosa da parte dei due colossi automobilistici svedesi. (Da yeslife.it)
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martedì 17 marzo 2009
Maldive, zero emissioni entro 2020
Quanto contribuiscono le industrie maldivane al riscaldamento globale? Molto poco. L'annuncio del presidente Mohamed Nasheed ha però fatto scalpore: entro il 2020 renderà l'arcipelago a emissione zero. Una mossa significativa perché i meravigliosi atolli dell'oceano indiano sarebbero i primi a soccombere con l'innalzamento degli oceani. Basta un metro in più e i 385mila abitanti dovranno trovarsi un'altra dimora. Secondo The Observer il piano include la costruzione di 155 turbine a vento, l'installazione di mezzo chilometro quadrato di pannelli solari sui tetti delle abitazioni, e la realizzazione di una centrale a biomassa alimentata da gusci di noci di cocco. L'energia rinnovabile servirà ad alimentare non soltanto le case e le industrie ma anche le automobili e le imbarcazioni, che verranno gradualmente sostituite con versioni elettriche. «I cambiamenti climatici sono un'emergenza globale. Il progetto costerà circa 110 milioni di dollari all'anno. Da solo non salverà certamente il pianeta. "Rendere le Maldive a impatto zero è una sfida realistica - ha detto Chris Goodall, esperto di cambiamenti climatici inglese coinvolto nel progetto -. Riuscendoci potremmo dimostrare alle apatiche nazioni sviluppate che agire è possibile e anche con costi ragionevoli". (da ilsole24ore.com)
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venerdì 13 marzo 2009
Mobilità sostenibile, strade intelligenti e motori elettrici così l´Italia riparte
L´innovazione resta sempre il grande elemento strategico per l´industria di ogni paese. Nei momenti di crisi come in quelli di crescita e sviluppo. E così investire su imprese che puntano all´eccellenza e alla qualità vuol dire credere nel futuro dell´imprenditoria. Quali sono allora i progetti con cui l´industria proverà a ripartire nel campo dell´ambiente e della mobilità? Quali le prossime sfide del made in Italy? I 22 progetti più interessanti (selezionati su 439 presentati) sono stati premiati e finanziati nell´ambito del programma "Industria 2015" e verranno realizzati nei prossimi anni da diversi consorzi, composti in tutto da 250 imprese e 100 centri di ricerca. Di questi progetti si parlerà a "ManiFutura Festival" che riunirà a Pisa dal 17 al 21 marzo il mondo dell´impresa, dell´università e delle politica per discutere il futuro dell´industria in tempo di crisi. La mobilità sostenibile è il tema fondamentale di questi progetti che vanno dal vaporetto ecologico ai treni flessibili, dal car sharing alla carrozza ferroviaria a due piani, dagli autobus urbani ibridi all´elettronica che gestisce il traffico. Proprio di questo si occupa il progetto "Easy Rider", primo classificato della lista e che coinvolge diversi centri di ricerca italiani di cui è capofila la Magneti Marelli (di cui fanno parte tra le altre il centro ricerche Fiat, Anas, ST Microelectronics e Art). Si tratta della realizzazione di un sistema per l´integrazione di infrastrutture stradali, veicoli e servizi per il miglioramento dell´infomobilità e della sicurezza stradale. La parte più interessante riguarda i segnali stradali intelligenti, in grado di trasmettere informazioni all´automobilista insieme al monitoraggio del profilo stradale da comunicare in tempo reale ai veicoli in transito.Ancora la mobilità urbana è al centro del progetto Piaggio con un veicolo a due ruote di nuova generazione, ecocompatibile e sicuro, basato comunque sul netto vantaggio che danno proprio le due ruote sulle quattro. Considerazioni rafforzate scientificamente da una serie di ricerche - la più recente delle quali effettuata a Parigi dalla ADEME-Agence de l´Environnement et de la Maîtrise de l´Energie su un percorso di 30 km tra la banlieue e il Musée d´Orsay in differenti condizioni di traffico. Risultato: con scooter e moto il tempo di viaggio si riduce del 50 per cento, fino al 65 per cento il risparmio di carburante, e fino al 75 per cento l´abbattimento delle emissioni di CO2. Ancora meglio si potrà fare con l´alimentazione ibrida (ovvero due motori, uno a benzina e l´altro elettrico) che il gruppo Piaggio sta già sperimentando sull´MP3.E tanto per rimanere nel campo dell´ibrido ecco l´altro progetto chiamato "Vision", il più curioso e affascinante. È firmato Fincantieri e prevede la realizzazione di un vaporetto ibrido per Venezia. Obiettivo? Naturalmente il rispetto dell´ambiente e il comfort dei passeggeri. Perché anche i vaporetti, come le automobili, in futuro dovranno essere costruiti per abbattere, fino ad eliminarle, le varie forme di inquinamento. E quindi anche in questo caso via con le motorizzazioni ibride, poi con l´energia solare e infine con l´idrogeno. Il tutto aspettando il 2015. (da Repubblica)
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Sfida ecologica, l’evento "produrrà" un bosco
E’ una sfida anche questa. Decisamente inedita: un evento automobilistico in chiave «ecologica» che contribuirà al rimboschimento di oltre 50 mila metri di bosco.Sembra un controsenso coniugare, nella stessa direzione, auto - quasi sempre sul banco degli imputati quando si parla di inquinamento - e difesa dell’ambiente. Ma è la sfida che affronta, quest’anno, la Mac Events di Genova, società organizzatrice della rievocazione della Milano-Sanremo. «E’ una mission che vogliamo applicare anche ai nostri prossimi impegni motoristici - dicono alla Mac Events - La Milano-Sanremo sarà “certificata” a impatto zero da Lifegate, società che diffonde e sostiene progetti, valori ecocompatibili e rispetto dell’uomo e dell’ambiente». Come? «Convertendo - dicono gli organizzatori - in chiave ecosostenibile e di risparmio energetico tutti i nostri interventi». In base al protocollo di Kyoto è stato calcolato che la Milano-Sanremo comporterà un emissione di CO2 (anidride carbonica) per 263816 kg. Cui corrispondono 51700 metri quadrati di foresta. Ecco allora che Mac Events, con i risparmi energetici che riuscirà a fare, ripianterà 51700 metri quadrati di bosco in Costarica. Come avverranno i risparmi? In tanti modi: riducendo l’utilizzo di materiali cartacei con l’uso della posta elettronica; stampando i materiali promozionali sui carta riciclata; utilizzando tessuti ecosostenibili; rinunciando, ove possibile, a materiale plastico per scopi promozionali; scelta di fornitori che limitano il consumo di CO2; promuovendo il car-pooling (utilizzo in comune di auto) per lo spostamento dei partecipanti; impiego di vetture a basso impatto ambientale per lo staff; catering con prodotti di origine locale acquistati nel raggio di 100 km; utilizzo di detersivi a basso impatto ambientale; smaltimento differenziato dei rifiuti. (Da La Stampa)
Ecco come le grandi aziende dichiarano di volere sensibilizzare le giovani generazioni sui comportamenti eco sostenibili. Il caso dell’Eni, guidato dall’ad Paolo Scaroni
Ecco come le grandi aziende dichiarano di volere sensibilizzare le giovani generazioni sui comportamenti eco sostenibili. Il caso dell’Eni, guidato dall’ad Paolo Scaroni
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martedì 10 marzo 2009
Rivoluzione verde anche per la Cina
Tra i 150 e i 200 miliardi di euro ogni anno per i prossimi vent'anni.È il prezzo della rivoluzione verde in Cina, sostengono gli analisti di McKinsey. Un cambiamento radicale che passa attraverso le energie alternative, le auto elettriche, gli impianti per la depurazione industriale o la trasformazione in senso ecologico delle abitazioni. Tutti tasselli, questi, che possono aiutare l'ex Celeste Impero a togliersi la maglia di Paese tra i più inquinati e inquinanti del mondo: nel 2007 le sue emissioni di CO2 sono state superiori a quelle degli Stati Uniti.Intervento per intervento, MCKinsey elenca le iniziative che la Cina dovrebbe prendere nei prossimi vent'anni: alcuni sono consigli, altre sono invece decisioni già nell'agenda di Pechino. Uno studio- disponibile gratuitamente online - molto tecnico, interessante per chi vuole fare affari verdi con la Cina.China's Green Revolution. (da Il Sole 24 Ore)
lunedì 9 marzo 2009
Meno CO2, l'auto rilancia
La ricerca ci salverà. Questo è uno dei leit-motiv che attraversano il management dell'industria mondiale colpita dalla crisi. Tra gli altri, il settore automobilistico si contraddistingue per gli sforzi profusi in quell'innovazione tecnologica che potrà consentire una più rapida e concreta ripresa. I dati di oggi parlano chiaro e sembrano un bollettino di guerra tale da far rabbrividire. Su tutte le borse europee i listini del settore auto hanno fatto segnare consistenti perdite nelle ultime settimane, nonostante qualche boccata d'ossigeno ricevuta grazie alle iniziative dei governi. Perdite per Renault, Fiat, Volkswagen e Daimler. Quest'ultima, che ha fatto segnare un preventivo di bilancio 2008 in rosso, ha anticipato che la domanda globale di automobili scenderà di un ulteriore 10% nel 2009. Secondo lo studio della commissione europea, da ottobre 2008 a gennaio 2009, si sono persi 130 mila posti di lavoro nell'industria. La Toyota prevede una perdita di 350 miliardi di yen alla chiusura dell'esercizio fiscale, a marzo, mentre solo 2 mesi fa pronosticava utili per 50 miliardi, e di conseguenza l'agenzia Moody's ha abbassato il suo rating da Aaa a Aa1. A gennaio Volkswagen ha denunciato un calo del 20% nelle consegne e si appresta a licenziare i suoi 16.500 precari. Dal canto suo Opel chiuderà il 20% delle unità produttive. Secondo una ricerca condotta da Interactive market research il 56,5% degli italiani ha ridotto l'uso dell'auto e il 75% afferma che non intende cambiarla a breve. La Ford sta tagliando i posti di lavoro in Inghilterra e rinvia il lancio del nuovo Transit. La Fiat sta ponendo in cassa integrazione 5 mila impiegati nelle prime 2 settimane di marzo e per una settimana i dipendenti di Termoli ma il rischio, secondo i sindacati, è che poi si passi ai licenziamenti. La Mitsubishi ha perso 4,7 miliardi di yen tra aprile e dicembre 2008 chiudendo l'anno con un buco di 60 miliardi. La Mazda ha chiuso l'anno con perdite per 13 miliardi di yen e la Tata ha perso il 33% del mercato. Ma quali sono le nuove linee guida per il rilancio? L'obiettivo è quello di produrre auto meno inquinanti, più leggere, ad alimentazione alternativa al petrolio, con accessori più rispondenti ai criteri di sicurezza e armonici con l'ecosistema. Già alla fine degli anni '90 l'Acea (European automobile manufacturers association), la giapponese Jama e, successivamente, la coreana Kama, avevano preso l'impegno di ridurre le emissioni tenendo conto che anche il peso delle automobili aveva la sua importanza. I risultati conseguiti negli ultimi anni sono stati modesti, ma oggi è giunto il momento in cui il «fare di più» è improcrastinabile. Sul fronte della produzione di etanolo uno studio di Sandia National Laboratories della General Motors ci fa sapere che i rifiuti vegetali e forestali consentirebbero di sostituire un terzo della benzina utilizzata entro il 2030. L'obiettivo è il raggiungimento di 90 miliardi di galloni di etanolo nel rispetto della sostenibilità ambientale e dei parametri economici mondiali. Grazie all'etanolo i ricercatori del Brookhaven National Laboratory hanno messo a punto la possibilità di creare accumulatori di energia più efficienti, meno tossici e più pratici da produrre e utilizzare sulle automobili elettriche. Grazie a un nuovo catalizzatore è possibile produrre una quantità di energia 100 volte maggiore rispetto a quella ottenibile con i catalizzatori sinora utilizzati. Le nuove «fuel cell» produrranno corrente nell'ordine di migliaia di milliampere per centimetro quadrato immagazzinando più energia facilmente producibile da fonti rinnovabili. (da Italia Oggi 7)
L’energia responsabile secondo Paolo Scaroni, amministratore delegato dell’Eni
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